1- “IL FATTO” SCODELLA LE INTERCETTAZIONI INTEGRALI E SPUNTANO SCHELETRI TERRIBILI 2- SECONDO ORSI, E’ L’AD DI MEDIOBANCA NAGEL AD AVERGLI RIVELATO PER PRIMO LE “CONSULENZE INUTILI” PER LA MOGLIE AMERICANA, MAI DIVORZIATA, DI VITTORIO GRILLI 3- ORSI HA NEGATO DI AVER DATO CONSULENZE ALLA SIGNORA LISA GRILLI. EPPURE PROPRIO ORSI HA CHIESTO AL SERVIZIO AUDIT INTERNO DI SCOPRIRE SE CI FOSSERO DAVVERO 4- GOTTI SI PROPONE COME GRAN PROTETTORE DI ORSI CON IL CORRIERE DELLA SERA: “PARLO CON TUTTI, SOPRATTUTTO, DE BORTOLI, SAPPILO! HA DATO ... L'ORDINE, DI TUTELARTI!" 5- ORSI RACCONTA CHE IL ‘BARATTO’ DELLE 6 AUTO CON L’ELICOTTERO ACQUISTATO DALLA FIAT FU 'VISTATO' CON UN AUTOGRAFO SU UN POST IT DA MONTEZEMOLO E MARCHIONNE

1 - "CONSULENZE ALL'EX DI GRILLI, LO DICE NAGEL"...
Francesca Biagiotti per "il Fatto quotidiano"

"Me lo ha detto Nagel". Secondo Giuseppe Orsi, sarebbe stato l'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel ad avergli rivelato per primo l'esistenza delle "consulenze inutili" per Lisa Lowenstein, ex moglie americana del ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Il presidente di Finmeccanica lo afferma nel chiuso di una stanza del ristorante Rinaldi al Quirinale il 23 maggio, salvo smentirsi da solo, addirittura con l'ausilio di un audit aziendale, a settembre.

Ora però Il Fatto pubblica l'intercettazione integrale e si scopre che Orsi nella chiacchierata a ruota libera con l'ex presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi tira in ballo l'ad di Medio-banca. È un nome pesante quello che il presidente di Finmeccanica Orsi fa a Gotti Tedeschi, come prima fonte della notizia. Nagel, classe ‘65, è cresciuto in Mediobanca e dal suo maestro, Enrico Cuccia, sembra aver appreso i codici della riservatezza.

Negli ultimi mesi però ha avuto qualche guaio giudiziario e di immagine per i suoi rapporti con il gruppo Ligresti. Ora viene tirato in ballo da Orsi, solo come depositario di informazioni, in questa storia tutta da verificare. Certo è che proprio Orsi introduce il discorso delle "consulenze inutili" della ex moglie partendo dai rapporti stretti del ministro Grilli con Alessandro Pansa, direttore generale di Finmeccanica ("tu sai perché Grilli e Pansa sono amici?"), legato - secondo Orsi - a Ignazio Moncada. Definito da Gotti che è suo amico ‘il gran burattinaio', Moncada è presidente di una controllata del gruppo, la Fata. Orsi non sopporta né lui né Pansa che è il suo grande rivale, forte com'è del rapporto con Grilli.

E qui si innesta la confidenza di Orsi: "Grilli aveva una moglie americana (...) gli ha lasciato qualche casino in giro, di buchi". Quindi è Orsi che connette nella conversazione registrata dai Carabinieri l'amicizia di Pansa con Grilli, il supporto del ministro al manager e i "casini" della moglie di Grilli. Gotti capisce subito qual è il punto della questione: "Pensi che (Grilli, ndr) sia ricattabile per questo?". E Orsi risponde magnanimo: "No! gli ho sistemato la cosa! (...) ho visto dei contratti che Finmeccanica ha fatto, con la moglie di Grilli, per sistemare, tipo consulenze inutili o ...".

