LA GRANDE BOLLA DI BITCOIN - LA MONETA VIRTUALE SCHIZZA FINO A 400 $, OGGI CROLLA DEL 25%: UN OTTIMO SISTEMA PER SPENNARE POLLI

1. IL "BITCOIN" SPOPOLA NEL WEB MA C'È IL RISCHIO SPECULAZIONE
S.Ric. per "La Stampa"

Qualcuno finora l'ha interpretata come una moda passeggera, destinata a svanire come tanti altri fenomeni visti negli anni su Internet. E invece il bitcoin, la moneta virtuale nata, pare, dall'idea di un collettivo di hacker, sta piano piano prendendo forma. È una valuta digitale, frutto di un'equazione matematica, distribuita e generata da una rete decentralizzata peer to peer. Significa che non esiste nessuna banca o autorità centrale che stampa moneta e influenza il valore di un bitcoin che è invece affidato esclusivamente alle leggi della domanda e dell'offerta.

Il salto di qualità è arrivato nei giorni scorsi con l'apertura di eBay. Il colosso delle aste online che ha detto di ritenere possibile un futuro di pagamenti con il bitcoin sulla sua piattaforma. Per gli esperti si tratta di un segno importante: se eBay si è mostrata favorevole vuol dire che, dietro le quinte del suo business online, ha già registrato molto interesse per il bitcoin. Altre novità potrebbero arrivare presto.

La dichiarazione del portale di aste ha fatto schizzare in alto le quotazioni del bitcoin, arrivate al picco di 272 dollari per poi ritornare, subito dopo, a 255 dollari (sulla piattaforma Mt. Gox). Un affare soprattutto per i pionieri di questo strumento nato nel 2009. Per darne un'idea basta ricordare che nel luglio 2012 il valore era di 7 dollari, appena. Da inizio anno la crescita è di un inimmaginabile 1.500% sull'onda di una maggiore diffusione ma anche della crescente attenzione mediatica per questa valuta e per la paura post-Cipro.

Una miniera a cui stanno già guardando speculatori e investitori più audaci. Puntare sul bitcoin sembra l'affare del momento. Di recente si è saputo che i gemelli Winkelvoss, quelli rimasti fuori dall'affare Facebook, hanno avviato un fondo che investe in bitcoin.
Le storielle si sprecano e in rete montano le analisi sul perché conviene puntare sulla moneta degli hacker.

Ma intanto i negozi in cui utilizzare realmente per pagare si contano sulle dita di una mano, nel mondo. «Non andrà mai a sostituire il contante - spiega Carlo Alberto Carnevale Maffé, docente di strategia aziendale e studioso di monetica all'Università Bocconi -. E' piuttosto un grandissimo laboratorio globale di sperimentazione di processi di scambio slegati dal legame storico tra politica e moneta».

Ha senso metterci dei soldi? «Chi pensa di usare il bitcoin per speculare o, ancor peggio, per investire fa un errore clamoroso - dice Maffè -. Ha una volatilità estrema, non è un asset stabile. Protegge, caso mai, dai rischi di svalutazione perché slegato dalle decisioni delle banche centrali e della politica. «In questo momento è il peggior asset per fare allocazione di risparmi - ripete Maffè -. È come investire in oro ma con una volatilità che è dieci volte più alta». In più è difficilmente liquidabile. Non è detto che si trovi l'acquirente al momento della vendita.

Sono anche altri i punti oscuri come lo stretto legame con i terreni di illegalità favorito dall'anonimato della moneta. Lo ha dimostrata la recente chiusura di Silk Road, sito "black" di affari illeciti che accettava esclusivamente bitcoin.


2. BITCOIN PERDE -25%. SE C'È UN ASSET SUPER VOLATILE SUI MERCATI, ECCOLO

Wall Street Italia - Se c'è un asset estremamente volatile sui mercati è il Bitcoin, che ci ha abituato a sbalzi di prezzo incredibili, come quello subito nelle ultime 12 ore. Il valore della valuta digitale è sceso del -25% dai massimi di $400 e al momento si attesta a quota $290.

Il paradosso è che il momento che potrebbe mettere fine al sogno di chi i Bitcoin li ha comprati è proprio quando governo e autorità monetarie incominceranno a prendere sul serio la moneta virtuale. C'è persino un paese che ha reso operativi i primi sportelli bancomat dove prelevare Bitcoin.

Quello che ancora è difficile stimare è il valore intrinsico realistico della valuta una volta che si esaurirà l'emotività iniziale degli operatori e quando le prospettive al rialzo o al ribasso legate a eventi esterni scompariranno.

