carlo messina a davos

''COMPRATE ITALIA!'' - CARLO MESSINA, CEO DI INTESA, A DAVOS PRESENTA UN PAESE ''DAI FONDAMENTALI MOLTO FORTI, E IL REDDITO DI CITTADINANZA È UN SEGNALE NELLA DIREAZIONE POSITIVA CONTRO LE DISEGUAGLIANZE'' - IL DEBITO PUBBLICO SARÀ PURE ''IMMENSO'' PERÒ È ''SOSTENIBILE. NON VEDO PERICOLI IMMINENTI PER CARIGE E IL SISTEMA CREDITIZIO'' - ''SBAGLIATO CREARE UN CLIMA DI CONTRASTO CON LA FRANCIA, PER FORZA DI COSE È UN PARTNER STRATEGICO''

 

Marco Zatterin per ''La Stampa''

 

«Il mio messaggio è stato "Comprate Italia!"». Carlo Messina ha appena lasciato il padiglione di Black Rock sulla passeggiata centrale di Davos, la sala dove il più grande fondo d' investimento della Terra ha convocato alcuni dei protagonisti della finanza e della politica globale per un giro di tavola informale sul futuro dell' economia. «Ho offerto il ritratto di un Paese dai fondamentali molto forti», riassume l' ad di IntesaSanPaolo, forti nonostante il rallentamento dell' economia. In buona sintesi, il banchiere romano pensa che «il reddito di cittadinanza sia un segnale nella direzione positiva contro le diseguaglianze», tuttavia «il nodo resta crescita e disoccupazione, che andrebbero affrontate con gli investimenti».

 

CARLO MESSINA

Trova il debito «immenso, da tagliare eppure, sostenibile». Non vede pericoli imminenti per Carige e il sistema creditizio. E non gradisce il duello con la Francia esploso nelle ultime ore.

«È sbagliato - assicura - alimentare un clima di contrasto con chi, per forza di cose, deve essere un nostro partner strategico».

 

Come ha descritto l' Italia agli altri «Davos Men»?

«Come Paese solido anche nel confronto con le principali economie del mondo. Essere una grande potenza esportatrice, ci espone alla frenata del ciclo mondiale.

Se la Germania cresce meno, se la Cina e gli Stati Uniti si sfidano sui dazi, il rallentamento per l' Italia è inevitabile. Produrremo meno ricchezza nel 2019, certo. Ma resta la forza delle nostre piccole e medie imprese, che da sole valgono metà delle nostre esportazioni. La manifattura italiana ha compiuto un lavoro straordinario di riposizionamento dopo le ultime due crisi, con un export che è il più diversificato al mondo. A questo si aggiunge il risparmio degli italiani, pari a 10 mila miliardi: uno dei più elevati a livello globale».

 

Questo ci salva dal rischio di una recessione?

«Se entri in una fase di decelerazione globale che tocca proprio gli scambi internazionali, non è possibile non soffrirne gli effetti. Ma ciò non significa che il Paese sia in crisi».

 

Il quadro politico aiuta o no?

CARLO MESSINA A DAVOS

«Più che esprimere giudizi preferisco valutare le situazioni nel loro contesto. In tutti i grandi Paesi occidentali c' è una componente fortissima di diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza. In Italia negli ultimi anni le esigenze delle fasce più indebolite sono state trascurate da chi guidava il Paese. Un errore che ha inciso sul risultato elettorale. Si possono condividere o meno i contenuti, ma la manovra ha cercato di intervenire su queste diseguaglianze».

 

La conseguenza è stata il rialzo dello spread.

«Il problema è che abbiamo avuto una fase di comunicazione non corretta nei confronti della Commissione europea e degli investitori internazionali. Si poteva chiudere un accordo con la prima e portare dalla nostra parte i secondi in meno tempo. Si sarebbe evitato che lo spread andasse alle stelle».

 

gian maria gros pietro carlo messina giovanni bazoli

Le pare troppo alto?

«Direi che è scorrelato dai fondamentali e costringe a pagare ancora il premio che si chiede agli outsider. Aspettano i risultati. La risposta potrà venire solo dai fatti concreti che il Paese saprà realizzare».

 

Cosa manca nella manovra?

