IL "CALIFFO" A PIAZZA NAVONA SUPERA DI PIETRO - BONDI DÀ BUCA A SGARBI (E GLI MANDA GIRO) - PANNELLA RIMPIANGE ALMIRANTE E CARADONNA - VILLA MEDICI: DEBUTTO CON GIACCA ROSSA PER FREDERIC MITTERRAND.
Pierre de Nolac per "Italia Oggi"
1 - CALIFANO IN PIAZZA SUPERA DI PIETRO.
"Da me c'è venuta più gente che da Di Pietro". Non c'è che dire, come finale di una "non estate romana" (questa la definizione che da sinistra è stata data al cartellone degli spettacoli proposti dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno), il concerto di Franco Califano è stato proprio un grandissimo successo. E, davanti al primo cittadino, Califano ha avuto la magnifica idea di paragonare il suo pubblico a quello del numero uno dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro. Che pure sulle piazze virtuali, tra l'altro, non riesce ad arrivare primo: al festival dei blog non è stato premiato, nonostante abbia aperto la strada all'interattività in politica.
Dopo il paragone con Di Pietro, un Califano in grande spolvero non ha mancato di sottolineare che durante la giunta capitolina guidata da Walter Veltroni lui, "il Prevert di Trastevere", non era mai stato valorizzato. Ora il cantante, reso celebre da "Tutto il resto è noia", aspetta una chiamata al festival di Sanremo. Del resto, "l'Italia ha un cuore di destra", dicevano alcune sue fan che gli mandavano baci dalla piazza. Lui lo sa benissimo, ha cantato "Semo gente de borgata": luoghi nei quali sono ormai davvero pochi quelli che votano a sinistra.
2 - PANNELLA RIMPIANGE ALMIRANTE E CARADONNA.
Sui giornali è stato dato ampio spazio alle dichiarazioni che Marco Pannella ha dedicato a Adriano Sofri, ma a Radio radicale ha detto altre frasi più interessanti, il vecchio Giacinto. Per esempio, dell'affetto nutrito per Giulio Caradonna e Giorgio Almirante: nel Msi di una volta Pannella aveva numerosi estimatori, tra i leader. E ha ricordato come, negli anni Settanta, anche i comizi radicali dovevano essere difesi dai possibili attacchi di gruppi di sinistra: così, quando c'era "da difendere" un'iniziativa della Rosa nel pugno, non mancava l'offerta di un servizio d'ordine missino.
Anche se tra i militanti "duri e puri" non mancavano i dissensi, sintetizzati efficacemente da Pannella che ha descritto il clima con una frase colorita, attribuita ai giovani del Msi: "Mo' ce tocca difendere pure i froci". E a proposito dei repubblichini che con gli anni cambiarono poi bandiera, Pannella ha sottolineato che uno storico direttore dell'Espresso come "Livio Zanetti era terrorizzato dalla possibilità che si sapesse che lui era stato sottotenente della Repubblica sociale italiana".
3 - GIACCA ROSSA PER FREDERIC MITTERRAND.
Era impossibile non notarlo: Frederic Mitterrrand, nipote dell'indimenticato presidente della Repubblica francese Francois Mitterrand, ieri si è presentato con una giacca rossa alla sua prima conferenza stampa da direttore di villa Medici. E il numero uno dell'Accademia di Francia a Roma indossava pure una camicia bianca e nera, a quadrotti: l'incontro era nato per parlare di cinema, grazie al festival Annecy (che ha come presidente onorario Ettore Scola, uno dei migliori amici del segretario del Partito democratico Walter Veltroni).
E quest'anno la manifestazione cinematografica proporrà una retrospettiva interamente dedicata alla Toscana, la terra dei Medici: con un premio particolare, quello intitolato allo scomparso Sergio Leone, che verrà consegnato a Paolo Virzì. Così la star del giorno era Mitterrand jr: i fotografi lo hanno portato nel giardino, per immortalarlo accanto alle statue. Lui si è dimostrato cortesissimo e pronto a rispondere a ogni domanda, facendo capire che la villa sarà sempre di più una sede prestigiosa di eventi legati al grande schermo e alla televisione.
4 - SANDRO BONDI "BUCA" E MANDA GIRO DA SGARBI.
