DRAGHI ALLO SPIEDO! – LO “SPIEGEL” MOSTRA COME SI FA UN’INTERVISTA ZENZA BAVA – ‘’QUANTO LE DANNO DI INTERESSE SUL C/C? “CIRCA L’1,75%. È IL TASSO CORRENTE IN ITALIA”. IN GERMANIA IL TASSO È ANCORA PIÙ BASSO’’ - “È SAGGIO CHE UNA BANCA CENTRALE DIPENDA DAI GOVERNI? SE ABBASSATE I TASSI, LE RIFORME SI FERMANO. LA GRECIA DIMOSTRA CHE LE VOSTRE DICHIARAZIONI NON SONO CREDIBILI. SIETE PIENI DI BOND DI PAESI IN DIFFICOLTÀ. SE NON RIPAGANO?”….

- CRISI: PARLAMENTO SPAGNA INVITA DRAGHI - PER SPIEGARE ANTISPREAD E PIANO ACQUISTO DEBITO
(ANSA) -
I gruppi parlamentari spagnoli hanno concordato di mandare un invito ufficiale al presidente della Bce, Mario Draghi, perché spieghi in Parlamento il programma di acquisto del debito sovrano, in caso di attivazione dello scudo anti-spread. Promotrice dell'iniziativa, citata oggi dai media, la portavoce del gruppo socialista, Soraya Rodriguez, che in una richiesta inviata la scorsa settimana al presidente della Camera Bassa sollecitava la convocazione di Draghi, per ascoltare "la sua opinione" e i suoi piani per l'euro e per analizzare con lui la situazione dell'economia spagnola, sulla quale pesa "la spada di Damocle della richiesta di un futuro salvataggio".

La Rodriguez ha fatto riferimento anche alla audizione avuta da Draghi con il Parlamento tedesco lo scorso 24 ottobre a Berlino. La proposta, esaminata ieri nella giunta dei capigruppo, ha ricevuto l'approvazione di tutti i gruppi consiliari, incluso quello del Partito Popolare. Dovrà essere ora definito il formato e la modalità dell'invito al presidente della Bce.


2- GERMANIA,FINO 100MLD MAGGIORI ENTRATE FISCO ENTRO 2017
(ANSA) -
Le entrate fiscali dello Stato tedesco potrebbero crescere, entro il 2017, fino a 100 miliardi di euro rispetto a oggi. Lo prevedono gli esperti del ministero delle Finanze, secondo quanto ha appreso l'agenzia Dpa. Come già noto, quest'anno le entrate dello Stato, dei Laender e dei comuni dovrebbero complessivamente superare, per la prima volta, i 600 miliardi di euro. Per il 2012 il governo federale prevede infatti entrate di 6,4 miliardi superiori alle stime di maggio (596,5 miliardi di euro d'incasso totali).


3- EURO, SPREAD E GERMANIA LA VERSIONE DI DRAGHI
Intervista di Michael Sauga e Anna Seith per "Der Spiegel" - Distribuita da The New York Times Syndicate e pubblicata dal "Fatto quotidiano" (Traduzione di Carlo Antonio Biscotto)

In questa intervista a Der Spiegel il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, difende le sue politiche per fronteggiare la crisi dell'euro e promette di mantenere i prezzi stabili.

Presidente Draghi ha un conto corrente?
Sì.

Quanto le danno di interesse?
Circa l'1,75%. È il tasso corrente in Italia.

In Germania il tasso è ancora più basso. Il rendimento del risparmio non è nemmeno lontanamente sufficiente a compensare l'aumento dei prezzi. Sono i risparmiatori che debbono pagare il conto della crisi?
No. Se non risolviamo la crisi pagheremo tutti. E se la risolveremo ne trarremo beneficio tutti, in particolare i contribuenti e i risparmiatori tedeschi.

Può spiegarci come?
La crisi di fiducia determina un flusso di denaro verso la Germania. Questa massa monetaria deprime i tassi di interesse in Germania e li fa lievitare in altri Paesi fino a livelli ingiustificabilmente elevati. I tassi di interesse erano, tra l'altro, la conseguenza di una speculazione che puntava al dissolvimento dell'Eurozona. Questa speculazione era infondata e abbiamo dovuto combatterla .

E così ha deciso di aiutare i governi di Roma e Madrid.
No, il fattore decisivo è stato un altro. L'elevato rendimento delle obbligazioni ha fatto anche aumentare i tassi di interesse dei mutui e del credito alle imprese. Ciò ha messo a rischio l'efficacia della nostra politica monetaria. Per quanto tagliassimo i tassi non si produceva più alcun beneficio sull'economia reale. Non potevamo stare a guardare senza intervenire.

