BUSI & ALTRI ABUSI - NUOVA EDIZIONE DI "SENTIRE LE DONNE", UNO DEI LIBRI PIÙ FORTUNATI DELL'ALDISSIMO, CON UNA SORPRESA: UN RACCONTO INEDITO, CHE È UNA INDIGNATISSIMA E DIVERTENTISSIMA ORGIA DEL POTERE.

Da "La Stampa"


«Immolatomi alla società civile, sono passato dalla partita semplice della facoltà di teologia... alla partita doppia di Teologia della Finanza». Con queste inquietanti parole si presenta in scena l'ultimo personaggio di Aldo Busi, che di nome fa Trombetta ed è ricchissimo di informazioni su se stesso, salvo alcune. «Di più di me non posso dire. Posso essere un Primo Ministro, un Ministro con Portafoglio, pingue, un Capo Partito, un Governatore della Banca d'Italia» e via elencando, praticamente tutto.

Questa incarnazione assai poco carnale, quasi pontificale del potere, fa parte infatti della nuova edizione di Sentire le donne, uno dei libri più fortunati dello scrittore, che esce oggi per Bompiani (pp. 320, e19) con una sorpresa: un racconto inedito, Il casto, sua moglie e l'Innominabile, che è una straordinaria, scandalosa, indignatissima e divertentissima orgia del potere. Un incontro col Burattinaio. Con un burattinaio, forse, pazzo di sé. Ne anticipiamo un brano.

IL CASTO, SUA MOGLIE E L'INNOMINABILE
Tratto da "Sentire le donne" di Aldo Busi, ed. Bompiani

Io residuo inorganico lo ero già in pancia, con i capelli color della cenere ci sono nato. Mia nonna li aveva però definiti biondo cenere, una sera dal crepuscolo infinito che eravamo proprio accanto al caminetto di tizzoni spenti nella piccola cucina della baracca dove stavamo noi tre, tra il canneto e il mare. oh, un fornelletto con la bombola del gas e un muretto di pietroni per custodirci il fuoco e una tavola con la tovaglia fatta con pezze di paracadute, niente di più, se si escludono le brande. e può darsi che da bambino ci fosse una qualche sfumatura dorata nella mia capigliatura, ma io li ho sempre visti come grigi, seppure di un grigio in erba, vivido, un grigio da giovane dio senza età, non da vecchio fauno incanutito. mi viene da ridere: un fauno io, io che sono l'immacolatezza fattasi persona, io che sono la sessualità fattasi branca della teologia senza dar di matto e che non conosco né versione né perversione!

Un grigio gioioso, se posso osare, il grigio di una vittoria definitiva, espugnata dal proprio sangue prima ancora che dal sangue altrui. che pure ho saputo far versare copiosamente di Borsa in Borsa e di legislatura in legislatura ai nostri milioni di fedeli pecorelle smarrite e fessi beati senza riportarne io macchia visibile. il grigio perlaceo di una guerra combattuta in segreto, tra le proprie vene che si affrontano l'un l'altra all'arma bianca della rinuncia senza ritorno, senza ripensamenti, senza tentennamenti, senza piagnistei.

La parola cuore non ha spazio in chi ne ha, se no l'avrei usata. Un cuore in cenere non significa un cuore di cenere, e comunque la metafora del cuore è da converse sospirose e da mistiche a tempo perso. Io sono un grigio uomo di potere, io i cuori li ingrosso e poi li estirpo, li illudo e poi li eludo per mandato divino. Io ti do la casa ma poi devo anche togliertela variando i tassi di interesse, altrimenti potresti montarti la testa con quel tetto sopra tutto tuo e cambiare l'ordine naturale delle cose, di chi sta sopra e di chi sta sotto e dov'è la tua vera casa, che è il Tempio di Dio. Io devo stare sopra, voi non so, ma dove sto io voi non potete starci.



Potete arrancare, sia con la delinquenza che con l'onestà, ma io devo respingervi giù, magari ancora più in basso da dove siete partiti. Ho la politica, la scuola, le leggi, la stampa, la magistratura, le banche, le imprese, l'edilizia, i sindacati dalla mia. E ho le conoscenze, ne avessi mai bisogno. Uno Stato si trova con un arsenale in disuso che di certo non può distruggere perdendoci investimenti e faccia solo perché è obsoleto?

Io invento la strategia dell'odio tra due tribù o due popoli o due etnie. o due Famiglie. in pace fino a quel momento, e il gioco è fatto. Non mi si prenda alla lettera ma anche: mi si prenda pure. Io opero in questi ambiti irraggiungibili da mente umana e sensata e insensata, e troppo subliminali per non essere terra terra. Io faccio quadrare i conti che altrimenti non tornerebbero, e che non tornerebbero indietro oltretutto più.

Non c'è burattinaio che non sia marionetta a sua volta, e io sarò anche una marionetta come tutti gli altri, ma i miei fili li tiene Dio, i vostri li tengo io. Voi siete un certo numero di casualties, di vittime sacrificali, di ceneri in aspettativa messe in conto sin dal primo vagito. Oh, sarebbe troppo lunga da spiegare, e io non do giustificazioni. Se anche lo volessi, non saprei come giustificarmi. Non esiste una retorica simile accreditata e credibile. Non è tema, punto.

La mia Chiesa deve trionfare, mica sopravvivere o vivacchiare. Come, è un risibile dettaglio. Io sono il pulviscolo. la polvere sottile. che arriva dappertutto e s'impossessa di ogni cosa e di ogni coscienza e di ogni risparmio accumulato ai fini più ignobili di tutti: la libertà da Dio e dai Suoi sicari. uff, vicari, volevo dire. Ho il fascino delle enormi ricchezze e degli stenti indicibili. Io sono la Croce e chi inchioda e chi la fa e se la fa pagare salata ogni ora d'uso in più. Per non lasciare pericolosi vuoti di potere, sono anche l'inchiodato. be', un sosia di buona volontà e miglior masochismo. E ve la farò pagare fino al vostro ultimo rantolo e al mio estremo sorriso di benevolenza misericordiosa.

Comincio ad aprire il volume a caso: preti, sì, col tricorno, e pretini con la papalina, allora si portava la veste già al ginnasio. Me li ricordo tutti uno per uno, ma guai a me se mi lascio andare all'anacronismo imperdonabile di rivelarlo, ah, sarebbe una bella sorpresa, e che titoloni sulle prime pagine domani. se lo volessi, si intende. A proposito: nessun fotografo qui? Non mi si immortala neanche un po', nemmeno quel tanto da farsi pubblicità e far cassetta? Faccio come sono abituato a fare: faccio finta di niente. So che la mia muliebre ombra pencolante sul volume dietro di me sta oramai cercando il mio sguardo ma questa soddisfazione non te la darò, oh troia irrisolta, oh frustrata santarellina che fingi l'isteria della casta per dovere e poi ti fai tutte le guardie del corpo da Castelgandolfo a Pietrelcina alla Santa Casa chiusa di Loreto! E io pago!


Dagospia 03 Settembre 2008