E’ AFFONDATA LA FONDAZIONE - SE FOSSE UN’AZIENDA, MPS AVREBBE GIA’ PORTATO I LIBRI IN TRIBUNALE: AFFOSSATA DA DEBITI, DERIVATI, AUMENTI DI CAPITALE FLOP E DA UNA “GESTIONE DISASTROSA DEL PATRIMONIO” LA FONDAZIONE MONTEPASCHI DAL ’95 AD OGGI HA VISTO EVAPORARE 2,7 MLD € - CHI PAGA? NOI! IN ARRIVO 4 MLD DALLO STATO PER IL “SALVATAGGIO” - IL TITOLO RIDUCE IL RIBASSO A -4,6% - L’ENIGMATICO PROTO ANNUNCIA DI ESSERE SALITO ALL’1,2% DEL CAPITALE…

1- MPS: RIDUCE RIBASSO A PIAZZA AFFARI, -4,60%
(Adnkronos) - Mps dimezza il calo accusato a Piazza Affari nel corso della prima ora di contrattazioni. Dopo essere stato sospeso dagli scambi e aver accumulato una flessione di oltre il 10%, il titolo dell'istituto senese cede il 4,60% a 0,232 euro, dopo aver toccato un minimo infraday a 0,211 euro. Elevati i volumi scambiati, gia' vicini alla media giornaliera. Sull'andamento del titolo pesano i conti diffusi ieri, con il primo semestre chiuso con una perdita di 1,6 miliardi di euro per effetto di svalutazioni.


2- MPS: PROTO ORGANIZATION SALE DALLO 0,8% ALL'1,2% DEL CAPITALE

(ASCA) - Proto Organization compra un altro 0,4% del capitale del Monte dei Paschi di Siena e porta all'1,2% la partecipazione complessiva detenuta nel gruppo bancario senese. ''Come anticipato i nostri investitori hanno incrementato la partecipazione in Mps'', con queste parole Alessandro Proto Ceo di Proto Organization sui rumors circolati ieri, ''il piano di sviluppo di Profumo e' molto valido e siamo certi che non intacchera' il personale ma, anzi, servira' piu' forza lavoro sopratutto per la rete commerciale e la crescita.

Non intendiamo aumentare ulteriormente fintanto che lo Stato non fara' sapere le proprie intenzioni per entrare nella Banca e la Fondazione non diluira' la propria partecipazione e con la quale eventualmente andremo a trattare'' prosegue Proto '' la nostra partecipazione detenuta in Fiat e' stata ceduta quasi completamente non condividendo molte delle scelte di Marchionne e della proprieta' degli ultimi tempi, sopratutto inerenti al piano industriale che prevede azioni non condivisibili. Le nostre partecipazioni si focalizzeranno quindi su banche, assicurazioni e comunicazione sopratutto su Rcs ''.


3- È AFFONDATA LA FONDAZIONE
Alessandro Penati per "la Repubblica"

IL 23 agosto 1995, con il conferimento dell'azienda bancaria, la Fondazione Mps acquisiva un patrimonio di 2,7 miliardi; esattamente 17 anni dopo si è praticamente azzerato, essendo per la quasi totalità costituito da azioni Mps in pegno alle banche. Con i costi operativi e gli interessi da pagare, gli impegni per le erogazioni già deliberate, non potendo contare sui dividendi della banca, e il debito da rimborsare, fosse stata un'azienda, avrebbe già portato i libri in Tribunale.

Una gestione disastrosa del patrimonio, con la colpevole negligenza del ministero dell'Economia che vigila sulle Fondazioni, e che ora impegna quasi 4 miliardi di soldi pubblici per il salvataggio della banca; ma, di fatto, anche della Fondazione.
Il peccato originale della Fondazione è stato quello di voler mantenere il controllo di Mps, invece di diversificare il patrimonio, e gestirlo in modo professionale e trasparente.

L'ultimo, fatale errore, aver impegnato 1,1 miliardi nell'aumento di capitale della banca la scorsa estate, pur non avendone le risorse, per non diluirsi; e non capendo che il piano di ristrutturazione finanziato con l'aumento si sarebbe rivelato un flop nel giro di pochi mesi.

La Fondazione, oltre a contrarre un debito da 600 milioni, garantito da titoli Mps, ora ridotto a 350 vendendo il vendibile, aveva anche stipulato una serie di contratti derivati Otc, complessi e rischiosi. Un contratto collar per "stabilizzare" l'onere del debito, e che impegna la Fondazione a pagare un tasso minimo Euribor di 1,7% (in cambio di un tasso massimo): così, invece di beneficiare dalla discesa dell' Euribor (oggi a 0,6%), il collar è diventato un salasso.

Quattro contratti total return equity swap (Trs) su obbligazioni convertibili in titoli Mps, sottoscritte dalla Fondazione per poter mantenere il controllo (con l'eventuale conversione), e incassare nel frattempo la cedola. Ma poiché la Fondazione non aveva i soldi per sottoscriverle, li ha presi a prestito: a tanto equivale un Trs. Che come qualsiasi acquisto a debito, richiede la costituzione di un pegno, variabile in funzione del valore delle attività sottostanti, in questo caso titoli Mps.

Con il crollo del loro valore, le azioni che la Fondazione ha dovuto dare in pegno è salito fino praticamente ad esaurire il suo patrimonio. Un Trs è stato chiuso a fine 2011, e le obbligazioni convertite in azioni Mps a 2,12 euro: che la Fondazione ha dovuto vendere pochi mesi dopo a 0,36 (-83%) per ridurre il debito con le banche. I derivati tossici esistono anche da noi. Assurdo che una Fondazione li compri; e che le banche glieli vendano.

Per non scomparire, la Fondazione è ora aggrappata al nuovo piano di ristrutturazione della banca. Si punta sul taglio di costi, sportelli e personale, e su un forte aumento dei ricavi dai servizi ai risparmiatori: col risultato che i ricavi per dipendente dovrebbero salire da 70 a 124 mila euro. Come? Temo, spremendo commissioni dai clienti con prodotti inutilmente complessi: già le obbligazioni strutturate di Mps rasentano il 40% della raccolta; e si vuole portare dal 7 al 24% il numero di clienti che sottoscrivono prodotti assicurativi (dai margini più elevati).

Senza però contare che siccome tutte le banche perseguono lo stesso obiettivo, gli italiani dovrebbero allocare una quota crescente del loro reddito ai servizi finanziari. Poco realistico. Si vogliono ridurre le sofferenze migliorando la gestione dei crediti. Senza tener conto che la recessione inevitabilmente le farà aumentare (già ora assorbono circa la metà del margine di interesse), e che il grado di copertura di Mps è inferiore alla media.

Si vogliono ridurre i prestiti alla clientela, cedendoli in blocco, senza rimpiazzarli; utilizzando così la raccolta per rimborsare 30 miliardi di debiti con la Bce, che ora finanziano 38 miliardi di titoli di stato. Un portafoglio monstre che verrà ridotto, non smantellato, per poter diminuire la rischiosità dell'attivo, e risparmiare così capitale. Ma non è chiaro come e quando la banca riuscirà a restituire i 4 miliardi al Tesoro.

 

monte_paschi_di_sienaGabriello ManciniGIUSEPPE MUSSARI E ALESSANDRO PROFUMO jpegALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA Alessandro-ProtoSEDE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA monte dei paschi di siena

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