È COMINCIATO IL CALO DELLE BORSE? - MILANO -0,6% DOPO IL TONFO DI IERI SULLE PAROLE DI DRAGHI: “CRESCITA RINVIATA”

1. BORSA: EUROPA PASSA IN NEGATIVO, MILANO -0,57%
(ANSA) - Le Borse europee a metà seduta invertono la rotta e girano in negativo. L'indice d'area Stoxx 600 si muove sotto la parità con Milano che perde lo 0,57% 16.441 punti. A pesare su Piazza Affari le vendite su Unicredit (-2,54%), FonSai (-2,29%), Finmeccanica (-1,98%). Lo spread tra btp e bund continua ad essere sotto i 280 punti. Tra le altre Borse Francoforte cede quasi mezzo punto nonostante il balzo dell'1,8% della produzione industriale in Germania. C'é attesa sull'occupazione Usa.


2. DRAGHI RINVIA LA RIPRESA. LE BORSE PRENDONO PAURA
Ugo Bertone per "Libero"

In una sola occasione, dall'inizio del suo mandato a Francoforte, Mario Draghi è intervenuto sul livello dei tassi in due riunioni consecutive. Correva l'autunno del 2011, il neo governatore sedeva da poco tempo sulla poltrona di Jean-Claude Trichet, la banca veniva accusata di inerzia e di debolezza politica. Con quel gesto, Draghi fece intendere che nessuno poteva illudersi di aver a che fare con un banchiere debole e condizionabile. Ma stavolta herr Mario non ha concesso il bis.

Come, almeno all'apparenza, era previsto. Ma non troppo, vista la reazione di sconforto dei mercati all'esito del direttorio di Francoforte e di quanto detto in conferenza stampa da Draghi. Dalla tribuna dell'Eurotower non è arrivata alcuna novità. L'unica cosa che si può fare, in sostanza, è tirare avanti sperando nella ripresa dell'export che, soprattutto a causa delle condizioni penose dei mercati interni, stimola le imprese a cercare clienti nel mondo. Ma nel frattempo, ha ammesso Draghi, la ripresa subirà un ennesimo rinvio.

A fine anno il pil dell'Unione Europea scenderà in media dello 0,6%. Per questo, secondo un copione che si ripete da tempo, la ripresa slitta al 2014. Ma attenzione. L'incremento previsto, l'1,1% medio, ricorda più il rimbalzo del gatto morto che non un effettivo recupero: una crescita di quel tipo non frena affatto la caduta dei posti di lavoro. Anzi, accompagnata come è inevitabile che sia da ristrutturazioni e investimenti in tecnologia, può aggravare la disoccupazione.

Data la cornice, sembra ovvio pensare che qualcosa di nuovo vada fatto. Al contrario, Draghi è stato costretto a sostenere che non si può che procedere sulla strada battuta finora. Tagliare i tassi? Non serve, anche se l'inflazione non morde. Accontentiamoci, spiega il numero uno della Bce, del fatto che non siamo in deflazione. Magra consolazione, visto che l'aumento dei prezzi è il più delle volte frutto di tariffe amministrate (vedi l'energia) e gabelle varie e non il risultato della pressione dei consumi. Far pagare alle banche un interesse negativo sui depositi della Bce? Ci stiamo pensando, ma ci sono controindicazioni (vedi la furibonda reazione dei banchieri tedeschi).

Acquistare tramite la Bei titoli emessi dai privati, vedi gli Abs? Forse lo faremo, ma solo a medio-lungo termine. Accontentatevi, insomma, di quel che abbiamo fatto finora. Anche perché tra una settimana herr Draghi sarà «imputato» presso la Corte Costituzionale di Karlsruhe che si pronuncerà sulla legittimità degli Omt, cioè il piano che, ha rivendicato ieri a buon diritto il presidente della Bce, è stato lo strumento più efficace escogitato in questi anni. Ma i risultati non contano, se si infrange l'ortodossia teutonica.

Draghi lo sa bene al punto che, in aula, si farà rappresentare dal membro tedesco della Bce, quell'Asmussen cui si deve in buona parte il pasticcio del salvataggio di Cipro. I mercati non si aspettavano svolte rivoluzionarie da Francoforte. Ma, forse, non pensavano di trovarsi di fronte ad un governatore debole. E così Milano ha perso il 2,6% e lo spread Btp-Bund è balzato a quota 281. Non è piaciuta la difesa d'ufficio del comportamento europeo dopo le critiche del Fmi agli errori commessi sulla Grecia che tanto hanno pesato sulla crisi. La sensazione è che il Governatore abbia le mani legate.

E con lui i Paesi del sud Europa. Certo, non ha torto Draghi a sottolineare che, in una qualche maniera, la situazione migliora: un Paese impoverito che non consuma migliora la bilancia dei pagamenti e la bilancia commerciale. Trova al proprio interno i mezzi per sottoscrivere i Bot senza i quattrini degli altri. Ma per ottenere questo risultato a breve deve chiudere aziende ed espellere forza lavoro. E spingere i suoi ragazzi, meglio se laureati, oltre frontiera. Sarà un Paese meno indebitato, ma anche più solo. Si sarà salvato l'euro, non l'Europa.

 

MARIO DRAGHI FIRMA LA NUOVA BANCONOTA DA 5 EUROMARIO DRAGHI Mario Draghi con il membro del comitato esecutivo Jörg AsmussenJoerg AsmussenENRICO LETTA E ANGELA MERKELBANCA CENTRALE EUROPEA EURO NELLA POZZANGHERA banca_centrale_europeawallstreet

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