A GOOGLE LA QUANTITÀ, AD APPLE LA QUALITÀ: MOUNTAIN VIEW VENDE PIÙ APP, MA RENDONO MENO DI QUELLE DI IOS

Paolo Ottolina per "Il Corriere della Sera"

«C'è un'applicazione praticamente per tutto» diceva uno spot di qualche anno fa. Di certo c'è un'app per tutti, ma letteralmente: quest'anno ne saranno scaricate 70 miliardi, dieci per ogni abitante del pianeta Terra. Un mercato gigantesco che 5 anni fa nemmeno esisteva. Buona parte sarà appannaggio di Apple. Un'altra bella fetta di Google. Ma quest'ultima è destinata a effettuare il sorpasso: nel 2013 toglierà alla casa creata da Jobs e Wozniak la simbolica corona di regina delle app.

Questo almeno in termini di numeri. Apple ha appena festeggiato i 50 miliardi di applicazioni scaricate. Android, la piattaforma creata da Google, si stima sia arrivata a 48 miliardi. Cresce però più rapidamente della rivale: 2,5 miliardi di download al mese, contro 2 miliardi.

Il sorpasso è solo questione di mesi, dunque. Anche considerato che oggi il robottino verde è il dominatore del mercato: su 100 smartphone venduti nel mondo ben 75 funzionano con Android (17 sono iPhone). Contando anche i tablet, dove pure l'iPad resta leader, ci sono già 900 milioni di dispositivi legati a Google, mentre quelli di Apple sono circa 600 milioni. Una forbice destinata ad aumentare.

«L'iPhone è letteralmente cinque anni avanti a qualunque altro telefono» disse Steve Jobs nel 2007, alla presentazione del primo Melafonino. Quella che poteva sembrare una sparata propagandistica si è rivelata vera. I concorrenti, Samsung in testa, hanno impiegato un lustro per tirar fuori un telefono giudicato dalla critica alla pari con l'iPhone in termini di qualità e reattività. E ora, a cinque anni dal 2008 in cui debuttò l'App Store (il negozio di software made in Cupertino), ecco che anche il gap nel settore delle app viene colmato.

Profezie a parte, il sorpasso è più simbolico che altro. Apple può far leva su diversi punti di forza. L'azienda californiana combatte «uno contro mille» (usano Android non solo molti big ma anche una miriade di misconosciuti produttori cinesi), ma i suoi clienti utilizzano i prodotti in modo più completo. Navigano di più: il 62,5% del traffico Internet da dispositivi mobili. Scaricano di più: 80 applicazioni in media, contro le 55 di chi sta con Google.

«Una buona parte degli Android sono prodotti economici, intorno e sotto ai 100 euro, che faticano a far girare giochi o app complesse. Molti utenti Android semplicemente non sono interessati alle app: sono passati da un telefonino normale a uno smartphone ma senza consapevolezza di quel che possono farci» spiega Marco Pifferi, tra i creatori di Around Me, app di enorme successo (la usano 6 milioni di persone ogni mese) che ha debuttato su iOs nel 2008 per poi arrivare anche su Android.

Un percorso comune a molti sviluppatori che continuano a dare priorità a iPhone e iPad. Il motivo è semplice: i clienti Apple spendono di più. Android resta un sistema più aperto ma anche più orientato al gratis, con app che si ripagano grazie alle inserzioni pubblicitarie. Un esempio? Il celebre gioco Angry Birds, a pagamento su App Store e gratis su Google Play. Secondo un'analisi citata dal Financial Times, le prime 200 applicazioni a pagamento di Apple ogni giorno incassano quattro volte tanto le prime 200 di Google.

Racconta Matteo Da Pont, amministratore di Ovolab, azienda torinese con oltre 100 app pubblicate: «Se un'azienda vuole diffondere il suo marchio, allora Android è utilissimo. Ma su iOs si compra di più. Se una nostra app vende 10 con Apple, allora la stessa app vende 3 o 4 su Google».

Android continua ad avere un problema di frammentazione: è usato da centinaia di dispositivi diversi, dalle caratteristiche molto differenti. «Per una piccola startup - ci dice Luca Prasso di Curious Hat, una delle realtà più creative e originali della scena iOs - è un problema. Mancano i soldi e i collaboratori per sviluppare app complesse adatte a tutti gli Android, per cui è più facile concentrarsi su iPad e iPhone».

Il tempo gioca dalla parte di Google: le quote di mercato salgono. Sempre che Apple non tiri fuori un asso dalla manica, magari l'iPhone low cost. Tra una settimana radunerà a San Francisco il popolo dei suoi sviluppatori ed è atteso un cambio, forse radicale, della grafica usata finora sui suoi iGadget. Cinquanta miliardi di app scaricate contano, ma i prossimi 50 miliardi contano di più.

 

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