ALLAH-TALIA - IL GOVERNO CERCA DISPERATAMENTE DI NON FARE SCAPPARE DI NUOVO ETIHAD - L'AD DEL TORCHIO A MILANO INCONTRA BANCHE E AZIONISTI. LUNEDÌ AD ABU DHABI - AL VIA IL DECRETO CHE CAMBIERA' L'ASSETTO DI LINATE E MALPENSA DAL 2015 CON EXPO. RISCHIO MARONI

1. ALITALIA, PRESENTA IL PIANO ETIHAD
L'AD DEL TORCHIO A MILANO INCONTRA BANCHE E AZIONISTI. LUNEDÌ AD ABU DHABI
ANSA -
L'a.d. di Alitalia, Gabriele Del Torchio, secondo quanto si apprende, avrà oggi a Milano degli incontri con banche e azionisti per illustrare i contenuti della lettera arrivata martedì scorso da Etihad. L'a.d lunedì volerà ad Abu Dhabi per incontrare il Ceo della compagnia emiratina, James Hogan. Non è invece ancora chiaro se incontrerà i sindacati prima della partenza per gli Emirati. Questa mattina intanto a Fiumicino prosegue il confronto tra azienda e sindacati sul costo del lavoro con un incontro solo tecnico.

2. IL GOVERNO CERCA DI NON FARE SCAPPARE ETIHAD E RIFILARLE ALITALIA
Antonella Baccaro per ‘Il Corriere della Sera'

Non provate a chiamarlo decreto Linate. Lo strumento che il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che ieri ha incontrato il premier, avrebbe approntato, e che cambierà l'assetto degli scali milanesi, si chiamerà decreto Expo per due motivi: dovrebbe applicarsi solo nel 2015 e riguarderà sia Linate che Malpensa. Quanto ai contenuti, dovrà convincere gli arabi di Etihad che hanno fatto richieste precise, non scontentare la Regione Lombardia che difende Malpensa e non scatenare le compagnie europee che hanno interessi su Linate, partendo dalla tedesca Lufthansa.

Su Linate, non ci dovrebbe essere lo sfondamento degli attuali 18 movimenti l'ora. Alitalia si farebbe bastare gli slot (fasce orarie) che libererà tagliando una parte dei collegamenti Milano-Roma. La liberalizzazione di cui si parla riguarderebbe l'utilizzo di quegli slot che gli arabi vorrebbero poter utilizzare per collegamenti non solo europei.

Ma anche qui non si tratta di far volare aerei a doppio corridoio (i più grandi) da Linate ad Abu Dhabi, scalo di riferimento di Etihad, ma cambiare le attuali regole che oggi consentono voli solo verso scali di capitali europee con un certo numero di passeggeri. L'idea potrebbe essere quella di inserire alcuni voli verso Zurigo (l'hub di Darwin, la compagnia svizzera diventata Etihad regional) o Istanbul o Mosca o Düsseldorf (dove si muove Air Berlin) o aumentare quelli per Berlino.

E Malpensa? «Non conosco ancora quali siano i contenuti della lettera di Etihad - ha detto ieri il governatore lombardo, Roberto Maroni -: ne ho parlato ieri con il ministro delle Infrastrutture che giustamente non me li ha rivelati. La mia posizione resta la stessa: non si può sacrificare un progetto aeroportuale che vede Malpensa come hub, per fare un favore a un vettore straniero». È probabile che Maroni sappia che di Malpensa sarà potenziata la vocazione cargo, quanto ai dieci voli intercontinentali in più chiesti a Lupi, non saranno dieci nuove rotte ma solo un'intensificazione delle frequenze di alcuni collegamenti già esistenti, dall'anno prossimo, per New York, Shanghai e la stessa Abu Dhabi. Sulle low cost , per le quali Etihad ha chiesto limitazioni, c'è l'idea di mettere a gara i contributi che gli scali offrono oggi a queste compagnie per attirarle. Ma tra questi aeroporti c'è Malpensa, base di EasyJet, e Orio, base di Ryanair. La mediazione non dovrà sfavorirle.

Intanto si registra un atteggiamento nuovo di Air France-Klm su Alitalia-Etihad, ieri l'ad Alexandre De Juniac ha puntualizzato che la nozione di controllo effettivo delle compagnie europee «merita di essere precisato», perché «per aggirare le regole basta prendere il 49% del capitale sociale, esercitando nel contempo un vero controllo della compagnia. Questo non è soddisfacente. Dobbiamo puntare a condizioni di prese di controllo omogenee nelle diverse aree del mondo».

Se non è un attacco a Etihad, poco ci manca. Intanto domani dovrebbe tenersi un vertice tra l'ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, e le banche. Mentre emergono particolari sulle richieste fatte ai sindacati per trovare i 48 milioni che mancano ai 128 promessi: ci sarebbe un contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 40 mila euro con un meccanismo che parte dal 5% e arriva al 20%. Ma anche un raffreddamento degli scatti di anzianità e la riconsiderazione del tetto in virtù del quale le retribuzioni della nuova Alitalia non possono essere inferiori al 93% di quelle della vecchia. Per personale di terra, ci sarebbe una rivisitazione del tempo che i lavoratori impiegano per indossare la tuta dopo aver timbrato il cartellino. Potrebbero doversi presentare al lavoro avendola già indosso.

 

alitalia etihad GABRIELE DEL TORCHIOjames hogan hostess etihad a sidney Alitalia arrivedercijames hogan AEROPORTO MILANO MALPENSA Roberto Maroni e Isabella Votino

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?