angela merkel giuseppe conte

OLTRE IL VIRUS, LA BEFFA – GERMANIA E FRANCIA BOMBARDANO DI LIQUIDITÀ LE AZIENDE SFRUTTANDO L’ALLENTAMENTO DELLE NORME SUGLI AIUTI DI STATO. E L’ITALIA? COME AL SOLITO ARRANCA – RISCHIAMO DI SUBIRE LA STESSA BEFFA CHE SUBIMMO CON LE BANCHE DOPO LA CRISI FINANZIARIA DI DIECI ANNI FA. LA COLPA NON È DEGLI ALTRI, MA DELLA NOSTRA CLASSE POLITICA: MENTRE LA MERKEL AGISCE CONTE SI TINGE IL CIUFFO E I GRILLINI CIANCIANO DI NAZIONALIZZAZIONI E SUSSIDI SENZA UNO STRACCIO DI STRATEGIA

 

 

Andrea Bonanni per “la Repubblica”

 

angela merkel con aereo lufthansa in manogiuseppe conte meme

Mentre il mondo politico italiano si sta dilaniando sul dilemma se utilizzare o meno i 36 miliardi di prestiti del Mes, Bruxelles ha autorizzato a fine aprile aiuti di stato straordinari alle imprese europee per oltre 1.900 miliardi di euro. Di questi, circa la metà sono pagati dalla Germania e destinati al tessuto produttivo tedesco. L' Olanda, l' Austria, la Danimarca, che hanno grandi margini di spesa, ma pure la Francia, che ne avrebbe meno, sono anche loro impegnate a rifinanziare massicciamente le proprie aziende per aiutarle a superare la crisi e ripresentarsi sul mercato più forti e competitive di prima.

 

macron sull aereo di stato

La decisione europea di allentare le regole sugli aiuti di stato è giusta e necessaria, anche per evitare che potenze straniere, come la Cina, facciano incetta a buon mercato di imprese europee messe in ginocchio dall' epidemia. Ma è evidente che la disparità negli interventi su base nazionale altera la concorrenza e favorisce indebitamente i Paesi più ricchi.

lufthansa

 

Questi non perdono certo tempo. Sul fronte delle compagnie aeree danneggiate dall' isolamento, Air France ha ricevuto aiuti per sette miliardi. Lufthansa otterrà sovvenzioni per dieci miliardi. Un primo piano di intervento presentato da Berlino e approvato dalla Commissione il 22 marzo prevede che la banca federale per la ricostruzione, KfW, possa coprire il 90 per cento del rischio per finanziamenti fino a 1 miliardo concessi dalle banche alle imprese. Prestiti più ingenti, fino al 50 per cento dell' indebitamento totale di una società, possono essere concessi da KfW e da banche private beneficiando di garanzie pubbliche. Il 2 aprile, il piano tedesco è stato esteso autorizzando anche i Laender e le banche regionali a erogare finanziamenti.

conte meme

 

giuseppe conte meme

Com' è facile intuire, questa pioggia di miliardi beneficia non solo le imprese, ma anche le banche tedesche che possono finanziare la ripresa in tutta sicurezza, restando relativamente al riparo delle possibili insolvenze. Non a caso la cancelliera Merkel e i suoi ministri economici tengono regolari videoconferenze con i capi delle grandi imprese nazionali per esaminare i loro bisogni e assicurarsi che la irripetibile opportunità offerta dalla sospensione delle restrizioni europee sugli aiuti di stato venga utilizzata per potenziare la competitività tedesca. La prima riunione è stata l' 11 marzo. L' ultima di cui si ha notizia il 25 aprile.

 

von der leyen vestager

È evidente che tutto questo pone un grosso problema per quei Paesi, come l' Italia, che non hanno migliaia di miliardi da investire in una strategia di aiuti di stato e che, peggio ancora, non hanno neppure una strategia ben definita in materia. Un eccesso di divaricazione nella competitività delle economie nazionali può essere deleterio per la tenuta del mercato unico, come l' eccessiva divergenza degli spread lo è per la tenuta della moneta unica. Se ne rende conto anche la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager: «Occorre un coordinamento del supporto all' economia, specie laddove le misure nazionali sono insufficienti, per evitare uno shock asimmetrico alle nostre economie», scrive in una lettera citata dal Financial Times.

Margrethe Vestager

 

LUFTHANSA

All' indomani della crisi finanziaria dello scorso decennio, Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Irlanda, Olanda e Belgio salvarono e ristrutturarono il loro sistema bancario iniettandovi migliaia di miliardi di soldi pubblici. L' Italia non lo fece, vantando le virtù delle proprie banche (Tremonti). Quando poi il sistema creditizio italiano andò in difficoltà, l' Europa aveva ormai chiuso la possibilità degli aiuti pubblici e il prezzo della crisi fu pagato dagli investitori privati.

 

giuseppe conte memegiulio tremonti

Adesso rischiamo di subire, sul fronte degli aiuti di stato, la stessa beffa che subimmo allora sul fronte bancario. Ma anche in questo caso non sarà colpa della Germania e degli altri Paesi che sanno sfruttare le opportunità offerte dall' Europa, quanto piuttosto di una classe politica italiana che fatica a mettere a punto una strategia condivisa in materia. Mentre Berlino e le altre capitali del nord si orientano verso una politica di sostegno al credito, che lascia libere le imprese e tutela anche le banche, una fetta della nostra maggioranza di governo interpreta la questione degli aiuti di stato come un cavallo di Troia per tornare all' Iri e ai carrozzoni pubblici. In questo modo, però, non si aiuta la produttività delle imprese. Si rafforza soltanto la longa manus della politica su più ampie fette di un' economia che rimane comunque malata.

macron sull aereoMargrethe Vestagergiulio tremonti silvio berlusconi 1giuseppe conte memegiuseppe conte memegiuseppe conte meme7angela merkel con aereo lufthansa in mano

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...