CROZZA: "HA FATTO PIÙ DANNI VELTRONI IN OTTO MESI DI CIA E GELLI MESSI INSIEME"
SULLA FESTA PD CALA LA DEPRESSIONE, STA A DENVER DA OBAMA (CHE NON LO RICEVE)
FAMIGLIA CRISTIANA: LA SINISTRA BALBETTA CONFUSAMENTE E VELTRONI GIRA A VUOTO

1 - CROZZA: WALTER HA FATTO PIÙ DANNI DI CIA E GELLI INSIEME
Alessandra Longo per La Repubblica

Si potrebbe cominciare dalle pentole per capire quanto sia difficile, faticoso, o forse, in certi casi meno gravi, solo scomodo lasciare il vecchio per il nuovo. Qui, a Firenze, alla Festa nazionale del Pd, il ristorante dei compagni di Sesto Fiorentino ha sempre la stessa batteria di pentole con il fondo marchiato a fuoco Pci. Non l´hanno aggiornata, né intendono farlo: «Nessuna nostalgia, il fatto è che rifare la stampigliatura porta via tempo, costa». Rimane il timbro che certifica la provenienza, ma i cuori sono già oltre l´ostacolo. Ottimi i rapporti con gli osti dell´ex Margherita che servono trippe e lampredotto. Si procede a cucine unite e anche questo fa la sua parte. Tra le mura della Fortezza da Basso, ecco la lenta, paziente marcia verso il nuovo.

Un buon segno: il primo giorno della Festa, nell´enorme libreria dispiegata su mille metri quadri, sono stati venduti cinquemila volumi. Due titoli fra i più gettonati: «Breve storia del futuro» di Jacques Attali, sacerdote del dialogo tra maggioranza e opposizione, e la biografia di Federico Caffè, con prefazione di Epifani, 38 euro, non poco di questi tempi.
Il cattivo segno: la non gioiosità dei militanti più consapevoli, quelli over 40.

La intuisci, la vedi, si materializza in quella sorta di psychiatric help che è diventato lo stand del Pd fiorentino. Tavoli rotondi, prima firmi per salvare l´Italia, poi ti sfoghi con il dirigente politico di turno: «Vengono qui e ci chiedono come andrà a finire con il partito, perché ci sono ancora tante liti, discutono su come fare l´opposizione, hanno bisogno di intravvedere un orizzonte, di essere rassicurati». Passiamo mentre Antonio si arrende: «Ormai solo un miracolo può salvare questo Paese».

Firenze è anche questo: il primo contenitore degli umori di una comunità uscita depressa dal voto, che non si è pentita della «fusione fredda» ma al momento non sente di abbandonarsi pienamente nelle braccia della nuova, instabile creatura. Francesca, una vita di lavoro a Rinascita: «Non sento l´appartenenza al Pd, sento però la necessità di differenziarmi dal nulla che avanza». Ci vuole tempo, ti dicono i vecchi saggi del Pci, per formazione inclini alla disciplina.

Tempo per gettare ponti, «per indossare le vesti del coraggio e non della paura», come scrive Veltroni che qui non è ancora passato. Apparirà, fugacemente, il 6 settembre, per un´intervista con Enrico Mentana. Non sono più gli anni del segretario che ispezionava le cucine dei ristoranti, di Piero Fassino costretto ad ingurgitare tortellini per compiacere le volontarie emiliane.



E´ un altro mondo, o si sforza di esserlo. Radio Radicchio, la radio dei giovani democratici, trasmette musica techno, e ieri sera, nell´Arena spettacoli, si sono esibiti i Pooh, quelli di «Tanta voglia di lei» e «Pensiero». Nel 1994 tennero un concerto in Vaticano, davanti al papa. Andare avanti, conservando quel che basta della memoria. Per 5 euro, un bus della Sightseeing Firenze, con a bordo lo storico Matteo Mazzoni, fa fare ai visitatori il tour della liberazione di Firenze dal nazifascismo, strade, ponti, piazze. Pochi i biglietti venduti.

Ne stacca di più Nadia Ferrari che legge la mano vicino al comparto sudamericano della Festa, tra i bevitori di sangria e i fumi dell´asado. Nobilita la sua presenza citando il libro di Giobbe: «Dio iscrive segni e sigilli nelle mani dei figli degli uomini affinché i figli degli uomini possano conoscere i loro compiti». Scusi, l´ha letta la mano a Veltroni? «No, ma non direi comunque quel che vedo. Questione di riservatezza. Posso dirle che ho visto in televisione il pollice di Berlusconi: è grande, segno di forte volontà, gira anche un po´ all´indietro, tipico di chi cede al compromesso».

Ci vuole una vena di ironia, leggera, non autodistruttiva. La maglietta ufficiale della Festa è diventata un caso. E´ bianca, con una grande impronta, a ricordare le gesta della destra sulla sicurezza, e una scritta: «Orgoglioso di esibirla». Indossata da una giovane «compagna», ha suscitato immediate ironie e doppi sensi. Lino Paganelli, lider maximo dell´organizzazione, reagisce annunciando il gadget di tendenza, in arrivo tra qualche giorno: i sandali infradito del Pd. Scusate se è poco. Maurizio Crozza arriva domani. E non perdona. Di Veltroni dirà: «Ha spazzato via in un secondo il comunismo. Ha fatto più danni lui in otto mesi che la Cia e Licio Gelli». Ma qui non se la prendono, anzi ridono.

2 - FAMIGLIA CRISTIANA: "VELTRONI GIRA A VUOTO"
«L´Italia stramazza a terra e anche Veltroni gira a vuoto». Famiglia Cristiana torna all´attacco, ma questa volta nel mirino c´è la sinistra che «latita». Per il più diffuso settimanale cattolico «serve un governo di unità nazionale per far fronte alla gravità dei problemi del paese». Dopo gli attacchi a Berlusconi («Il presidente spazzino nell´Italia da marciapiede» e la denuncia dei «rischi di fascismo»), il giornale dei Paolini sferza l´opposizione. «Sulla povertà e i problemi sociali, i temi che dovrebbero esserle più congeniali - afferma il direttore don Antonio Sciortino- la sinistra balbetta confusamente».

«Il pullman "Salva l´Italia" - aggiunge - ha già le ruote sgonfie e il Pd si fa male da solo tra personalismi, incomprensioni e guerre tra centro e periferie». «In attesa di un colpo d´ala», aggiunge «c´è il rischio che il Pd imploda per schizofrenia o depressione sia della sua classe dirigente che dei suoi stessi elettori». La conclusione? Un governo di unità nazionale o almeno una commissione bipartisan Amato-Pisanu «prima che l´Italia stramazzi a terra, mentre Veltroni gira a vuoto».

Per il Pd replica Giuseppe Fioroni: «Famiglia Cristiana è un po´ un grillo parlante, ma a differenza di altri non vogliamo farla tacere con una martellata e faremo tesoro delle critiche». Il «governo di unità nazionale», però, non piace proprio al Pd.


Dagospia 27 Agosto 2008