EURO-CRAC - I MERCATI FANNO BENE I CONTI: SE LA GERMANIA PAGA IL CONTO PER TUTTI, LE SUE FINANZE VANNO KO - INOLTRE SI PROSCIUGANO LE FONTI DI FINANZIAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO EUROPEO, DATO CHE SIA GLI USA CHE I PAESI EMERGENTI SCAPPANO A GAMBE LEVATE DALL’EURO (L’ESPOSIZIONE VERSO L’EUROPA S’È RIDOTTA DI 700 MLD $) - LE BANCHE SONO ALLA CANNA DEL GAS DELLA BCE: PRESTITI RECORD PER 247 MLD €…

Maurizio Ricci per "la Repubblica"

Prima il rischio Grecia. Poi, il rischio Spagna, il rischio Italia, il rischio Francia. Alla fine, nel giro di poche settimane, la situazione si è incancrenita a tal punto, che si comincia a parlare di rischio Europa. Il flop dell´asta di ieri dei supersicuri Bund tedeschi ha scatenato, infatti un´onda di paura nel mondo della finanza, spingendo chi, nella City di Londra, ha ancora qualche riserva di ironia a sottolineare che "la Germania ha un biglietto di prima classe, ma sul Titanic".

Il transatlantico che affonda è l´intero sistema del debito pubblico dell´eurozona, dove la debolezza delle banche starebbe aprendo falle nei tradizionali sistemi di finanziamento, anche nei paesi più solidi e, fino a ieri, intoccabili. In realtà, il cattivo andamento dell´asta dei Bund non è un inedito e, anziché segnare una svolta, potrebbe essere solo un passo falso momentaneo.

Da qualche giorno, tuttavia, la convinzione che il Bund fosse, sempre e comunque, un rifugio sicuro si era fatta più labile. Il motivo lo spiega bene il titolo con cui la Bild, ieri, apriva la prima pagina: "Tutto il mondo vuole i nostri soldi". In buona sostanza, i mercati cominciano a calcolare che, se la Germania finisse per pagare il conto dei deficit degli altri paesi dell´eurozona, neanche le finanze tedesche apparirebbero più tanto solide, da giustificare la corsa al Bund degli ultimi mesi.

Nell´immediato, un indebolimento dei titoli tedeschi è una bruttissima notizia anche per tutti gli altri. Il temuto spread, il differenziale con i Bund, resterebbe immutato (come è sostanzialmente avvenuto ieri), ma a prezzo di una deriva verso l´alto, a livelli sempre meno sostenibili, anche dei tassi di interesse che devono pagare gli altri paesi: ieri, il rendimento sul Btp decennale italiano è tornato a sfiorare il 7 per cento.

Il flop tedesco inquieta anche di più, perché conferma l´impressione che i mercati siano, ormai, dominati dal panico, che impedisce di distinguere fra i titoli del Continente. La conferma viene dall´Austria, dove le finanze sono più solide - in termini di deficit e di debito - anche di quelle tedesche, ma dove lo spread con il Bund è, ormai, uguale a quello francese. La fibrillazione psicologica dei mercati ha, tuttavia, radici concrete. Il problema è che si stanno prosciugando le fonti di finanziamento del debito pubblico europeo. Scappano gli stranieri.

Banche e fondi americani hanno già tagliato (nella misura di almeno 700 miliardi di dollari) la loro esposizione verso l´Europa. Ma anche i paesi emergenti si stanno ritirando. Le loro banche centrali che, fino al 2008, investivano fino al 29 per cento delle loro crescenti riserve in euro (sostanzialmente in titoli pubblici), sono scese al 22 per cento, fra il 2009 e il 2010, e al 17 per cento nella prima metà del 2011.

La falla più grossa, però, è quella delle banche europee, comprese quelle tedesche, tradizionalmente protagoniste assolute sui mercati dei titoli pubblici. Detto in due parole, non hanno più soldi. Preoccupate della solidità l´una dell´altra, hanno smesso di prestarseli reciprocamente. Per rifornirsi di liquidità, stanno ricorrendo massicciamente alla Banca centrale europea. Martedì, i prestiti ad una settimana della Bce alle banche sono arrivati al record di 247 miliardi di euro, cifre che non si vedevano dal 2009.

Il punto è che la stessa crisi dei debiti pubblici costringe le banche (che avevano, per lo più, concentrato le loro riserve nei titoli di Stato) a cercare nuovi capitali. Ma questo sforzo di ricapitalizzazione si somma alla necessità di trovare i fondi per restituire i propri debiti. Le stime dicono che le banche europee, entro il 2012, devono rimborsare debiti per 800 miliardi di euro. E, nel momento in cui ne avrebbero più bisogno, si sta restringendo la loro più consistente fonte di finanziamento, tradizionale punto di forza del sistema bancario europeo: i depositi.

Non ci sono le condizioni per parlare di una corsa agli sportelli, a ritirare i propri risparmi, per infilarli nel materasso o portarli in Svizzera, è prematuro. A chiudere i conti, più che singoli risparmiatori, sono le aziende, le finanziarie. Ma i dati di una ricerca degli analisti di Citigroup sono inquietanti. Nel terzo trimestre, i depositi nelle banche spagnole sono diminuiti di 48 miliardi di euro, circa il 2 per cento. Cinque delle sei maggiori banche del paese hanno visto ridursi i depositi e questo vale anche per le cinque maggiori banche italiane.

Secondo Citigroup, fra la primavera e l´estate, i depositi a Unicredit sono calati da 273 a 246 miliardi di euro, oltre il 10 per cento, a Intesa da 145 a 122 miliardi di euro. La fuga riguarda anche la Francia: i depositi a Société Générale sono scesi da 143 a 132 miliardi di euro. Il fenomeno comincia a emergere anche dalle statistiche più generali. Secondo i dati della Banca d´Italia, fra aprile e settembre, i depositi in conto corrente sono scesi da 791 a 774 miliardi di euro.

 

ANGELA MERKEL Mario Monti banca_centrale_europeaMARIO DRAGHI bernankeSPREAD

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO