giorgia meloni trump iran

PER UNA BEFFARDA IRONIA DELLA SORTE, I PIANI DI GIORGIA MELONI RISCHIANO DI SALTARE IN ARIA A CAUSA DELLE BOMBE DEL SUO AMICO DONALD TRUMP - LA PREMIER, CHE FINORA SI È COMPORTATA DA "CAMERIERA IN CHIEF" DEL PUZZONE DELLA CASA BIANCA, È INCAZZATA COME UNA BISCIA PER L'ATTACCO DI USA E ISRAELE CONTRO L'IRAN: UNA CRISI PROLUNGATA RISCHIA DI DANNEGGIARE L'ECONOMIA EUROPEA E COMPROMETTERE I MARGINI DI MANOVRA CON BRUXELLES PROPRIO MENTRE ROMA SPERA DI USCIRE DALLA PROCEDURA DI INFRAZIONE - CON IL MONDO IN FIAMME, PER LA DUCETTA DIVENTEREBBE MOLTO PIÙ DIFFICILE VARARE UNA LEGGE DI BILANCIO 2027 "GENEROSA" SU CUI, COME DAGO-DIXIT, MELONI E I SUOI CONTANO PER CONSOLIDARE IL CONSENSO IN VISTA DELLE ELEZIONI 2027 - DAGOREPORT

DAGOREPORT – ESSÌ, STAVOLTA BISOGNA AMMETTERLO: SULLA LEGGE DI BILANCIO MATTEO SALVINI HA PIÙ DI QUALCHE SACROSANTA RAGIONE PER IMPEGNARSI A MORTE NEL SUO RUOLO DI IRRIDUCIBILE SFASCIACARROZZE DELLA MARCHESINA DEL COLLE OPPIO (“IL GOVERNO SONO IO E VOI NON SIETE UN CAZZO!’’) - DIETRO UNA FINANZIARIA MAI COSÌ MICRAGNOSA DI 18 MILIARDI, CHE HA AFFOSSATO CONDONI E PENSIONI CARI A SALVINI, L’OBIETTIVO DELLA DUCETTA È DI USCIRE CON UN ANNO IN ANTICIPO DALLA PROCEDURA DI INFRAZIONE PER DEFICIT ECCESSIVO ATTIVATA DALL'EUROPA NEL 2024. COSÌ SARÀ LIBERA E BELLA PER TRAVESTIRSI DA BEFANA PER LA FINANZIARIA 2026 CHE SARÀ RICCA DI DEFICIT, SPESE E "MENO TASSE PER TUTTI!", PROPRIO IN PERFETTA COINCIDENZA CON LE ELEZIONI POLITICHE 2027 – OVVIAMENTE LA “BEFANA MELONI” SI PRENDERÀ TUTTO IL MERITO DELLA CUCCAGNA, ALLA FACCIA DI LEGA E FORZA ITALIA…

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-manovra-salvini-piu-qualche-ragione-per-sfasciacarrozze-meloni-458112

 

 

Marco Antonellis https://lespresso.it/

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

Per Giorgia Meloni l’11 marzo potrebbe trasformarsi in una giornata politicamente esplosiva. Quando la premier si presenterà davanti alle Camere per riferire sulla crisi internazionale, il rischio – raccontano fonti parlamentari – è quello di un clamoroso testa coda politico.

 

Il motivo è semplice: la guerra contro l’Iran voluta dall’asse tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu mette la presidente del Consiglio davanti a una delle scelte più complicate dall’inizio della legislatura.

 

Ufficialmente l’Italia resta nel campo occidentale e atlantico. Ma dietro le quinte di Palazzo Chigi il clima sarebbe molto più sfumato. Chi conosce bene la premier giura infatti che, lontano dai microfoni, Meloni non avrebbe affatto apprezzato la scelta di aprire un fronte militare contro Teheran.

 

Secondo quanto raccontano fonti politiche, la leader di Fratelli d’Italia avrebbe espresso in privato forti dubbi sulla strategia adottata dai suoi amici Trump e Netanyahu. L’idea, spiegano i bene informati, sarebbe che un’operazione militare limitata e chirurgica avrebbe avuto molto più senso di una campagna militare estesa.

giorgia meloni in conferenza stampa 4

 

Un’azione mirata contro obiettivi specifici, piuttosto che un’escalation destinata a destabilizzare l’intero Medio Oriente. Un ragionamento pragmatico più che ideologico. Perché a Palazzo Chigi sanno bene che ogni escalation internazionale ha effetti immediati anche sui conti italiani. E proprio qui si nasconde il vero incubo del governo.

 

Una crisi prolungata con Teheran rischia infatti di produrre un effetto domino sull’economia europea: prezzi dell’energia più alti, mercati finanziari più instabili e crescita rallentata. Tradotto in politica interna significa una cosa sola: conti pubblici più fragili. Per l’Italia il rischio è doppio. Da un lato la guerra potrebbe aggravare la già delicata situazione del debito pubblico.

LA POSIZIONE ITALIANA NEI CONFRONTI DEGLI STATI UNITI - VIGNETTA BY NATANGELO

 

Dall’altro lato potrebbe compromettere i margini di manovra con Bruxelles proprio mentre Roma spera di uscire dalla procedura di infrazione. In questo scenario diventerebbe molto più difficile varare quella manovra economica “elettorale” su cui la maggioranza conta per consolidare il consenso a fine anno e presentarsi davanti agli elettori a fine legislatura. In altre parole: se i conti saltano, salta anche la strategia politica del governo.

 

Come se non bastasse, la crisi internazionale arriva nel momento peggiore possibile per l’esecutivo. La guerra è infatti esplosa a pochi giorni da un appuntamento politico delicato come il referendum sulla giustizia che interessa direttamente la maggioranza. E a Palazzo Chigi temono che il conflitto internazionale possa spostare completamente l’attenzione dell’opinione pubblica. Il risultato? Un clima politico più incerto e soprattutto meno favorevole al governo.

giorgia meloni donald trump

 

Secondo alcuni sondaggi riservati che circolano tra i partiti, la guerra e il coinvolgimento degli Stati Uniti potrebbero addirittura rafforzare la narrativa delle opposizioni. Il motivo è semplice: una parte consistente dell’elettorato italiano guarda con crescente diffidenza alle scelte di Trump. E una guerra percepita come lontana dagli interessi italiani rischia di trasformarsi in un boomerang politico. [...]

 

E quando arriverà l’11 marzo, la domanda politica diventerà inevitabile: Meloni sceglierà di allinearsi totalmente a Trump o proverà a parlare agli italiani? Nel dubbio, raccontano nei palazzi romani, meglio guadagnare tempo. Perché in politica estera, come nella politica interna, a volte la mossa più prudente è proprio quella di rimandare lo scontro.

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL VERTICE DI SHARM EL-SHEIKHDONALD TRUMP GIORGIA MELONI - MEME BY VUKICVIGNETTA DI ELLEKAPPA - GIORGIA MELONI DONALD TRUMP AL VERTICE DI SHARM SU GAZA gli sguardi di giorgia meloni a donald trump video di smar gossip su tiktok 6gli sguardi di giorgia meloni a donald trump video di smar gossip su tiktok 4gli sguardi di giorgia meloni a donald trump video di smar gossip su tiktok 7giorgia meloni donald trump

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