giorgia meloni ursula von der leyen donald trump dazi matteo salvini

DAGOREPORT – LA LETTERINA DELL’AL CAFONE DELLA CASA BIANCA È UNA PISTOLA PUNTATA ALLA TEMPIA DEI LEADER EUROPEI, CUI È RIMASTA UNA SOLA VIA DI USCITA, QUELLA COSIDDETTA “OMEOPATICA”: RISPONDERE AL MALE CON IL MALE. LINEA DURA, DURISSIMA, ALTRIMENTI, ALLE LEGNATE DI TRUMP, DOMANI, ALL’APERTURA DELLE BORSE, SI AGGIUNGERANNO I CALCI IN CULO DEI MERCATI. LA CINA HA DIMOSTRATO CHE, QUANDO RISPONDI CON LA FORZA, TRUMP FA MARCIA INDIETRO - SE LA “GIORGIA DEI DUE MONDI” ORMAI È RIMASTA L’UNICA A IMPLORARE, SCODINZOLANTE, “IL DIALOGO” COL DAZISTA IN CHIEF, NEMMENO LE CIFRE CATASTROFICHE SULLE RIPERCUSSIONI DELLE TARIFFE USA SULLE  AZIENDE ITALIANE, TANTO CARE ALLA LEGA, HA FERMATO I DEMENZIALI APPLAUSI ALLA LETTERA-RAPINA DA PARTE DI MATTEO SALVINI – ASCOLTATE JOSEPH STIGLITZ, PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA: “TRUMP NON AGISCE SECONDO ALCUN PRINCIPIO ECONOMICO, NON CONOSCE LO STATO DI DIRITTO, È SEMPLICEMENTE UN BULLO CHE USA IL POTERE ECONOMICO COME UNICA LEVA. SE POTESSE, USEREBBE QUELLO MILITARE’’

DAGOREPORT

 

donald trump - dazi

Tutto è saltato quando il negoziato tra il commissario europeo Maros Sefcovic e i gangster in doppiopetto della Casa Bianca stava andando per le lunghe. E il Trumpone, che è un tipino che gioca a poker mentre Ursula von der Leyer preferisce il ramino, ha scoperto le carte. Il Caligola a stelle e strisce vuole un accordo politico, non solo commerciale, essendo consapevole del rischio di vedere gli affari dell’Unione Europea finire tra le braccia del suo nemico numero uno, la Cina.

 

DONALD TRUMP VS URSULA VON DER LEYEN - IMMAGINE CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK

Ed è partita la letterina dell’Al Cafone di Mar-A-Lago, che è una pistola puntata alla tempia dell’Europa (“Non reagite o aumentiamo ancor di più i dazi”) che si è trastullata tra la strategia dura di Macron e la posizione sottomessa di Merz e Meloni.

 

Ma il 10% di dazi di cui si dibattevano come galletti in un pollaio fino a ieri, zac! è diventato il 30% e anche il cancelliere tedesco ha abbandonato al suo destino di scodinzolante cagnolino trumpiano la “Giorgia dei Due Mondi”. Basta sbirciare l’imbarazzante e imbarazzato comunicato di Palazzo Chigi di ieri per rispedire la premier a casa, a pettinare le bambole.

 

meloni trump g7 canada

Il Dazista della Casa Bianca è fatto così: prima ti rifila una tortorata in testa e poi ti invita a pranzo, tanto c’è tempo fino al primo agosto per negoziare quel 30% che è un cappio fatale per l’economia e la stabilità politica del Vecchio Continente, assediato da partiti di destra e ultra-destra che ancora non vogliono capire che “America First” se ne fotte di loro.

 

Nemmeno le cifre catastrofiche sulle ripercussioni delle tariffe Usa sulle le aziende del Nord, tanto care alla Lega, ha fermato i demenziali applausi alla lettera-rapina da parte di Matteo Salvini.

 

DONALD TRUMP - MATTEO SALVINI - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

Finiti in un vicolo cieco, ai leader europei è rimasta una sola via di uscita, quella cosiddetta “omeopatica”: rispondere al male con il male. Linea dura, durissima, altrimenti, alle legnate di Trump, domani, all’apertura delle Borse, si aggiungeranno i calci in culo dei mercati.

 

Su “La Stampa”, Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia e già capo economista della Banca Mondiale, pochi minuti dopo l’annuncio di dazi del 30% dagli Usa all’Ue, l’ha detto chiaro e forte: “L’Unione europea, se unita, ha un’economia più forte di quella statunitense. Non deve cedere ai ricatti di Donald Trump. L’Ue risponda con una tassa aggiuntiva alle aziende americane. Gli Stati Uniti hanno perso credibilità. Il futuro sarà altrove”.

 

JOSEPH stiglitz

E con un colpo secco, come un cassetto chiuso con una ginocchiata, Stiglitz avvisa i naviganti: “Trump non agisce secondo alcun principio economico, non conosce lo stato di diritto, è semplicemente un bullo che usa il potere economico come unica leva. Se potesse, userebbe quello militare’’

 

Da ieri sono in corso affannose telefonate tra Macron, Starmer, Tusk, Meloni, Sanchez per trovare il bandolo della matassa e trovare una contromossa economica intelligente al Criminale in Chief.

 

LETTERA DI DONALD TRUMP A URSULA VON DER LEYEN CHE ANNUNCIA DAZI AL 30% ALL UE

Mentre Ursula von der Leyen, che non sa che pesci pigliare, sta lì col telefonino in mano ad aspettare ciò che decideranno i capoccioni europei, Stiglitz consiglia: “L’Europa potrebbe anche valutare ulteriori azioni contro specifiche aziende americane. Una possibilità è imporre una tassa aggiuntiva sui profitti delle grandi aziende statunitensi, per compensare i danni inflitti all’economia europea. La Cina ha dimostrato che, quando rispondi con la forza, Trump fa marcia indietro. Ma se cedi, lui chiederà sempre di più. Sarebbe un errore molto grave mostrarsi arrendevoli”. 

LETTERA DI DONALD TRUMP A URSULA VON DER LEYEN CHE ANNUNCIA DAZI AL 30% ALL UEFOTO DI GRUPPO AL G7 DI KAnanaskis IN CANADAGIORGIA MELONI AL TAVOLO CON TRUMP ALLA CENA DEL VERTICE NATO DELL'AJA donald trump e ursula von der leyen dopo il bilaterale al g7 in canada

 

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