Molti esperti hanno manifestato qualche dubbio in proposito sostenendo che i tassi sui prestiti in Italia e Spagna non avevano toccato livelli così allarmanti.
Sono dubbi privi di fondamento. Abbiamo molte prove al riguardo. Prendiamo, ad esempio, la banca in Spagna che non poteva praticamente emettere obbligazioni anche se, oggettivamente, era solvibile quanto un istituto di credito tedesco. Nessuna meraviglia quindi se le banche applicano tassi di interessi diversi a seconda di dove si trovano. Sempre per questa ragione una giovane coppia che desidera accendere un mutuo ha condizioni molto diverse a seconda che si trovi a Madrid o a Monaco.

Ci si chiede perché ha dovuto spaventare la gente dicendo che la Bce era pronta ad acquistare "quantità illimitate" di titoli di Stato. Non si è reso conto che una dichiarazione come questa genera ansia?
Ho scelto l'aggettivo "illimitate" per indicare con chiarezza che eravamo decisi a difendere l'euro. Bisogna capire come funzionano i mercati. Ma quantità "illimitate" non vuol dire quantità in-controllate. Al contrario, compreremo titoli solo dai Paesi che accettano le nostre condizioni che sono molto severe e controlleremo con attenzione che queste condizioni vengano rispettate.

Basta vedere l'attuale situazione della Grecia per valutare la credibilità di dichiarazioni del genere. Il governo di Atene ha ripetutamente violato gli impegni presi con la troika, costituita dalla Bce, dal Fmi e dalla Commissione europea, eppure sta per ricevere una nuova tranche di aiuti finanziari.
Non è un paragone appropriato. La Grecia non viene presa in considerazione dal nostro programma che si rivolge esclusivamente a Paesi che, ora come in passato, si finanziano dai soli sui mercati dei capitali. É una situazione completamente diversa.

Non di meno molti sono preoccupati per il fatto che la Bce intende mettere a bilancio una considerevole massa di titoli di Stato ad alto rischio dei Paesi dell'Europa del sud. Avete già in cassaforte 200 miliardi di obbligazioni di Paesi quali Portogallo e Irlanda. Se questi Paesi non riusciranno a pagare i debiti il conto verrà presentato ai contribuenti?
Non credo, direi piuttosto il contrario. Finora sui titoli acquistati abbiamo realizzato un profitto che è andato alle Banche centrali traducendosi quindi in un beneficio per governi e contribuenti.

Può garantire che le cose continueranno ad andare avanti così?
Una cosa è chiara: se i governi dell'Europa del sud continueranno a realizzare con successo le riforme che abbiamo visto negli ultimi mesi, i contribuenti tedeschi ricaveranno un utile dagli acquisti della Bce. Le riforme strutturali nei paesi dell'Europa del sud sono il modo migliore per proteggerci dalla crisi dell'euro.

Ma potremmo anche dirla così: che il bilancio della Bce dipende dagli sviluppi politici a Madrid Roma e Lisbona. Ritiene saggio che una Banca centrale sia dipendente dai governi?
Non dipendiamo dai governi; è piuttosto il contrario. Quando la crisi ha toccato il culmine all'inizio dell'estate, la Bce aveva tre alternative: primo, non fare nulla consentendo alla crisi di peggiorare con gravissimi rischi in particolare per il contribuente tedesco; secondo, fornire un aiuto incondizionato o, terzo, fornire aiuto a certe condizioni. La Bce ha scelto la terza alternativa perché era il modo migliore per aggredire le cause della crisi. I governi debbono impegnarsi a perseguire politiche economiche e finanziarie corrette. È in questo modo che garantiamo la riforma dell'Eurozona e la nostra indipendenza.

L'esperienza dimostra il contrario. Abbassando artificialmente i tassi è più facile che gli Stati si indebitino e diminuisce la spinta a fare le riforme.
Tassi di interesse elevati sono la più efficace fonte di pressione sui governi refrattari alle riforme. Su questo siamo d'accordo. È per questa ragione che insistiamo affinché vengano rispettate le condizioni severe che abbiamo posto. Inoltre non vogliamo azzerare completamente le differenze del tasso di interesse tra i vari Paesi. Interveniamo solo se il differenziale diventa eccessivo.

