soldi vaticano

SACROSANTING REVIEW - DOPO QUASI UN SECOLO LA SANTA SEDE SMANTELLA LA RETE DI HOLDING SVIZZERE CREATA IN SEGUITO AI PATTI LATERANENSI DEL 1929 E SOPRAVVISSUTA, CON I SUOI SEGRETI E I SUOI CAPITALI, A SETTE PAPI. È UN RIASSETTO STORICO CHE AI PREZZI ATTUALI DI MERCATO POTREBBE VALERE CENTINAIA DI MILIONI DI EURO - IL TESORO CONFLUISCE NELLA “PROFIMA SOCIÉTÉ IMMOBILIÈRE ET DE PARTICIPATIONS” DI GINEVRA…

Mario Gerevini e Fabrizio Massaro per www.corriere.it

 

PIO XI - ACHILLE RATTI

Dopo quasi un secolo la Santa Sede smantella la rete di holding svizzere creata in seguito ai Patti Lateranensi del 1929 e sopravvissuta, con i suoi segreti e i suoi capitali, a sette Papi. È un riassetto per certi versi storico che ai prezzi attuali di mercato potrebbe valere centinaia di milioni di euro.

 

Il tesoro estero dell’Apsa

È una parte del patrimonio estero dell’Apsa, la banca centrale del Vaticano. L’operazione si è conclusa pochi giorni fa: sono state chiuse contemporaneamente 9 società (immobiliari e finanziarie) di Losanna, Ginevra e Friburgo, con il trasferimento del loro patrimonio sotto una sola holding, la più “anziana”: la Profima Société Immobilière et de Participations di Ginevra, costituita nel 1926 dal banchiere della Comit, Bernardino Nogara, su incarico di Pio XI. Ma di quale patrimonio si tratta? La sua storia intreccia politica, diplomazia, finanza.

 

Gli indennizzi di Mussolini

LA FIRMA DEI PATTI LATERANENSI

ll “tesoretto” originario — che poi è stato investito attraverso le società svizzere — era rappresentato dagli indennizzi assegnati alla Santa Sede (750 milioni di lire in contanti e un miliardo in buoni del Tesoro al 5%) nell’ambito dei Patti Lateranensi firmati da Benito Mussolini e dal cardinale Pietro Gasparri. In un panorama politico quanto mai incerto per l’avvento del fascismo, la Svizzera era stata scelta in un’ottica di «diversificazione del portafoglio», si direbbe oggi. Insomma, capitali portati lontano da Roma.

nunzio galantino

 

La cassaforte di Ginevra

Questo patrimonio di immobili, terreni e investimenti liquidi è ora confluito in Profima Sa e — secondo i documenti dell’operazione consultati dal Corriere della Sera — valutato 44,3 milioni di euro. Ma è un valore «storico», quindi non riflette gli attuali e ben più elevati prezzi di mercato. La cassaforte con sede a Ginevra non è però una società speculativa ma rientra nel patrimonio dell’Apsa, la potentissima istituzione che gestisce in Italia e all’estero i beni immobiliari e mobiliari di proprietà della Santa Sede, presieduta dal giugno 2018 da monsignor Nunzio Galantino che ha sostituito il cardinale Domenico Calcagno, dimessosi per raggiunti limiti d’età. I proventi di questa attività servono per sostenere le funzioni e le spese della Curia romana.

CARDINALE DOMENICO CALCAGNO

 

Da Bulgari a Padre Pio

La rete estera dell’Apsa è adesso concentrata in tre holding, ciascuna per Paese: Profima in Svizzera, la British Grolux Investments per la Gran Bretagna, e il polo francese di Sopridex sa, che controlla interi blocchi di edifici nel centro di Parigi. Non è un patrimonio sterile e statico ma amministrato anche per produrre reddito. Per fare due esempi estremi: sono dell’Apsa, in Italia, gli immobili dell’ospedale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo così come, in Gran Bretagna, i locali al 168 di New Bond Street a Londra che ospitano il negozio di Bulgari. I primi sono concessi in comodato gratuito, i secondi a prezzo di mercato. Nessuna contraddizione, la mission in estrema sintesi è questa: guadagnare con i ricchi per aiutare i poveri.

 

papa francesco bergoglio e il cardinale parolin

Smontata la galassia degli anni Trenta

La Profima è diventata dunque l’unica cassaforte svizzera di quella galassia creata in gran parte tra il 1930 e il 1933 e che ora è stata smontata. Nel dettaglio sono state chiuse le quattro Société Immobilière Florimont nate nel 1930 (e ognuna distinta da una lettera dell’alfabeto: B - C, ecc), le tre Société Immobilière Sur Collonges del 1933, la più recente SI Rieu-Soleil (1973) e infine la Diversa sa (1930) che è, allo stesso tempo, la più ricca e la più impenetrabile. Solo in quest’ultima finanziaria è concentrato il 90% dei beni trasferiti alla Profima: 40,3 milioni di franchi svizzeri di attivi e 12,7 milioni di debiti verso terzi. Un portafoglio che un tempo comprendeva anche partecipazioni azionarie poi vendute, come quella nella casa farmaceutica elvetica Roche.

 

L’architetto e il professore

Nel lontano 1943 la Profima divenne persino azionista rilevante della banca colombiana Sudameris, nell’ambito di un patto parasociale tra Vaticano, l’allora Paribas e la Comit, sempre con l’ingegnere-banchiere dei papi, Bernardino Nogara, come regista finanziario. Ora ad amministrare la società ci sono, tra gli altri, il presidente Bernard De Sénépart, architetto, Giorgio Franceschi, un manager trentino appena nominato, e Franco Dalla Sega, docente della Cattolica, da sei anni «consulente speciale» dell’Apsa.

 

La linea di Papa Francesco

papa francesco bergoglio e il cardinale parolin

Quella dentro l’Apsa è un‘operazione di razionalizzazione nel solco della linea tracciata da Papa Francesco per la gestione delle sofferenti finanze vaticane: taglio dei costi (in Svizzera si passa a un solo consiglio di amministrazione, una sola sede, un solo revisore invece di dieci: è un taglio netto), più organizzazione, trasparenza e uso efficiente delle risorse al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa. Un’urgenza ancora più pressante dopo lo scandalo del palazzo di Londra, acquistato dalla Segreteria di Stato e al centro di un’inchiesta per corruzione.

JUAN ANTONIO GUERRERO ALVES

 

I conti di Alves

Una missione ribadita nei giorni scorsi dal neo prefetto della Segreteria per l’Economia, il padre gesuita Juan Antonio Guerrero Alves, 60 anni, arrivato a gennaio 2020. C’è un problema di cassa, ha spiegato: la Santa Sede brucia in media 50 milioni di euro l’anno. Cioè il saldo negativo tra spese, per 320 milioni di euro, ed entrate, 270 milioni in buona parte dagli introiti dei Musei Vaticani e dalle donazioni dell’Obolo di San Pietro. Quest’anno, a causa del Covid-19 gli introiti saranno inferiori del 25%- 45% in base ai diversi scenari, quindi il buco si amplierà. Tuttavia, ha assicurato Alves, «il Vaticano non rischia il default».

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO