CAPROTTI FOREVER - SETTE ANNI DOPO LA PUBBLICAZIONE, ESCE LA SECONDA EDIZIONE DI “FALCE E CARRELLO” IL LIBRO CON CUI BERNARDO CAPROTTI RACCONTA LA GUERRA CONTRO LE COOP - PER QUEL LIBRO HA AVUTO MOLTE CITATAZIONI IN GIUDIZIO MA FINORA HA SEMPRE VINTO…

Premessa alla nuova edizione di “Falce e Carrello” di Bernardo Caprotti pubblicata da “il Giornale

bernardo caprottibernardo caprotti

 

falce-e-carrellofalce-e-carrello

Sono passati sette anni e in molti mi hanno chiesto cosa fosse successo dopo la pubblicazione del mio libro. Ci furono alcune reazioni che definirei scomposte. L'esimio professore Giovanni Panzarini, qui a Milano eccelso nel diritto societario e da oltre vent'anni nostro avvocato, subito, il giorno successivo alla presentazione, telefonò all'amministratore delegato di Esselunga, Carlo Salza, e, senza neppure aver visto di che cosa si trattasse, rimise il mandato.

 

Il signor Giuliano Poletti, allora presidente della Lega delle Cooperative, inventò una nuova teoria economica dichiarando a Panorama del 4 ottobre 2007 a proposito di tasse: «... Ah, bene, parliamo di tasse... proviamo a ragionare non sulle percentuali ma sui numeri assoluti. Una spa che dichiara utili per 10 milioni e ha un'aliquota del 34 per cento paga molte meno tasse di una cooperativa che ha un'aliquota del 17 per cento ma che la applica su 100 milioni». Cioè: fatturi 1.000 e paghi il 10%? Uguale a 100 di tasse. Fatturi 100 e paghi il 40%? Paghi 40. Quindi molto meno! Roba che sta scritta! Nel silenzio generale!

 

BERNARDO CAPROTTI BERNARDO CAPROTTI

E i signori Soldi e Tassinari, rispettivamente all'epoca presidente di Ancc, Associazione nazionale cooperative consumatori, e presidente di Coop Italia, convocano una precipitosa conferenza stampa nella quale si lasciano andare ad amene dichiarazioni. Tassinari, nel suo inglese approssimativo, modenese, dichiara che è scoppiata una war-price. Cos'è? Il costo di una guerra? Forse voleva dire price-war, dizione americana per «guerra dei prezzi». Da andare in sollucchero.

 

Però, in quel dicembre 2007 arriva la prima citazione in giudizio. Ma ne arrivano tante altre. Così, negli anni, dopo alcune migliaia di pagine di «atti», vinciamo otto cause in prima istanza e tre in appello. Ma or ora sono arrivati tre ricorsi in Cassazione. 280 pagine di legalese. Loro hanno molti soldi - dei soci - e molto tempo.

 

Esselunga Aprilia Esselunga Aprilia

Intanto, autonomamente, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato nel febbraio del 2011 apre un procedimento contro Coop Estense (Modena) col quale accerta il grave abuso di posizione dominante della cooperativa, consistente in «un'unica strategia escludente», articolata in comportamenti tesi a ostacolare l'avvio di attività commerciali da parte del concorrente, e la condanna, tra l'altro, al pagamento di un'ammenda di 4 milioni e 600.000 euro.

 

Il provvedimento verrà confermato in via definitiva dal Consiglio di Stato a seguito di un'ineffabile sentenza del Tar (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio che ne aveva annullato gli effetti.

 

esselunga esselunga

Queste, in quattro righe, sono alcune tra le vicende di sette anni, di migliaia di pagine di atti, più di 5 milioni di euro di spese legali e un numero non quantificabile di ore passate in riunioni con grandi avvocati. E i reperti etruschi di Bologna? Sono andato di persona l'11 di giugno del 2011 ed erano sempre là, nel più totale abbandono. Ma questa è cosa che alla Corte di Cassazione non pertiene.

 

GIULIANO POLETTI GIULIANO POLETTI

Un'ultima precisazione: scrissi Falce e carrello senza troppo documentarmi, se non sui fatti specifici, tutti provati. Dopo, siamo andati a cercare e abbiamo trovato una chicca: Togliatti, al suo ritorno dalla Russia nel 1944, era contrario alle Coop. Pur essendo un modello di impresa particolare, era pur sempre un'impresa, dunque contraria ai purissimi suoi principi comunisti.

 

Ecco, dal suo intervento al secondo Consiglio nazionale del Partito comunista italiano del 7 aprile 1945: «...Non è pensabile che un gruppo di avanguardia si organizzi isolatamente dalle masse per garantirsi condizioni di privilegio nella soluzione di determinati bisogni economici. Non possiamo dunque essere un partito di leghe e cooperative per la natura stessa del nostro partito».

 

Ma essendo Palmiro uomo molto intelligente, anzi, con Guglielmo Marconi e Luigi Pirandello, uno dei tre geni che il nostro Paese ha espresso nel secolo scorso, capì. Capì quale straordinario strumento di affiliazione e propaganda avrebbero potuto essere le Coop. E non appena al Congresso della Lega delle Cooperative, tenutosi a Reggio Emilia tra il 15 ed il 17 giugno 1947, i comunisti si assicurarono la maggioranza col 58 per cento dei voti, emarginando repubblicani, socialdemocratici e anche i socialisti, Togliatti in persona designò Giulio Cerreti alla presidenza.

 

Coop offerte di lavoro Coop offerte di lavoro

Era un comunista superdoc, cofondatore del partito nel 1921 a Livorno, un dirigente di partito con un passato prestigioso. Spagna, Francia, dal 1932 membro del Comitato centrale del Partito comunista francese. Poi esponente di rilievo del Pci, godeva della fiducia incondizionata dell'Unione Sovietica. Di cooperative non sapeva nulla, ma era un politico di professione, che aveva dato prova di fede e di una dedizione assoluta alla causa comunista.

 

BERNARDO CAPROTTI BERNARDO CAPROTTI

Cerreti, nel giro di sei-sette mesi, riuscì a insediare ai vertici delle Cooperative di tutto il Paese, a livello locale e regionale, decine di importanti dirigenti di partito. Ci fu una vera e propria immissione di quadri. Capitani coraggiosi. È su questi fatti documentati che il signor Poletti, sempre sul numero di Panorama del 4 ottobre 2007, dichiara: «Ma quale contiguità?». Non c'è «contiguità» di Coop col «partito» e con le sue amministrazioni?

Che dire? All'inglese, anzi, alla Tassinari: «No comment».

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...