btp giancarlo giorgetti giorgia meloni

CHI APRIRÀ IL PORTAFOGLIO PER LA PATRIA? – IL TESORO CERCA ACQUIRENTI PER OLTRE 20 MILIARDI DI BTP – SCHIVATE LE INSIDIE DELLE AGENZIE DI RATING (CON MOODY’S CHE HA SOSPESO IL GIUDIZIO), IL MINISTERO DELL’ECONOMIA È ALLE PRESE CON LA STRETTA DELLA BCE SUI RIACQUISTI DEI TITOLI DI STATO: CHI POTRÀ SOSTITUIRE LA “MANO” FINORA PROVVIDENZIALE DI FRANCOFORTE? – A QUESTO SI AGGIUNGE IL PROBLEMA DELLA BANCHE A CACCIA DI LIQUIDITÀ…

Estratto dell’articolo di Maximilian Cellino per “Il Sole 24 Ore”

 

GIANCARLO GIORGETTI E GIORGIA MELONI

Schivate una dietro l’altra le insidie S&P, Fitch e soprattutto quella di Moody’s - che ha un rating sul debito italiano a un passo dal grado «junk», ma che non si è pronunciata su di esso due giorni fa preferendo rimandare al futuro il giudizio - i BTp si avviano ad affrontare la prossima sfida. Dopo aver interrotto gli acquisti diretti, a partire dal primo luglio la Bce impegnata nella riduzione del proprio bilancio cesserà infatti anche di rimpiazzare le obbligazioni detenute in portafoglio che nel frattempo sono giunte a scadenza e le cedole da loro incassate.

 

BTP ITALIA

I riacquisti proseguiranno per il solo piano emergenziale Pepp (Pandemic emergency purchase programme) e non più per il canonico programma App (Asset purchase programme) che per la maggior parte si era concentrato proprio sui titoli di Stato.

 

E anche se i BTp navigano in acque apparentemente tranquille da tempo, come dimostra l’andamento poco volatile dei loro rendimenti e soprattutto la distanza dai Bund tedeschi misurata da uno spread che rimane sotto un’ideale «soglia di dolore» dei 200 punti base, quello che passa in gergo come quantitative tightening (Qt) è un fenomeno da tenere sotto stretta osservazione. Sul mercato verrà infatti improvvisamente a mancare una forte domanda di titoli, che dovrà necessariamente essere rimpiazzata da altri investitori, e non sarà sempre semplice.

meloni giorgetti

 

L’annuncio dato dall’Eurotower nella riunione del 4 maggio non è stato in sé un fulmine a ciel sereno: gli investitori prezzavano già una decisione simile e questo spiega la relativa tranquillità dello spread dei titoli italiani, ritenuti in genere fra i più esposti a una decisione simile.

 

[…]  UniCredit calcola che nel 2023 gli asset complessivi detenuti dalla Bce attraverso i programmi di riacquisto diminuiranno di circa 210 miliardi di euro e di 165 miliardi quando si guarda ai soli titoli di Stato.

 

CHRISTINE LAGARDE ALL EUROGRUPPO DI STOCCOLMA

Va detto che si tratta di una riduzione di circa il 6,5%, inferiore al ritmo al quale stanno procedendo Federal Reserve e Banca d’Inghilterra. Ma il tema è un altro: capire in quale modo i reinvestimenti saranno redistribuiti e quanti riguarderanno i BTp. E soprattutto chi potrà sostituire la «mano» della Banca centrale finora provvidenziale.

 

[…] sempre UniCredit stima che da oggi a fine anno sarà di circa 23 miliardi l’ammontare di titoli pubblici italiani idealmente da rimpiazzare, con il rischio che il valore sia superiore dato che i rimborsi dei BTp sono «particolarmente abbondanti» nella seconda parte dell’anno.

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni

Commerzbank arriva in effetti a prevedere attorno ai 26 miliardi di mancati reinvestimenti Bce nel secondo semestre 2023 per il Tesoro italiano, una cifra pari al 24% dell’offerta lorda attesa per il periodo. Seguono Germania, con 23 miliardi, Francia con 17 miliardi e Spagna con 11 miliardi, ma con un’incidenza sullo stock più ridotta (fra il 13 e il 16%) che in teoria le mette relativamente più al riparo da sorprese.

 

Ottobre sembrerebbe sotto questo aspetto il mese più complesso da gestire con circa 52 miliardi di titoli ex-Bce che dovranno trovare un nuovo padrone in tutta l’Eurozona insieme a luglio (31 miliardi). Quando però si torna ai BTp, Commerzbank ritiene «non particolarmente allarmanti» le quantità stimate, considerando il modo «molto agevole» con cui è stata assorbita un’offerta netta positiva ancora più consistente, di 37 miliardi, nel primo trimestre «registrando perfino un rally rispetto ai Bund».

 

BCE

[…] «Se i fondi comuni e gli hedge fund tendono a rispondere in modo prociclico, ossia acquistano titoli quando i prezzi salgono e viceversa, le banche tendono a svolgere un ruolo di contrasto nel mercato dei titoli di Stato nazionali, alla luce della forte relazione tra i debitori sovrani e i loro sistemi bancari», spiega Onofrio Panzarino, direttore generale del dipartimento Mercati e sistemi di pagamento di Bankitalia.

 

Che la spinta degli istituti di credito sia stata rilevante nella prima parte del 2023 lo conferma anche Commerzbank, prima però di lanciare due avvertimenti: «Le grandi banche tendono a ridurre l’esposizione nella seconda metà e in particolare verso la fine dell’anno, mentre le medie e le piccole potrebbero diventare venditrici nette anche per gestire i prossimi rimborsi di fondi Tltro».

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti

La restituzione a giugno dei finanziamenti a condizioni di favore concessi dall’Eurotower (477 miliardi a livello continentale) vede infatti l’Italia in prima fila, sia come ammontare da restituire, sia perché si tratta dell’unico Paese in cui le banche hanno più fondi Tltro in circolazione che liquidità in eccesso (circa 60 miliardi).

 

C’è insomma il rischio che, oltre a ricorrere in sostituzione alle operazioni di rifinanziamento ordinarie della Bce o alla raccolta di fondi sul mercato dei capitali, alcune banche siano costrette a liberarsi dei titoli italiani. […]

andrea ceccherini e christine lagarde si stringono la manoLAGARDALAND - MEME BY EMILIANO CARLI

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