A questo punto arriva la rivelazione: "Tra l'altro, a me l'ha detto Nagel, a me l'ha detto Nagel, non me l'ha detto...". Così si scopre che l'informazione è arrivata al presidente di Finmeccanica da Mediobanca. Gotti sbotta: "Nagel te l'ha detto? Ti fidi di Nagel?". Orsi: "No! Però me lo ha detto, due verifiche". Insomma dalla conversazione sembrerebbe di capire che Nagel ha raccontato a Orsi la storia della ex moglie di Grilli, e che solo dopo questa indicazione lui ha verificato carte alla mano.

Non solo: a condividere il segreto del ministro sarebbero, oltre a Orsi e Nagel, altre persone. Forse Pansa, altrimenti non si capirebbe la domanda iniziale sul supporto di Grilli, e probabilmente anche l'ex consigliere Finmeccanica Franco Bonferroni. Gotti: "Tu da Nagel andasti con?" Orsi: "Con Bonferroni".

La situazione sembra intricata e potenzialmente rischiosa per il ministro dell'Economia, tanto che Orsi si farebbe garante della segretezza e lo comunica a Gotti che ha buoni rapporti con Pansa e Grilli. Su questa vicenda i diretti interessati hanno risposto ai giornali e alla trasmissione "Piazza Pulita", smentendo. Grilli ha detto di non avere mai favorito la sua ex moglie.

Orsi ha negato di aver dato consulenze alla signora Lowestein. Eppure proprio Giuseppe Orsi ha chiesto al servizio audit interno di scoprire se ci fossero davvero. La risposta smentirebbe le parole dette dal presidente in privato: "Nel periodo oggetto di analisi nessuna società del gruppo Finmeccanica ha intrattenuto rapporti con la signora Lowenstein né con le tre società menzionate. Made in museum srl, Mim Merchandising srl, Style Muffin Llc".

Ciò non esclude che una società, per esempio la Mim Merchandising, prima del periodo oggetto di analisi "dal 1 gennaio 2005 al 30 giugno 2012" abbia incassato qualche consulenza, anche se potrebbe trattarsi di piccole cifre. Il Fatto ha contattato Lisa Lowenstein a New York, ma la signora ha preferito non rispondere.

La MIM merchandisign è fallita, il curatore fallimentare Francesco Macario ne delinea il quadro: "Al momento del fallimento sembrava che la società non avesse mai svolto una vera e propria attività commerciale, ma fosse soltanto uno schermo giuridico per altre finalità. Benché da me invitati a comparire i soggetti responsabili non si sono mai presentati nè hanno mai consegnato la contabilità". Dalla relazione del curatore la procura ha aperto un'inchiesta per bancarotta: "Ma l'udienza in cui sono stato ascoltato nessuno dei soggetti era presente".

2 - I POST IT IN CORNICE FIRMATO MARCHIONNE...
Marco Lillo per "il Fatto quotidiano"

Ettore Gotti Tedeschi e Orsi tengono molti ai rapporti con la stampa. Talvolta però i due amici nelle chiacchiere private esagerano e millantano un po'. Nella serata del 23 maggio Gotti si propone come gran protettore di Orsi con il Corriere della Sera: "Parlo con tutti ecco, e poi soprattutto, De Bortoli, sappilo! Ha dato ... l'ordine, di tutelarti! L'hai notato eh? Dato ordine al Corriere della Sera di proteggerti".

Poi aggiunge: "Guarda che De Bortoli ha preso posizione a tuo favore". Per capire che le cose non stanno come dice Gotti, basta leggere gli articoli dei cronisti del Corsera. Tanto che Orsi ribatte: "e perché ha autorizzato quelle cinque pagine sul Corriere?".

Il presidente di Finmeccanica non ha gradito soprattutto un pezzo di Fiorenza Sarzanini del 26 aprile nel quale si raccontava la storia delle sei Maserati acquistate dal gruppo nell'era Orsi: "Con De Bortoli io mi sono incazzato veramente, l'ho detto a Sergio Rizzo (inviato del Corriere che ha pubblicato inchieste contro Finmeccanica e un'intervista a Orsi uscita il 13 maggio, nella quale si parla anche con toni critici delle sei Maserati, Ndr), guarda adesso io non chiamo De Bortoli però poi glielo dice, perché, due pagine, quattro colonne in prima pagina, due pagine interne su una telefonata alle dieci di sera!

