panatta bonamigo donnet benetton

IL CLUB DI PANATTA È DIVENTATO "IL CIRCOLO ANIENE" DEL NORD-EST - IL CENTRO SPORTIVO DA OLTRE 2 MILIONI, APERTO A TREVISO DALL’EX CAMPIONE, È DIVENTATO UN SALOTTO BUONO IN CUI SI ALTERNANO L’AD DI GENERALI PHILIPPE DONNET, UNO DEGLI INVESTITORI, E ALESSANDRO BENETTON. MA ALLORA COME SI SPIEGA IL VOTO CONTRARIO A DONNET DELLA FAMIGLIA DI PONZANO NELLA BATTAGLIA SUL CDA DEL LEONE? I SOLITI BENE INFORMATI SOSTENGONO CHE QUELLA DECISIONE FU PRESA PIÙ DAL ROMANO ENRICO LAGHI, CEO DI EDIZIONE, CHE DA ALESSANDRO BENETTON – LA MOGLIE DI PANATTA SCHIERATA A DESTRA E I LEGAMI CON NORDIO

Sebastiano Venier per tag43.it

 

 

ADRIANO PANATTA ANNA BONAMIGO 41

È proprio vero che il mondo sta cambiando. Un club da tennis è diventato il nuovo salotto buono del Veneto. Il Nord-Est non ha mai avuto un vero centro bancario (tolto forse il fallito tentativo di Silvano Pontello su Antonveneta) capace di mediare e agevolare gli interessi industriali e politici del territorio. Quello che non è riuscito a livello finanziario sta avvenendo sui campi di terra rossa.

 

Nell’ottobre 2019 Adriano Panatta, Marco Bonamigo, nipote della moglie del tennista Anna, e Philippe Donnet, amministratore delegato di Generali, hanno presentato a Treviso il centro Adriano Panatta Racquet Club con un investimento da oltre 2 milioni di euro.

 

panatta

 Ai tempi lo sportivo ha disegnato il progetto con poche semplici parole: «Un circolo all’interno del quale, oltre a una scuola di tennis dedicata ai bambini, ci saranno 11 campi da gioco e tre o quattro campi da padel-tennis; una club house con piscina coperta e scoperta, una spa dedicata soprattutto al benessere delle donne, aree relax, un ristorante, zone verdi di svago per le famiglie». Oltre all’offerta per gli adulti anche una scuola tennis per i bambini, con maestri scelti dallo stesso Panatta. Fatto sta che questo circolo è diventato un riferimento per le ricche famiglie trevigiane, compresa la complicata dinastia Benetton, e della politica veneta.

 

 

Quegli intrecci nella battaglia sul consiglio di amministrazione di Generali

philippe donnet

Tutto bene quindi? Ma allora come si spiega il voto contrario a Donnet della famiglia di Ponzano nella battaglia sul consiglio di amministrazione del Leone? I soliti bene informati sostengono che quella decisione fu presa più dal romano Enrico Laghi, ceo di Edizione, che da Alessandro Benetton. E che più di una discussione sia sorta in famiglia proprio su questa scelta. La dinastia di Ponzano rimane però convinta che, dove non c’è un azionariato frammentato, sia dovere dei soci principali a esprimere il cda e non il consiglio ad auto-decretarsi al vertice. Adesso, comunque, il Leone e Edizione hanno firmato una specie di armistizio. E le ferite si stanno lentamente ricucendo. Tutto questo specialmente dopo la scomparsa di Leonardo Del Vecchio. La casata di Agordo sembra infatti meno interessata alla grande finanza e proiettata verso gli investimenti industriali esteri, in primis Essilux. I francesi non hanno ancora digerito il controllo italiano del colosso degli occhiali e bisogna quindi vigilare attentamente per evitare mosse ostili. Da qui un certo raffreddamento dei rapporti con l’immobiliarista romano Francesco Caltagirone.

alessandro benetton

 

E pensare che tutto questo nasce da una festa che si è tenuta a Capri nel 2013. Fu allora che Panatta perse la testa per Anna Bonamigo, lasciando la sua amata Roma e trasferendosi nel Veneto, roccaforte della Lega. Il matrimonio è stato celebrato il 10 ottobre 2020 a Ca’ Farsetti, Venezia, dall’amico comune ed ex magistrato Carlo Nordio. Testimoni della sposa le amiche Gabriella De Girolamo e Marie Claire Lagramandi, per lo sposo Attilio Fanini e lo stesso Donnet. Dopo il fatidico sì, la festa con 50 invitati è proseguita a Palazzo Morosini, messo a disposizione proprio da Donnet. Di Anna Bonamigo, 67 anni, si conosce molto poco essendo una persona riservata e preferisce parlare poco anche del primo matrimonio. Lavora nello studio professionale, fondato dal padre, che si occupa di diritto societario e commerciale con il fratello. Neanche la politica è riuscita a dividere la Panatta e Bonamigo.

ENRICO LAGHI

 

Il tennista è da sempre uomo di sinistra e protagonista della famosa protesta delle magliette rosse nella Coppa Davis vinta contro il Cile, allora guidato dal dittatore Augusto Pinochet. In una recente intervista al Corriere della sera, alla domanda se gli battesse cuore ancora a sinistra ha risposto: «Sono un liberale progressista. Antifascista e anticomunista. Spero, come credo, che in Italia siano finite sia una cosa che l’altra». La moglie Anna ha, invece, militato tra le fila di Alleanza nazionale. Nel 2004 è discesa anche in campo, tra le file di An, al fianco dell’amica Daniela Santanchè. Va detto che ebbe un buon successo dal punto di vista elettorale.

 

ADRIANO PANATTA ANNA BONAMIGO 4

Tra i nove candidati trevigiani al parlamento europeo riscosse un inaspettato riconoscimento personale. Presentatasi nella lista di An raccolse oltre 1.110 voti, quinta dopo i certamente più noti Gianfranco Fini, Adolfo Urso, Giancarlo Giorgetti e Sergio Berlato. Si dice poi che i rapporti con la Santanchè si siano raffreddati e Anna, complice la morte del padre, sia tornata a occuparsi dello studio, pur non trascurando il vecchio amore per la politica e coltivando la passione per la vita mondana. Fino a quando a Capri non ha conosciuto Panatta e una nuova fiamma si è subito accesa.

ADRIANO PANATTA ANNA BONAMIGOANNA BONAMIGO ADRIANO PANATTAADRIANO PANATTA ANNA BONAMIGO 1

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