IL PIANO DI DRAGO DRAGHI - DARE LICENZA BANCARIA ALL’ESM, IL FONDO SALVA-STATI ANCORA INATTIVO. DIVENTANDO UNA BANCA PRIVATA, POTRÀ AVERE CREDITO ILLIMITATO DALLA BCE, PER FINANZIARE GLI STATI E IL LORO DEBITO PUBBLICO - UNO “SCUDO” TRA LA BCE E GLI STATI PER FAR CONTENTA LA GERMANIA - STARK, FALCO TEDESCO, HA GIÀ DETTO CHE È ILLEGALE - LA SPAGNA, COME LA GRECIA: STA PER CHIEDERE IL PIANO DI SALVATAGGIO…

1- SZ, PIANO UE PER POTENZA FUOCO ILLIMITATA A ESM
(ANSA) - In Europa si rafforza la posizione di coloro che puntano ad aumentare, "in maniera praticamente illimitata", la capacità di fuoco dell'Esm con una licenza bancaria. Secondo quanto scrive la Sueddeutsche Zeitung (Sz) citando fonti Ue, si sta lavorando affinché al fondo permanente sia dato accesso illimitato al credito presso la Bce. Questa posizione, sostenuta da Francia, Italia e importanti membri dell'Eurotower, trova l'opposizione di Berlino e Bundesbank, scrive Sz, per timori legati a inflazione, indipendenza della Bce e rispetto dei trattati.

Secondo i piani in discussione, al fondo permanente dovrebbe essere concesso l'acquisto di bond dei Paesi in difficoltà per abbassare "artificialmente" i tassi d'interesse. Per evitare che il fondo esaurisca le proprie risorse, i titoli di Stato acquistati dall'Esm dovrebbero poter essere offerti come garanzia presso la Bce per ottenere nuovi crediti, che poi saranno nuovamente utilizzati per aiutare i Paesi deboli dell'eurozona. Con l'opzione della licenza bancaria, commenta Sz, la "discussione pubblica permanente" sulla dotazione dell'Esm diventerebbe "obsoleta".

"L'idea c'era già da tempo - ha spiegato da Bruxelles la fonte anonima, un diplomatico di alto rango -, ma non ne avevamo mai parlato concretamente". Oggi si sta invece verificando se e a quali condizioni "il fondo debba avere accesso diretto alla Banca centrale europea", opzione che secondo un altro alto diplomatico Ue sta conquistando sempre più sostenitori. Con questa possibilità, conclude Sz, si prospettano nuovi tempi duri per la cancelliera Angela Merkel, che si dovrà misurare con l'opposizione palesata in passato dagli alleati di governo di Csu e Fdp e di ampie parti della stessa Cdu, il partito della cancelliera, alla licenza bancaria per l'Esm.

2- STARK,LICENZA BANCARIA A ESM SAREBBE CONTRO DIRITTO UE
(ANSA) - La concessione di una licenza bancaria al fondo salva-Stati permanente Esm sarebbe "una chiara infrazione del diritto europeo". Lo ha detto in un'intervista alla radio Deutschlandfunk il banchiere tedesco Juergen Stark, ex membro tedesco del board dell'Eurotower, secondo cui tale opzione sarebbe una forma indiretta di finanziamento degli Stati attraverso la Bce.


3- VIA LIBERA ALLA BCE - JUNCKER (EUROGRUPPO) SOSTIENE DRAGHI, BERLINO NON SI OPPORRÀ: MA LA SPAGNA DEVE CHIEDERE AIUTO
Stefano Feltri per "il Fatto Quotidiano"

Se la Spagna chiederà aiuto, lo riceverà. E la Bce sarà coinvolta. Può sembrare poco, ma non era affatto scontato. Questo è bastato alle Borse, ieri, per concedersi un'altra corsa in vista della riunione della Banca centrale europea di giovedì: Milano sale del 2,8 per cento, idem Madrid, rialzi anche nel resto dell'eurozona. Lo spread resta stabile a 465 punti, alto ma lontano dai picchi dei giorni scorsi.

