IL DRAGONE (IN) ROSSO - LA CINA IN ALLARME PER IL CRAC DELLE SUE BANCHE: SETTORI INDUSTRIALI “PROTETTI” E INTERE REGIONI A RISCHIO BANCAROTTA

Ugo Bertone per “Libero Quotidiano”

Bank of China Bank of China

 

La lunga marcia continua: in rosso, naturalmente. Secondo Standard & Poor’s nel 2016 l’economia cinese avrà più debiti dell’Europa e degli Stati Uniti messi assieme: più di 20 mila miliardi di dollari. L’allarme ha trovato ieri un’indiretta conferma nel rapporto del vice governatore della banca centrale di Pechino, Liu Shiyu, al  Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo.

 

L’economia, ha spiegato l’economista, cresce ad un tasso accettabile, attorno al 7,5%. Ma a un prezzo che non sarà facile sostenere nel tempo: il settore «bancario ombra»,cioè quella parte della finanza che sfugge ai controlli della banca centrale, ha toccato la cifra ufficiale di 4.400miliardi di dollari, più o meno il doppio del pil italiano. Intanto, alcuni settori industriali «protetti» e intere regioni corrono il rischio della bancarotta finora scongiurata proprio grazie ai prestiti dei banchieri ombra, a loro volta alimentati da quattrini di dubbi origine (evasione fiscale, mazzette, speculazioni in Borsa e fuori). Questi dati giustificano le strette che, a scadenze ormai ravvicinati, la banca centrale impone alla finanza allegra di Pechino e Shanghai. Con scarso successo, per la verità.

 

CHINA CONSTRUCTION BANK CHINA CONSTRUCTION BANK

Il mese scorso, la China Banking Regulatory Commission, authority cinese del settore bancario, aveva pubblicato i dati dei prestiti in sofferenza delle banche cinesi, che nei primi tre mesi del 2014 hanno toccato i livelli più alti dal 2005. A fine marzo scorso i non performing loans avevano toccato quota 646,1 miliardi di yuan (circa 75,7miliardi di euro).

 

Mai numeri, per quanto impressionanti, non danno la misura dei pericoli che corre la seconda economia del pianeta. Tanto per cominciare la finanza allegra ha colpito soprattutto le piccole e medie imprese del Drago.

 

imPeople s Bank of China ages imPeople s Bank of China ages

Come dimostra la denuncia ai giornali di Yin Haibian, un padroncino di una fabbrica di borse ed accessori in cuoio del Guangdong già in difficoltà per la concorrenza in arrivo dal Vietnam. «Ma il mio vero problema - si legge in un reportage del New York Times - è che devo pagare il 3 per cento al mese in interessi».

 

Tanto quanto gli chiede il «banchiere ombra» cui si è rivolto su suggerimento del banchiere ufficiale che ha chiuso i rubinetti del credito. Le grandi banche, infatti, sono concentrate nel finanziamento della grande industria pubblica e, più ancora, nei progetti spesso faraonici di città e regioni autonome, da cui dipende la loro poltrona. In questi anni, sulla base del principio della crescita ad ogni costo, le autorità locali hanno fatto a gara a moltiplicare gli investimenti immobiliari o nelle infrastrutture, spesso senza badare alla loro effettiva utilità.

 

iPeople s Bank of China mages iPeople s Bank of China mages

La finanza ombra, infatti, ha creato seri problemi alla stabilità del dollaro: molti speculatori, non solo cinesi, hanno operato sui cambi usando come garanzia le materie prime che, in teoria, dovrebbero essere parcheggiate presso il porto di Shanghai. Ma questi depositi, sospettano in molti, sono più sulla carta che nella realtà con il risultato che, in caso di perdita, si va in fallimento. Insomma, la Cina,oltre ad essere la fabbrica del pianeta, è una polveriera.

 

La banca centrale è impegnata a spegnere eventuali incendi. Ieri la metropolitana di Pechino ha siglato, per la prima volta, un prestito estero per 160milioni di dollari. Insomma, se si chiudono i rubinetti in casa, il Drago può dissetarsi fuori. A loro e nostro rischio.

xi jinping sulla copertina dell economistxi jinping sulla copertina dell economistBarack Obama e Xi JinpingBarack Obama e Xi Jinping

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...