Senza che facciate la verifica! Beh dico non si fa neanche ai peggiori nemici, ma che cazzo t'è venuto in mente? (....) poi gli ho fatto vedere sulle Maserati - è stato fortissimo Rizzo - un Post-it firmato da Marchionne e Montezemolo, dove c'era sul contratto dell'elicottero, c'è scritto 12 milioni e 8 più 6 auto! Firmato da tutti e tre noi".

Orsi sta raccontando quindi che il ‘baratto' delle sei auto con l'elicottero acquistato dal gruppo Fiat era stato vistato con un autografo su un post it da Montezemolo e Marchionne. Nulla di male ma Orsi considerava quello sticker una carta che avrebbe imbarazzato l'amministratore del secondo azionista del Corriere se fosse stato pubblicato.

Sergio Rizzo, racconta Orsi, cerca di agguantare il post-it per pubblicare tutto sul Corriere.
Ma Orsi, o almeno questo è quanto dice mentre è intercettato, si sarebbe tenuto il post-it in un quadretto a futura memoria: "Quando (Rizzo) ha visto lo sticker, dice: ‘questo non può non darmelo'. Non glielo faccio pubblicare, lui mi fa: ‘ma sa cosa vale per lei se io lo pubblico e sul Corriere?'. Non m'interessa! Io non voglio che venga pubblicato, mi devono credere per quello che dico ... e lui, è rimasto un po' così, tra l'altro non gliel'ho voluto dare, io ce l'ho in un quadretto... perché avrei comunque dovuto telefonare almeno a Marchionne e dirgli metto la tua firma, e mettere in mezzo anche lui, Montezemolo gliel'ho detto, m'ha detto fai quello che vuoi! (...) ma Marchionne mi spiaceva perché metterlo comunque in mezzo ad uno scandalo, comunque è li. Magari lo darò al Mondo e all'Espresso, lo sticker". Invece al Fatto risulta che il post it quel giorno è stato consegnato a Rizzo, che non l'ha pubblicato semplicemente perché incomprensibile e inutile.

3 - DA PASSERA A BAGNASCO NEL MIRINO DEI TOP MANAGER...
Dal "Fatto quotidiano"

Continua la cena e i due toccano temi caldissimi: le possibili dimissioni dallo Ior di Gotti, il "pazzo" Pansa, le vacanze americane di Orsi.

Potrei dimettermi
Gotti Tedeschi: in ogni ambiente di potere, una persona come te, mi ci metto dentro anch'io, devono a la guerre andare comme a la guerre ma noi (...)
Orsi: non funzionali a questa cosa
G: noi non siamo guerrieri! ...
O: non siamo funzionali a questo sistema
G: ma si... ma io non san funzionale neanche al sistema del Vaticano! (...) Domani potrei dimettermi, te lo... te lo anticipo! È un'ambiente, esattamente come altri ambienti di potere. Fatto da mentitori corrotti ricattati! Peraltro c'è molto potere lì dentro, ma è comprensibile, una persona onesta che vuole il bene, li viene espulso! (...)

Collocazione interessata
O: comunque... dobbiamo trovare un posto di lavoro a Pansa! (...)
G: ma è vero che gli hai trovato un posto e lo mandi a dirigere...
O: non ci va! (...) il Tesoro m'han detto che se non ci vuole andare non riescono loro a forzarlo
G: però, si crea un dissidio (...)
O: quello che ho detto al Tesoro, gli ho detto che qua non è questione di (...) qua non ci siamo! Dicono, noi uno schiaffo gliel'abbiamo dato con l'articolo sul giornale, più di così perché il Consiglio lo voleva, far dimettere, e io ho detto
G.: addirittura!? Ma per quale ragione?
O.: perché, lui ha fatto, lui voleva dei poteri per... ti faccio gestire le aziende. Con il naso all'insù
O: tre giorni in America, per riflettere un po', e son' andato, in mezzo a tutti gli amici, tra i conquistadores del cielo.

