banca banche

GRANDI BANCHE, GRANDI EVASIONI – UN QUARTO DEI PROFITTI DEI PRINCIPALI ISTITUTI EUROPEI DICHIARATO NEI PARADISI FISCALI – LOCALITA’ PRESCELTE: LUSSEMBURGO, IRLANDA E CAYMAN – IL CASO LIMITE DEL DELAWARE: NELLO STATO AMERICANO CONCENTRATA LA RESIDENZA FISCALE DEL 49% DELLE BANCHE USA - IN UN CONDOMINIO HANNO UN RECAPITO 285 MILA AZIENDE

 

Ugo Bertone per Libero Quotidiano

 

paradisi-fiscaliparadisi-fiscali

In un solo anno, nel 2015, le 20 banche europee più importanti hanno parcheggiato nei paradisi fiscali il 26% dei profitti realizzati per un totale di poco superiore ai 25 miliardi di euro. Un piccolo mistero, visto che nei 58 Stati che meritano l' etichetta di Paradiso fiscale le banche sviluppano solo il 12% dei loro affari ed impiegano solo il 7% del personale, che si spiega in un modo solo: elusione fiscale.

 

evasione-fiscaleevasione-fiscale

È questo il risultato di un report, dal titolo "Aprire le casseforti", curato da Oxfam, una delle più prestigiose organizzazioni non governative inglesi, che si basa esclusivamente su fonti ufficiali. Nel 2015, infatti, le banche europee sono tenute a specificare i guadagni ottenuti Paese per Paese. È stata così possibile elaborare una mappa della ricchezza bancaria. Anzi di quel che gli istituti sottraggono alle varie giurisdizioni fiscali con effetti paradossali. Il Lussemburgo, ad esempio, conferma la sua natura di grande cassaforte nel cuore dell' Unione Europea che ha consentito alle 20 grandi banche di accumulare in soli dodici mesi 4,9 miliardi di euro di profitti, più di quanto gli stessi istituti hanno saputo realizzare nello stesso periodo in Gran Bretagna, Svezia e Germania messe insieme.

banca lussemburgobanca lussemburgo

 

Il Lussemburgo non è l' unico paradiso dei banchieri. Anche l' Irlanda non scherza. Il fisco di Dublino, già sotto tiro per le condizioni di favore garantite ad Apple, ha fatto ponti d' oro ad almeno cinque banche: la britannica RBS, la francese Societe Generalé, UniCredit per l' Italia, le spagnole Santander e BBVA. Questi istituti pagano imposte con un' aliquota media del 6% e in calo del 2% per alcune banche e comunque, segnala Oxfam, «ben al di sotto del tasso normalmente in vigore, il 12,5%, che è già il più basso nell' Unione europea». Le cinque maggiori banche francesi, BNP Paribas, BPCE, Crédit Agricole, Crédit Mutuel-CIC e Sociatà Générale «hanno dichiarato 5,5 miliardi di profitti nei paradisi fiscali».

 

8 dublino8 dublino

Clamoroso il caso di Deutsche Bank, il colosso tedesco che ha in corso un aumento di capitale per far fronte alle multe inflitte dal fisco e dalle autorità di mercato in Europa come negli Usa. Nel 2015, per queste ragioni, l' istituto di Francoforte ha accusato un rosso di 6,1 miliardi di euro. Ma nello stesso anno Db ha dichiarato 1,2 miliardi di profitti in Lussemburgo, singolare eccezione in un anno gramo dove la banca ha perduto un po' ovunque, con l' eccezione di Hong Kong. È lecito sospettare, si legge nel report, che la banca tedesca «faccia affidamento sulla pratica di trasferimento degli utili» a caccia delle condizioni migliori dal punto di vista fiscale. Ed è facile pensare che altrettanto facciano i concorrenti.

 

hong kong hong kong

Barclays, ad esempio. Nel 2015 la banca ha realizzato profitti per 557 milioni in Lussemburgo, pagando la bellezza di un milione in tasse. Ovvero lo 0,2%. Niente male. Se considerano anche le attività in Irlanda e Svizzera, nota Oxfam, Barclays ha realizzato in questi tre paesi 900 milioni di utili (il 15% circa del totale) pur contando soltanto 500 dipendenti in tutto. «In poche parole - sintetizza Oxfam - nel 2015, queste nazioni rappresentano il 18% del risultato globale di Barclays ma solamente lo 0,4% dei suoi impiegati».

 

DELAWAREDELAWARE

Non è un record, visto che Bnp Paribas è riuscita ad accumulare 174 milioni di profitti alle isole Cayman: Dipendenti sul posto? Zero. Così come avviene nel Delaware, lo Stato americano che ha vantaggi fiscali e di tutela contro i ficcanaso degni di un isolotto dei Caraibi. Guarda caso, in Delaware ha domicilio il 49% delle sedi delle filiali Usa delle banche analizzate da Oxfam. Anzi, in un solo palazzo ci sono 285 mila indirizzi legali al domicilio fiscale oltre Oceano: per risparmiare sulle tasse si può stare un po' stretti.

 

Ultimi Dagoreport

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...