Finora i governi si sono mostrati disponibili a conferire maggiori poteri alla Commissione in materia di controllo del bilancio nazionale. Tuttavia le decisioni si continueranno a prendere a livello nazionale.
I governi hanno preso decisioni che sarebbero state inconcepibili anche soltanto un anno fa. È' un progresso, ma non basta.

Perché no?
Per ridare fiducia all'Eurozona servono regole. Ma questo è solo il primo passo. Bisogna fare anche in modo che le regole vengano rispettate. Era questo che mancava in passato ed è il compito che aspetta i governi.

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha proposto di dare al Commissario europeo per gli affari economici e monetari la possibilità di intervenire direttamente sui bilanci dei singoli Paesi. Cosa pensa di questa proposta?
Sono assolutamente favorevole. E i governi darebbero prova di saggezza se prendessero questa proposta in seria considerazione. Sono fermamente convinto che per ripristinare la fiducia all'interno dell'Eurozona ci debba essere una cessione di sovranità dai Paesi alle istituzioni europee.

Ma è esattamente ciò che molti governi non sono disposti a fare. Come mai tutta questa resistenza?
Molti governi debbono ancora capire che la sovranità nazionale l'hanno persa molto tempo fa. In passato hanno consentito che il debito sovrano toccasse livelli record e ora hanno bisogno della buona volontà dei mercati finanziari. Sembra un paradosso, ma è l'assoluta verità. Questi Paesi riacquisteranno la sovranità solo condividendola a livello europeo.

La seconda misura con la quale puntava a rafforzare l'unione monetaria consisteva nella creazione di un Sistema di supervisione unico (SSM) con la Bce al timone che comunque, contrariamente alle previsioni, non entrerà in vigore il primo gennaio 2013. Deluso?
Per nulla. É importante che l'SSM funzioni bene, non è importante quando entrerà in vigore. In caso contrario sarebbero a rischio la reputazione e l'indipendenza della Bce.

Per quale ragione ritiene che la BCE svolgerebbe meglio delle autorità nazionali che lo hanno fatto finora il compito di supervisione delle banche?
Non vogliamo sostituire le autorità di controllo nazionali. Al contrario, vogliamo collaborare con loro. Tuttavia tali autorità debbono operare in autonomia rispetto ai governi nel valutare i problemi. In passato talvolta i problemi del settore bancario venivano messi sotto silenzio.

Ma questo vuol dire che l'autonomia della sua politica monetaria verrà minacciata. Sarete ancora in grado di prendere decisioni imparziali in tema di tassi di interesse se c'è il pericolo di provocare il tracollo finanziario di grosse banche?
Sono consapevole del rischio ed è per questo che è necessaria una netta separazione tra le due aree della Bce. Il Consiglio direttivo della Bce deve trasferire la maggior parte dei compiti di supervisione ad un Comitato indipendente composto prevalentemente dai supervisori.

Sembra una dichiarazione di umiltà, ma la verità è che nessun governatore di Banca centrale ha mai avuto le responsabilità che ha lei ora. Lei è il principale creditore di molti paesi dell'Eurozona; è il principale supervisore delle banche e sta progettando, con il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, la ristrutturazione dell'euro. Sarebbe sbagliato definirla l'uomo più potente d'Europa?
Certamente non è così che mi vedo. Per quanto concerne l'unione bancaria, ad esempio, forniamo solo assistenza tecnica perché ci è stata chiesta.

All'inizio dell'Unione monetaria, ai tedeschi fu promesso che la Bce avrebbe agito come una seconda Bundesbank, la Banca centrale tedesca. Oggi molti parlano di nuova Banca d'Italia, un organismo che negli anni 70 tollerò una inflazione a due cifre.
Considero queste accuse a dir poco ineleganti. Per due ragioni: negli anni 70 la Banca d'Italia non era indipendente. Oggi la situazione è completamente diversa. Ma c'è anche una ragione personale. A causa dell'inflazione la mia famiglia perse all'epoca buona parte dei suoi risparmi. Le posso garantire che la stabilità dei prezzi è per me un impegno personale, non solo professionale.

 

DRAGHI mario_draghi_joggingdraghi mariodraghi mario weidmann draghi MARIO DRAGHI MARIO DRAGHI MARIO DRAGHI MARIO DRAGHI DRAGHI AL VOLANTEmario draghi Wolfgang Schäubleherman rompuy jose big Hermann Van RompuySilvio berlusconi a Bonn, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy e Angela MerkelBUNDESBANKBundesbank

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…