1- IL GRAN DUELLO SU ROTAIA TRA MAURO MORETTI E LO SMONTEZEMOLATO È NELLE MANI DEL PROSSIMO CAPO DELL’AUTORITÀ PER I TRASPORTI: VITO RIGGIO O MARIO VALDUCCI? 2- I BOOKMAKER DI MONTECITORIO DICONO RIGGIO, A MENO CHE A PALAZZO CHIGI DOVESSE SCATTARE LA MOLLA DEL MORALISMO, E RISPOLVERARE LA STORIA DELLA LISTA ANEMONE 3- FORSE UN GIORNO QUALCUNO CI SPIEGHERÀ SE È VERO CHE BERNABE’ HA IMPEDITO A MEDIASET DI LEGGERE DENTRO I CONTI DE LA7 FOTTENDOSENE ALTAMENTE DELLE REGOLE SULLA CONCORRENZA. RESTA IL FATTO CHE E’ STATO UTILE PER BERNABE’ TIRARE IN BALLO IL BISCIONE PROVOCANDO COSì UN VISTOSO RIALZO DEL TITOLO DI TELECOMITALIA MEDIA 4- MI PORTI UN GERONZI A NOVEMBRE: IL LIBRO-BOMBA DI CESARONE SI GONFIA SEMPRE DI PIU’

1- IL GRAN DUELLO SU ROTAIA TRA MAURO MORETTI E LO SMONTEZEMOLATO È NELLE MANI DEL PROSSIMO CAPO DELL'AUTORITÀ PER I TRASPORTI: VITO RIGGIO O MARIO VALDUCCI?
Con un colpo di acceleratore sembra sul punto di decollare l'Autorità dei Trasporti, l'organismo istituito nel gennaio scorso per regolare la concorrenza tra gli operatori del settore.

Il Governo si era impegnato per bocca di Tonino Catricalà (per gli amici CatricaLetta) a risolvere in tempi rapidi il nuovo assetto dell'Authority, ma il gioco dei veti incrociati ha bloccato la designazione, e Monti non se l'è sentita di applicare il metodo Rai che ha portato alla nomina del duplex Tarantola-Gubitosi.

La materia è molto delicata e tocca interessi enormi, ma a frenare è stata soprattutto l'ipotesi che fra i tre componenti entrasse anche Pasqualino De Lise, il magistrato che ha attraversato la Prima e la Seconda Repubblica ricoprendo le più alte cariche della magistratura. Adesso l'ostacolo sembra superato perché lo stesso De Lise ha preso atto che a 75 anni è suonata anche per lui la fine della carriera nella Pubblica Amministrazione.

Sgombrato il campo da questo nodo il Parlamento è chiamato ad esprimere il suo parere sui tre nomi che si battono per la presidenza: Maria Rita Lorenzetti, ex-presidente della Regione Umbria, Vito Riggio, al vertice dell'Enac dal 2003, e Mario Valducci, l'ex-manager bocconiano che presiede la Commissione Trasporti.

La battaglia si stringerà tra gli ultimi due candidati che hanno un curriculum e un peso politico di gran lunga superiore alla Lorenzetti che dopo l'esperienza in Umbria si è seduta sulla poltrona di Italfer, una società delle Ferrovie dello Stato.

I bookmaker di Montecitorio ritengono che Vito Riggio, originario di un piccolo comune in provincia di Enna e con trascorsi democristiani, abbia le carte in regola per approdare al vertice della nuova Autorità. A suo merito si ricorda lo scontro di due anni fa con il boss di RyanAir, Michael O'Leary, che lo accusò di essere un idiota e di fare dichiarazioni stupide per alcune decisioni dell'Enac.

E anche nella recente vicenda di Windjet il manager è riuscito a scansare le accuse e le polemiche. Tuttavia se a Palazzo Chigi dovesse scattare la molla del moralismo, allora qualcuno potrebbe rispolverare la storia della lista Anemone che lo ha visto implicato per l'affitto di due case di Propaganda Fide dove la locazione era pagata dall'Enac sulla base di un vecchio accordo.

A questo punto l'altro candidato, Mario Valducci, troverebbe il semaforo verde forte per l'amicizia storica con il Cavaliere di Arcore che risale all'origine di Fininvest quando aveva la responsabile dell'Audit e insieme a Foscale era considerato tra i padri fondatori dell'impero berlusconiano.

È ovvio che tra i più interessati al nuovo assetto dell'Authority siano soprattutto le Ferrovie dello Stato e Ntv, la società di Montezemolo e Dieguito Della Valle che per molti mesi si sono scambiati colpi di sciabola sulla regolamentazione dei trasporti. L'ultimo episodio è di 24 ore fa quando si è scatenata un'altra tenzone tra Mauro Moretti e l'amministratore delegato di Ntv, Giuseppe Sciarrone. Entrambi si trovavano a Berlino per la Fiera Biennale dei Trasporti dove il capo delle Ferrovie ha presentato il supertreno Frecciarossa 1000 che percorrerà la tratta Roma-Milano in 2 ore e 20 minuti.

