ALI SPEZZATE - ETHIAD TAGLIA IL PERSONALE E SALTA L’INCONTRO CON I SINDACATI PER ILLUSTRARE IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE DI ALITALIA - SI PARLA DI 600 O DI 2 MILA ESUBERI - STORIA DI UNA COMPAGNIA AEREA NATA GRANDE, MA PER MIOPIA POLITICA E DEI LAVORATORI E’ DIVENTATA PICCOLA - DALLA MANCATA ALLEANZA ALLA PARI CON KLM AGLI ARABI

 

Luigi Grassia per la Stampa

 

cramer ball luca di montezemolocramer ball luca di montezemolo

Alitalia, si ricomincia: cambiano le cordate, ma la compagnia continua a perdere soldi, e adesso si avvia a un' ennesima ristrutturazione. Etihad, socia al 49%, annuncia una riduzione del suo personale interno, che non si estende automaticamente alle compagnie aeree partecipate, come Alitalia, ma dispone l' azionista alla linea dura. La Etihad non svela quanti dei suoi 26.770 lavoratori siano di troppo, ma afferma che «per restare competitivi bisogna per ridurre i costi e aumentare la produttività».

 

alitalia etihadalitalia etihad

E ad Alitalia dovrà adeguarsi a questa filosofia? E in che misura? Un incontro fissato ieri dalla compagnia coi sindacati per illustrare il nuovo piano industriale (che prevede sacrifici) è stato annullato all' ultimo momento dai vertici aziendali. Le organizzazioni di categoria dicono che il rinvio non è stato motivato, ma pare che l' organo direttivo non abbia ancora approvato il piano. Comunque gli esuberi sono ipotizzati fra 600 e 2 mila.

 

UNA STORIA TORMENTATA

 

LE NUOVE DIVISE DI ALITALIALE NUOVE DIVISE DI ALITALIA

Quella di Alitalia è la storia di un grandissimo successo iniziale, costellato di record e di «prime» mondiali, seguito da un declino segnato da alleanze abortite e tentativi di privatizzazione che non hanno sortito i risultati sperati. Nella memoria dei momenti funesti è rimasta soprattutto la mancata vendita di Alitalia a Air France, bocciata nel 2008 dall' allora premier Berlusconi in nome della difesa dell' italianità; ma è dubbio che quella sia stato davvero la svolta negativa, visto che poi la Air France è andata in crisi nera, e ha dovuto auto-infliggersi tagli e sacrifici; difficile immaginare che non facesse lo stesso con Alitalia, se ne fosse diventata azionista di controllo, o che non bussasse a sussidi alla casse pubbliche italiane, col ricatto dei posti di lavoro da salvare, in qualunque momento la crisi avesse cominciato a mordere.

747 air france747 air france

 

In realtà, è probabile che la vera occasione mancata per Alitalia e la vera svolta in negativo siano arrivate fra il 1999 e il 2000, quando fu tentata, e fallì, l' intesa con Klm, che sarebbe stata alla pari e che godeva di presupposti di sviluppo industriale. Tutto è sfumato, per colpa nostra, anche se è difficile spiegare perché, tali e tanti sono stati i micro e macro errori da parte italiana. Adesso, alle soglie del 2017, Alitalia ha in Etihad un socio più che valido, ma all' ennesimo tentativo di soluzione dei problemi la compagnia si trova un' altra volta in mezzo al guado, nonostante il carburante avio a basso prezzo.

 

Ben diversi sono stati i primi decenni di vita. Nonostante il Paese fosse a pezzi per la guerra, Alitalia nacque nel 1946 fra ottimi auspici, e accompagnò la ricostruzione e il miracolo economico mietendo successi e contribuendo a diffondere l' immagine di un' Italia alla moda nel mondo. Fra l' altro, la compagnia si dotò sempre degli aerei più all' avanguardia, e nel 1969 fu la prima in Europa interamente a reazione. Ma non c' è bisogno di andare a quegli anni così lontani per ricordare un' Alitalia sugli allori: nel non remotissimo 1993 la compagnia era la terza d' Europa e surclassava (tanto per dire) la Air France.

klmklm

 

L' INIZIO DEI PROBLEMI

 

La crisi è cominciata a metà di quel decennio in coincidenza con l' apertura del mercato aeronautico alla concorrenza in Europa. Secondo alcuni analisti, l' Italia si spinse troppo in là, mentre gli altri Paesi, furbescamente, predicavano libero mercato ma proteggevano i loro orticelli. Questo, fra le altre cose, mise allo scoperto in Alitalia una struttura di costi aziendali insostenibile, ereditata da un' altra epoca. Cominciò una politica di tagli e di ritirate, in particolare sulle rotte internazionali (le più remunerative) che anziché risanare i bilanci avvitarono la crisi su se stessa, visto che il settore del trasporto aereo, per una serie di motivi, è strutturato in una maniera tale che o si cresce o si muore.

 

AEROPORTO MILANO MALPENSA AEROPORTO MILANO MALPENSA

L' alleanza alla pari con Klm nasceva proprio nel segno della crescita, fondata sul presupposto di valorizzare al massimo il nuovo aeroporto di Malpensa. Ma una micidiale combinazione di resistenze sindacali e di veti locali a tutela di Linate convinsero Klm a lasciare perdere.

 

TENTATIVI A RIPETIZIONE

 

Nel 2001 l' Alitalia tenta un' altra via alleandosi con Air France ed entrando in SkyTeam. Nel frattempo la crisi post-bolla della «New Economy» e post-attentato delle Torri Gemelle scava una voragine nei conti di Alitalia. Nel 2006 il governo Prodi prova a cedere la compagnia ma non trova acquirenti. Nel 2007 si prova a trattare con Air France-Klm; ma a questo punto il negoziato non è alla pari e il rischio è che Alitalia diventi un' appendice regionale di un gruppo globale.

 

AIR FRANCE KLM AIR FRANCE KLM

Nel 2008 la trattativa con Air France-Klm fallisce e in alternativa si sceglie la strada della privatizzazione, cedendo la compagnia a una cordata nazionale, quella di Roberto Colaninno. Un' altra cordata italiana subentra col 51% nel gennaio 2015, sostenuta da Etihad al 49%. La nuova Alitalia ha fatto le cose giuste, ricominciando a investire e a crescere. Ma continua a perdere soldi. E siamo a oggi. Alle soglie, pare, dell' ennesima ristrutturazione.

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