G.: i grandi clienti vuoi dire
O: No! I miei amici, tutti i capi dell'industrie aereonautiche mondiali e delle linee degli aerei
G: i colleghi diciamo
O: i colleghi! sessanta persone, iscritte (...) una cosa complicata (...) conquistatores del cielo, questa associazione di queste persone cui devi fare tutta una trafila per entrare, ti invitano un anno, ti invitano un altro anno, se gli piaci, poi devi andare al ranch, poi lì devi fare tutte le cose che si fanno devi sparare, devi andare a pescare, fare tutte queste attività outdoor, però c'è il capo della Lockheed Martin, il capo della Boeing. All'inizio è stata veramente una dimostrazione nei miei confronti, tutti dicevano, no nessuno crede a quello che va sui giornali, tu sei il migliore, finalmente Finmeccanica c'ha un vero interlocutore, tant'è vero che poi so' andati sulla barca a pescare tre ore con Tom Anders che è il capo dell'Eads, e abbiam ridisegnato tutta la... tecnicamente tu non dovresti poter parlare di business, perché, la commissione, non so quale, degli Usa, ha bandito quest'associazione, 12 anni fa, perché ritenevano che fosse un cartello contro il Pentagono (...) quindi gli advisor i senior adesso stanno bene attenti di parlare di business, se vedono, sei li troppo a parlare da solo (...) vengono li eh arrivano e ti si mettono a parlar del tempo (...)

G: va be' ma allora l'obbiettivo i questi incontri qual è?
O: diventare amici! È stato il fondatore della PanAm, che ha detto, è uno che abitava in Texas nel west (...) l'altra sera, per la prima volta, hanno ammesso due donne (...) l'unico che c'è italiano per me è Bisignani, perché il fratello (...)
G: il fratello (...)
O: il fratello di Gigi
G: sì, quello che è stato in Alitalia.
O: presidente dell'Alitalia, poi è stato 10 anni il capo della Iata, a Montreal, quindi è conosciuto da tutti!
G: è bravo?
O: è bravo! è uno che parla molto è uno molto conosce e ha fatto bene alla Iata! mi dicono 10 anni, quindi
G: no no lo conosco! però, è un protetto del fratello? O: no!
G: cioè fa parte... no non c'entra niente!
O: chi l'abbia messo in Alitalia non lo so, probabilmente il sistema italiano, però, la Iata se l'è fatto da solo.

Nota del NOE: ORSI racconta di alcune foto fatte in Texas mentre sparava e scherza sul fatto che le ha mandate al suo assistente TOCI dicendo che è la sua risposta alle Brigate Rosse. (...) Continuano a parlare di Pansa definendolo "pazzo" (...) Quindi rimarcano il fatto che Pansa è forte mediaticamente, sfrutta ancora l'influenza del padre per "i dispettini", seppur il padre abbia ormai 80 anni. (...)

 

Alberto Nagel e Roberta giuseppe orsi LISA EX SIGNORA GRILLI SEDE FINMECCANICA ETTORE GOTTI TEDESCHI Alessandro PansaVITTORIO GRILLI LISA LOWENSTEINraf111 mass ponzellini lisa grilliFRANCO BONFERRONI CON LA MOGLIE IL CUBO MADE IN MUSEUM PRODOTTO DALLA SOCIETA DI LISA LOWENSTEIN GRILLI IL CUBO MADE IN MUSEUM PRODOTTO DALLA SOCIETA DI LISA LOWENSTEIN GRILLI FERRUCCIO DE BORTOLI SERGIO RIZZOVITTORIO GRILLI E LISA LOWENSTEINVITTORIO GRILLI LISA LOWENSTEINMARCHIONNE MONTEZEMOLO

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...