Cerca di non farsi mancare nulla, Vittorio Sgarbi. Donne e politica, innanzitutto. Così il sindaco di Salemi è stato impegnato con le selezioni di miss Italia, quindi domenica via a Perugia, a palazzo Baldeschi, per inaugurare la mostra intitolata "Da Corot a Picasso. Da Fattori a De Pisis", tra le opere più preziosi provenienti dalle collezioni Phillips e Ricci Oddi. Era stata annunciata la presenza del ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi, nel capoluogo umbro: ma di lui non è stata vista nemmeno l'ombra.
A rappresentarlo, infatti, c'era Francesco Giro, sottosegretario che (al contrario del ministro) si era dichiarato favorevole alla costruzione del parcheggio al Pincio. Secondo quanto si ascolta al Collegio romano, Bondi non avrebbe alcuna intenzione di incontrare Sgarbi. E allora, pur di evitarlo (anche se fino all'ultimo veniva confermata la sua presenza a Perugia), ha "dato buca" all'evento. Ancora girano le voci di un interessamento di Sgarbi a un incarico di consulente ministeriale, per ritrovare gli amici Alain Elkann e Peter Glidewell, già insediati.
5 - L'UDC LIBÉ CONFUSO CON "LIBERATION".
L'Udc Mauro Libé ha degli amici che spesso lo invidiano per i titoli che gli dedicano i giornali di sinistra. E sempre su temi internazionali. Poi però negli articoli, guardando con attenzione il contenuto, non c'è alcuna traccia del politico del partito di Lorenzo Cesa e Pier Ferdinando Casini: e questo accade perché nella titolazione di alcuni quotidiani Libé è semplicemente l'abbreviazione di Liberation. Testata militante per antonomasia, Così, durante la visita di Papa Ratzinger in Francia, "Repubblica" ha evidenziato l'opinione del giornale transalpino scrivendo "Libé: Missione impossibile".
E iniziando poi la corrispondenza da Parigi con il commento, targato Liberation, che "Benedetto XVI non farà miracoli in Francia, non rilancerà una chiesa che perde terreno". Dichiarazione che è stata smentita dai fatti, vista l'accoglienza che è stata tributata a Papa Ratzinger durante la sua visita francese, con in prima fila il presidente Nicolas Sarkozy. Intanto, però, chi conosceva il vero Libé aveva già fatto un salto sulla sedia, vista la sua storica militanza nel mondo cattolico.
Dagospia 16 Settembre 2008
1 - CALIFANO IN PIAZZA SUPERA DI PIETRO.
"Da me c'è venuta più gente che da Di Pietro". Non c'è che dire, come finale di una "non estate romana" (questa la definizione che da sinistra è stata data al cartellone degli spettacoli proposti dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno), il concerto di Franco Califano è stato proprio un grandissimo successo. E, davanti al primo cittadino, Califano ha avuto la magnifica idea di paragonare il suo pubblico a quello del numero uno dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro. Che pure sulle piazze virtuali, tra l'altro, non riesce ad arrivare primo: al festival dei blog non è stato premiato, nonostante abbia aperto la strada all'interattività in politica.
Dopo il paragone con Di Pietro, un Califano in grande spolvero non ha mancato di sottolineare che durante la giunta capitolina guidata da Walter Veltroni lui, "il Prevert di Trastevere", non era mai stato valorizzato. Ora il cantante, reso celebre da "Tutto il resto è noia", aspetta una chiamata al festival di Sanremo. Del resto, "l'Italia ha un cuore di destra", dicevano alcune sue fan che gli mandavano baci dalla piazza. Lui lo sa benissimo, ha cantato "Semo gente de borgata": luoghi nei quali sono ormai davvero pochi quelli che votano a sinistra.
2 - PANNELLA RIMPIANGE ALMIRANTE E CARADONNA.
Sui giornali è stato dato ampio spazio alle dichiarazioni che Marco Pannella ha dedicato a Adriano Sofri, ma a Radio radicale ha detto altre frasi più interessanti, il vecchio Giacinto. Per esempio, dell'affetto nutrito per Giulio Caradonna e Giorgio Almirante: nel Msi di una volta Pannella aveva numerosi estimatori, tra i leader. E ha ricordato come, negli anni Settanta, anche i comizi radicali dovevano essere difesi dai possibili attacchi di gruppi di sinistra: così, quando c'era "da difendere" un'iniziativa della Rosa nel pugno, non mancava l'offerta di un servizio d'ordine missino.