Tanto ottimismo è dovuto alla certezza degli investitori che giovedì la Bce annuncerà qualcosa di risolutivo, il "bazooka" finanziario atteso da un paio d'anni per fermare il panico. Le parole di Draghi, giovedì scorso a Londra, erano risolute ma ermetiche: "All'interno del suo mandato, la Bce è pronta a fare tutto quanto necessario per salvare l'euro. E, credetemi, sarà sufficiente". Ieri mattina il presidente dell'eurogruppo Jean-Claude Juncker, lussemburghese da tempo critico verso Berlino, ha contestato la linea di Angela Merkel: "Perché si permette il lusso di fare continuamente politica interna su questioni che riguardano l'Europa? Perché tratta l'Eurozona come una sua filiale?".

E poi ha parlato di "sviluppi dei prossimi giorni". I mercati si sono sentiti rassicurati sulla decisione della Bce di intervenire, con o senza il placet tedesco. In Germania però sono più cauti. Il liberale Joerg-Uwe Hahn, ministro della Regione dell'Assia, aveva minacciato il ricorso alla Corte di Lussemburgo in caso di intervento della Bce.

Ma il ministro delle Finanze del governo federale, Wolfgang Schäuble, ha chiarito che non c'è alcuna intenzione di fare ricorso, aggiungendo poi la formula di rito: "Naturalmente il governo tedesco ha piena fiducia nell'indipendenza d'azione della Bce". Come dire: sapete come muovervi e quali sono i limiti. Ma questa relativa apertura, combinata con l'incontro di Schäuble con il segretario al Tesoro americano Tim Geithner (incontro voluto da Barack Obama) rende sempre più chiara la posizione della Germania: d'accordo a un intervento per Madrid purché non si stravolgano le regole.

I dettagli sono cruciali: la Germania non vuole che la Bce intervenga per far rifiatare il governo conservatore di Mariano Rajoy, sempre meno popolare e in affanno, angosciato da ogni asta di debito pubblico (giovedì deve collocare 3,7 miliardi di euro). Ma Berlino si è ormai rassegnata a inserire lo Stato spagnolo in un programma di tutela, anche perché un Paese che non riesce a finanziarsi non potrà neppure a restituire i 100 miliardi che l'Unione europea ha già accordato alle sue banche. La Bce ha già fatto capire più volte, per bocca di Draghi, di considerare parte del suo mandato ridurre gli spread (le differenze di rendimento tra i debiti pubblici dei diversi Paesi dell'Eurozona) perché altrimenti perde il controllo della politica monetaria.

È una partita tesa, che si consumerà in questa lunga vigilia del consiglio direttivo della Bce di giovedì. La Spagna otterrà l'aiuto della Bce - cioè l'acquisto di debito pubblico sul mercato per ridurre i tassi di interesse o altre forme di intervento straordinario - se prima chiederà l'intervento dell'Efsf, il fondo Salva Stati, più o meno nel modo ipotizzato al vertice di Bruxelles di fine giugno (il famoso scudo "anti-spread"). La Spagna si vincolerà a un memorandum tipo quello firmato dalla Grecia - ma più leggero - e la Bce comprerà sul mercato, ma come "agente" del fondo Efsf, cioè nei limiti della sua dotazione (140 miliardi rimasti), e non in proprio. Così la Germania sarà almeno rassicurata.

Ma Rajoy non è disposto a umiliarsi e sa di avere un certo potere di ricatto: se le condizioni del prestito sono troppo dure, lui non presenterà la domanda di aiuto. E giovedì la Bce rimarrà silente: la delusione farà collassare i mercati. Da parte sua Draghi eviterà di sfidare apertamente i tedeschi se verrà data attuazione all'altra parte del vertice di fine giugno, quella sulla unione bancaria (tradotto: la Germania deve accettare la vigilanza di Francoforte sulle sue disastrate Landesbank).

Nel mezzo di questo negoziato c'è Mario Monti, che oggi vola a Parigi, domani a Helsinki, giovedì a Madrid, per rifinire i dettagli del pacchetto spagnolo. Ben sapendo che le condizioni imposte oggi alla Spagna potrebbero toccare, nel giro di qualche settimana, all'Italia. A meno che l'intervento di Draghi non basti a calmare la crisi. Ma pare improbabile.

 

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