Raoul Pal, analista numero uno di Global Macro Investor, ha provato a dare una risposta alla domanda nel suo ultimo report datato primo novembre. La raccomandazione, quando il valore era pari a $210, è stata di comprare. In una settimana chi avesse seguito il suo consiglio avrebbe incassato un ritorno da investimento di quasi il 100%, dal momento che i prezzi sono saliti fino al picco di 400 dollari.

Si tratta della prima stima del fair value del Bitcoin usando elementi macro economici, come il rapporto tra domanda e offerta.

IL PREZZO OBIETTIVO
Un Bitcoin dovrebbe in teoria valere 700 oncie di oro, pari a un milione di dollari. se si mettono a confronto le offerte esistenti dei due asset. Al momento il BTC vale 0,14 once del metallo prezioso.

Significa che la moneta ha la possibilità di crescere 5 mila volte rispetto al prezzo attuale dell'oro. E va anche tenuto conto del fatto che il metallo è destinato a crescere di valore da qui ai prossimi 5-10 anni.

Sembrano cifre assurde, ma prima di scuotere il capo non bisogna dimenticare che Microsoft ha registrato un rialzo del 61.000% dal giorno dopo l'ingresso in Borsa, mentre l'oro dagli Anni 20 ha guadagnato l'8.750% nei confronti del dollaro.
Il rischio c'è, ma vale la pena prenderlo, secondo lo strategist.


3. BITCOIN: RUBATI 1,2 MILIONI DI DOLLARI, COLPA DEL CLOUD!
Valerio Porcu per www.tomshw.it

Anche nel mondo dei Bitcoin si possono mettere a segno furti memorabili, e infatti nelle scorse settimane qualcuno si è intascato poco più di un milione di dollari in valuta digitale. A farne le spese è stato Inputs.io, un servizio che - spiega Robert McMillan su Wired - offriva agli utenti la possibilità di tenere il proprio portafogli online.

I vantaggi per l'utente sono molti, a cominciare dal backup per finire alla maggiore facilità nel gestire le transazioni. Il problema è che bisognava fidarsi di loro: come ogni servizio cloud, anche la sicurezza Inputs.io si poteva violare, ed è proprio quello che è successo.

Qualcuno infatti ha è riuscito a sottrarre a inputs.io 4.300 Bitcoin, appartenenti ad alcuni clienti e alla società stessa. È stato possibile grazie a un attacco piuttosto sofisticato: i criminali hanno usato il social engineering per ottenere alcuni dati, per poi riattivare un vecchio account email e comprometterne altri in scalata, fino a ottenere i privilegi necessari per mettere le mani sul malloppo. I criminali hanno anche pensato di affittare un proxy geograficamente vicino ai server dell'azienda, così da non attivare allarmi dovuti ad accessi da luoghi insoliti. Un furto con scasso fatto ad arte, alla Danny Ocean ma senza la parte umoristica.

Inputs.io purtroppo non potrà rimborsare completamente i propri clienti, ma i dirigenti dell'azienda si sono impegnati a pagare anche personalmente il più possibile. È l'occasione di evidenziare una possibile debolezza di Bitcoin: se affidiamo il denaro tradizionale a una banca e questa subisce un furto, come clienti siamo tutelati. Nel caso di Bitcoin invece non ci sono garanzie, sebbene in diversi stati sia ormai stata riconosciuta come valuta vera e propria. Forse sarebbe il caso di rendere obbligatoria l'assicurazione per servizi come inputs.io?

Per quello a cui può servire, inputs.io ha pubblicato l'identità virtuale del ladro, vale a dire quella sul cui portafogli sono stati trasferiti i fondi. Obbligatorio però dare per scontato che sarà impossibile risalire a una vera identità, né si potranno recuperare i BTC rubati.

"Inputs è morta e dovrete trovare un altro fornitore. Non raccomando di mettere nessun Bitcoin su computer accessibili via Internet" ha commentato il fondatore dell'azienda sul forum bitcointalk.org. Una frase da prendere in serissima considerazione, visto che viene da uno che aveva fondato un'intera società sull'archiviazione online della moneta digitale - e che ha appena fatto una brutta fine.

Potenzialmente anche il PC di casa è rischio, perché è sempre possibile che qualcuno s'ingegni per entrarci dentro e portarsi via quello che trova - soprattutto se è praticamente denaro contate. Certo, non saranno molti quelli che posseggono cifre così sostanziose, ma è sempre meglio prevenire che curare. Voi dove li tenete i vostri Bitcoin?

 

 

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