Moretti è molto orgoglioso di questa novità che viene presentata nelle salette vip con un video talmente enfatico da ricordare i filmati dell'Istituto Luce sulle imprese di Mussolini. Il manager di Rimini glissa sul fatto che il nuovo treno potrà entrare in esercizio tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015. Su questo ritardo ha giocato Sciarrone sostenendo ieri a Berlino che Ntv è in grado di scendere sotto la soglia delle 2 ore e 20.

Le sue parole sono rimbalzate tra gli stand della Fiera e hanno fatto saltare i nervi a Moretti che adesso dovrà tentare in qualche modo di mettere i paletti sui binari per impedire che la società di Luchino & Company porti avanti i collaudi di "Italo" alla velocità superiore a quella della Frecciarossa.

Per farlo Ntv non ha bisogno di nuovi certificati, ma di un'autorizzazione ad avviare le fasi di sperimentazione senza che la rete sia intasata dai treni di Moretti.

Questo è uno dei tanti argomenti che rendono urgente l'assetto definitivo dell'Autorità per i Trasporti ed è questo il motivo per cui Moretti, che fino a due anni fa aveva buoni rapporti con Riggio, spera nell'arrivo di un presidente che non ostacoli i suoi piani.


2- E' STATO UTILE PER BERNABE' TIRARE IN BALLO IL BISCIONE
Gli uscieri di TelecomItalia seguono con attenzione le mosse di Franchino Bernabè ma sanno che bisogna aspettare la prossima riunione del consiglio di amministrazione, convocata per il 27 settembre, per saperne di più sulle questioni vitali dell'azienda.

In quell'occasione si farà luce sul problema dello scorporo della rete e sul destino de "La7", due problemi di rilevanza politica ed economica che hanno visto il manager di Vipiteno impegnato ventre a terra.

Per quanto riguarda lo scorporo Franchino, che si trovava ieri a Torino, ha detto che questa operazione, sulla quale ha sonnecchiato per oltre un anno, si potrebbe concludere entro dicembre. E questo è il frutto dei colloqui sempre più intensi che ha portato avanti nelle ultime settimane con la Cassa Depositi e Prestiti per la costituzione di una newco che i soci di Telco dovranno approvare.

Senza tanti giri di parole Bernabè ha messo le mani avanti e ha detto che nella nuova società Telecom dovrebbe avere il 51% in modo da controllare la governance. Su questa linea è probabile che i soci di Telco siano d'accordo perché soggetti come Generali, Mediobanca e soprattutto Intesa intravedono la possibilità attraverso lo scorporo di alleggerire il fardello dei 30 miliardi di debiti che pesano sulle loro spalle e su quelle dell'azienda.

Poi si parlerà inevitabilmente de "La7" e delle offerte che entro lunedì prossimo saranno consegnate dai soggetti interessati all'acquisto dell'emittente. E qui gli uscieri sono ammirati dal modo con cui Franchino Bernabè si è destreggiato nelle ultime ore nel vortice dei rumors sull'interessamento di Mediaset.

L'azienda guidata da Piersilvio Berlusconi è stata messa letteralmente alla porta e ieri in un comunicato dal tono particolarmente acido ha accusato Telecom di essere stata usata "per fare cassa".

Forse un giorno qualcuno ci spiegherà se è vero che Franchino e il canaro de "La7" Giovanni Stella hanno impedito a Mediaset di leggere dentro i conti de "La7" fottendosene altamente delle regole sulla concorrenza. Resta il fatto che il Biscione è stato tirato in ballo provocando un vistoso rialzo del titolo di TelecomItalia Media che ha "sensibilizzato" altri potenziali concorrenti.

Secondo gli uscieri è stato lo stesso Bernabè a gestire i rumors e a provocare la ritirata incazzosa di Confalonieri e del Cavaliere.

Una mossa che è servita ad accendere l'interesse di soggetti italiani e stranieri, ma soprattutto ha disinnescato una polemica politica che avrebbe travolto lo stesso Bernabè.


3- MI PORTI UN GERONZI A NOVEMBRE

Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che in queste ore non è il caso di interpellare Geronzi sulle polemiche tra lo scarparo marchigiano Della Valle e la Fiat.

L'ex-banchiere si è barricato nel suo nuovo ufficio di via XX Settembre che gli è stato concesso dalle Generali, e sta cercando di concludere la stesura del libro-intervista dove con l'aiuto di Massimo Mucchetti ripercorrerà le sue avventure.

La data di consegna all'editore Feltrinelli era il 5 ottobre, ma difficilmente sarà rispettata perché gli eventi dentro Mediobanca e Generali non possono essere ignorati dall'uomo che ha vissuto in questi due ambienti le esperienze più dolorose.

A furia di continue integrazioni il manoscritto ha superato già le 300 pagine e toccherà all'abile Mucchetti asciugare l'opera per renderla più digeribile dai banchieri che amano più i numeri delle parole".

 

 

ORESIDENTE ENAC VITO RIGGIO MARIO VALDUCCI MAURO MORETTI PRESENTA IL TRENO AL MEETING DI CL LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLOMichael OLeary Angelo Balducci e Diego AnemoneFranco BernabèStellaPIERSILVIO BERLUSCONI la7 ATTILIO MASSIMO IANNUCCI CON GIORGIO ARMANI

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?