L’INFERNO DELLA CLASSE OPERAIA - CASSINTEGRATA FIAT SUICIDA: “COSÌ NON VIVO” - IN UNA LETTERA IL DURISSIMO J’ACCUSE CONTRO MARPIONNE CHE ‘CHIUDE LE FABBRICHE ITALIANE E DELOCALIZZA LA PRODUZIONE ALL’ESTERO PER FARE PROFITTI SULLA PELLE DEI LAVORATORI’

Roberto Fuccillo per "La Repubblica"

«Non si può continuare a vivere per anni sul ciglio del burrone dei licenziamenti». Così scriveva nel 2011 Maria Baratto, operaia Fiat che si è suicidata alcuni giorni fa, facendo vincere così il lato disperato di quella sua osservazione. Maria Baratto è stata trovata ieri nella sua abitazione, a Acerra, in un lago di sangue. Si era accoltellata allo stomaco, probabilmente cinque giorni fa.

Da tanto infatti non la vedevano in giro i vicini, che ieri mattina hanno cominciato anche ad avvertire cattivo odore. Hanno così chiamato i carabinieri, ma questi sono dovuti ricorrere ai vigili del fuoco per sfondare la porta, chiusa dall'interno.

Il corpo senza vita di Maria era riverso sul letto, la mano allungata verso il telefono, forse in un ultimo tentativo di chiedere aiuto. Il medico legale ha riscontrato diversi fendenti all'addome. I vicini hanno anche riferito che soffriva da tempo di crisi depressive. Non è stato trovato alcun biglietto che spiegasse le cause del gesto. La morte dovrebbe risalire a martedì scorso, ma le certezze definitive verranno dall'autopsia.

Maria aveva 47 anni e era conosciuta in fabbrica, era anzi una attivista del Comitato mogli- operai di Pomigliano. Proprio sul sito del comitato aveva pubblicato la sua riflessione, nell'agosto di tre anni fa. «A Pomigliano - scriveva Maria - l'unica certezza dei cinquemila lavoratori consiste nella lettera di altri due anni di cassa integrazione».

Maria era rimasta infatti molto impressionata dal fatto che un collega, Carmine P., avesse tentato il suicidio il giorno prima, peraltro con modalità simili a quelle con cui Maria si è ora tolta la vita. Carmine, che riuscì a salvarsi, aveva per l'appunto ricevuto da poco la lettera con la comunicazione di altri due anni di cassa integrazione.

Non era stata la prima uscita pubblica di Maria. Due anni prima, nel 2009, aveva rilasciato una amara intervista per il filmdocumentario di Luca Rossomando "La fabbrica incerta". In quell'occasione si sfogava così: «Le patologie causate dalla catena di montaggio? A 22 anni montavo il tergilunotto sull'Alfa 33, da sola. Oggi prendo psicofarmaci, ma voglio credere che la figura dell'operaio torni a essere quella di una volta».

Due anni dopo lo scritto, intitolato "Suicidi in Fiat", nel quale accusava che «l'intero quadro politico-istituzionale, che da sinistra a destra ha coperto le insane politiche della Fiat, è corresponsabile di questi morti insieme alle centrali confederali». Inoltre accusava Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, che «chiude e ridimensiona le fabbriche italiane e delocalizza la produzione all'estero per fare profitti letteralmente sulla pelle dei lavoratori».

Infine ricordava che, prima del tentato suicidio di Carmine, c'era stato il suicidio di un altro collega, Agostino Bova, a Termini Imerese. E oggi lo Slai Cobas, nel definire lo scritto di Maria «un lucido testamento politico e sindacale, la nitida rappresentazione dell'attuale condizione e solitudine operaia fotografata dall'interno», ricorda anche l'ultimo suicidio di un operaio di Nola, a febbraio scorso, quello di Giuseppe De Crescenzo, che si è impiccato in casa.

Lo scenario è quello del famoso referendum del 2010. Ma una delle prime cause della tensione che avrebbe raggiunto l'apice al referendum si era sviluppata un paio di anni prima, quando Fiat dispose il trasferimento di 316 operai a un nuovo reparto, il Wcl (Wordl class logistic) di Nola.

Vicenda annosa, con la cassa integrazione tuttora operante, in scadenza a luglio, tanto che gli operai di Nola hanno chiesto ancora un mese fa di ritornare alla casa base di Pomigliano. E una manifestazione sul cosiddetto "reparto logistico fantasma" era già stata indetta, prima del suicidio di Maria, per il 28 maggio, presso la Regione, convocata dagli autonomi di Slai Cobas, ma alla quale ha aderito anche la Fiom-Cgil di Napoli. Anche Maria, come Carmine, come Giuseppe, era in forza a quel reparto logistico di Nola.

 

Logo "Fiat"fiat marchionne monti POMIGLIANO - FIATMARCHIONNE OPERAIO FIAT FORNERO operai fiat

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)