«Gli investimenti, anzitutto. Non si cresce solo con le risorse messe a disposizione dei più deboli. Non basta per accelerare la crescita o riassorbire la disoccupazione e vincere il disagio. Rimettere in moto le opere pubbliche e le costruzioni è indispensabile, come accelerare i cantieri già programmati e che oggi vanno a rilento o sono fermi. Con 50 miliardi di investimenti pubblici, già stanziati, si potrebbero mobilitare altri 50 miliardi tra fondi europei e risorse private».

 

Il Fmi dice che siamo una possibile minaccia globale.

«Esagerano. È ragionevole la stima sulla riduzione della nostra crescita. Però considerare che l' Italia possa essere un grande problema per il mondo non lo trovo corretto. Del resto è accaduto spesso che il Fondo prendesse delle posizioni che poi non si sono del tutto rispecchiate nella realtà. Per inciso, è molto difficile che lo spread possa andare molto sopra i livelli attuali».

 

Che effetto le fa sentir parlare di nazionalizzazioni bancarie, come per Carige. O veder trattare Mps come un gioco di casa?

CARIGE

«Alcune volte può essere la migliore soluzione del problema, ma solo in via temporanea. Non dimentichiamo che la Royal Bank of Scotland è ancora nelle mani del governo britannico e nessuno grida allo scandalo. È un' opzione possibile se c' è un percorso di uscita. Per mettere le banche nelle condizioni di poter essere gestite in modo virtuoso e tornare presto sul mercato».

 

Ha temuto per Carige? Gli investitori internazionali considerano rischioso il settore bancario italiano?

«Credo che ci sia stata esasperazione dei dati reali. Abbiamo un problema, Carige, che vale lo 0,7-0,8 di quota di mercato del sistema dei depositi. Potrebbero essercene altri per un mezzo punto ulteriore. Può essere considerata una insidia per l' intero comparto?».

 

La Bce vi ha invitato a coprire tutti gli Npl, i crediti di difficile recupero. E anche qui è scoppiata la polemica.

 

«Ci sono stati alcuni errori nella rappresentazione del fenomeno. Nella dialettica fra banche e regolatore la vigilanza ha chiesto alle banche italiane interventi di bilancio prudenziali. Si tratta di un intervento che potrà impattare sul patrimonio e non sul conto economico. Un impatto modesto perché le banche italiane sono ben patrimonializzate».

 

Ma aiuta avere un governo che attacca frontalmente la Bce, cioè il suo interlocutore, definendola «anti-italiana»?

mario draghi

«Qui c' è l' influenza delle prossime elezioni. Ma quando si interagisce con le autorità europee l' approccio vincente è dimostrare con i fatti che alcune valutazioni sono errate. Nell' ambito di un rapporto corretto, urlare "siete cattivi!" non serve. In particolare riguardo il tema dei Npl, che è stato affrontato dalle banche italiane con una strategia corretta ed efficace».

 

Intanto l' Italia duella con la Francia per motivi anche non facilmente comprensibili. Non è una buona notizia, vero?

«Non abbiamo alcun interesse ad alimentare uno scontro nei confronti di Paesi che rappresentano dei naturali mercati di sbocco per le nostre esportazioni. Dovremmo sempre partire dalla mappa delle relazioni, sia geopolitica che commerciale. Spesso c' è polemica con la Germania, ma si dimentica che è un importante sbocco per i nostri prodotti. Nei confronti della Francia è giusto far presente, anche in maniera ferma, che non c' è sufficiente reciprocità nell' accesso ai rispettivi mercati».

 

Il Trattato franco-tedesco firmato in queste ore può creare un nucleo duro che lascia fuori l' Italia dal grande giro?

«Non credo. La dimensione della nostra economia e del nostro sistema imprenditoriale non rende concreto l' interesse a escluderci. Francia e Germania hanno bisogno di un Paese forte con cui fare massa critica per affrontare, a livello europeo, le sfide che pongono l' America e la Cina.

 

Macron Merkel 2

Dobbiamo sempre tener presente l' altra mappa dell' Europa, quella delle interconnessioni, fatta di partecipazioni incrociate, collegamenti tra imprese e export. Porre l' Italia in un secondo livello di velocità europeo non è nel loro interesse. Si tratterebbe di un dispetto nei confronti di chi li attacca. Ma, nel lungo termine, non sarebbe un buon affare».

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...