Anche se tra i militanti "duri e puri" non mancavano i dissensi, sintetizzati efficacemente da Pannella che ha descritto il clima con una frase colorita, attribuita ai giovani del Msi: "Mo' ce tocca difendere pure i froci". E a proposito dei repubblichini che con gli anni cambiarono poi bandiera, Pannella ha sottolineato che uno storico direttore dell'Espresso come "Livio Zanetti era terrorizzato dalla possibilità che si sapesse che lui era stato sottotenente della Repubblica sociale italiana".
3 - GIACCA ROSSA PER FREDERIC MITTERRAND.
Era impossibile non notarlo: Frederic Mitterrrand, nipote dell'indimenticato presidente della Repubblica francese Francois Mitterrand, ieri si è presentato con una giacca rossa alla sua prima conferenza stampa da direttore di villa Medici. E il numero uno dell'Accademia di Francia a Roma indossava pure una camicia bianca e nera, a quadrotti: l'incontro era nato per parlare di cinema, grazie al festival Annecy (che ha come presidente onorario Ettore Scola, uno dei migliori amici del segretario del Partito democratico Walter Veltroni).
E quest'anno la manifestazione cinematografica proporrà una retrospettiva interamente dedicata alla Toscana, la terra dei Medici: con un premio particolare, quello intitolato allo scomparso Sergio Leone, che verrà consegnato a Paolo Virzì. Così la star del giorno era Mitterrand jr: i fotografi lo hanno portato nel giardino, per immortalarlo accanto alle statue. Lui si è dimostrato cortesissimo e pronto a rispondere a ogni domanda, facendo capire che la villa sarà sempre di più una sede prestigiosa di eventi legati al grande schermo e alla televisione.
4 - SANDRO BONDI "BUCA" E MANDA GIRO DA SGARBI.
Cerca di non farsi mancare nulla, Vittorio Sgarbi. Donne e politica, innanzitutto. Così il sindaco di Salemi è stato impegnato con le selezioni di miss Italia, quindi domenica via a Perugia, a palazzo Baldeschi, per inaugurare la mostra intitolata "Da Corot a Picasso. Da Fattori a De Pisis", tra le opere più preziosi provenienti dalle collezioni Phillips e Ricci Oddi. Era stata annunciata la presenza del ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi, nel capoluogo umbro: ma di lui non è stata vista nemmeno l'ombra.
A rappresentarlo, infatti, c'era Francesco Giro, sottosegretario che (al contrario del ministro) si era dichiarato favorevole alla costruzione del parcheggio al Pincio. Secondo quanto si ascolta al Collegio romano, Bondi non avrebbe alcuna intenzione di incontrare Sgarbi. E allora, pur di evitarlo (anche se fino all'ultimo veniva confermata la sua presenza a Perugia), ha "dato buca" all'evento. Ancora girano le voci di un interessamento di Sgarbi a un incarico di consulente ministeriale, per ritrovare gli amici Alain Elkann e Peter Glidewell, già insediati.
5 - L'UDC LIBÉ CONFUSO CON "LIBERATION".
L'Udc Mauro Libé ha degli amici che spesso lo invidiano per i titoli che gli dedicano i giornali di sinistra. E sempre su temi internazionali. Poi però negli articoli, guardando con attenzione il contenuto, non c'è alcuna traccia del politico del partito di Lorenzo Cesa e Pier Ferdinando Casini: e questo accade perché nella titolazione di alcuni quotidiani Libé è semplicemente l'abbreviazione di Liberation. Testata militante per antonomasia, Così, durante la visita di Papa Ratzinger in Francia, "Repubblica" ha evidenziato l'opinione del giornale transalpino scrivendo "Libé: Missione impossibile".
E iniziando poi la corrispondenza da Parigi con il commento, targato Liberation, che "Benedetto XVI non farà miracoli in Francia, non rilancerà una chiesa che perde terreno". Dichiarazione che è stata smentita dai fatti, vista l'accoglienza che è stata tributata a Papa Ratzinger durante la sua visita francese, con in prima fila il presidente Nicolas Sarkozy. Intanto, però, chi conosceva il vero Libé aveva già fatto un salto sulla sedia, vista la sua storica militanza nel mondo cattolico.
Dagospia 16 Settembre 2008