giuseppe conte ilva

TE LO MITTAL IN QUEL POSTO – CON LA SCUSA DEL VIRUS ARCELORMITTAL RINVIA GLI INVESTIMENTI E MANDA ALLE ORTICHE LE PROMESSE FATTE NEL 2018. PIÙ DEL 30% DELL’ORGANICO È IN ESUBERO E DOVRÀ ESSERE PAGATO DALLO STATO CON GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI PER ALTRI CINQUE ANNI, CON LA SPERANZA CHE DAL 2026 ANDRÀ MEGLIO (MA NESSUNA GARANZIA)

 

 

Giusy Franzese per “il Messaggero”

 

OPERAIO ILVA

Produzione ridotta del 25% rispetto agli impegni almeno fino a tutto il 2025. Oltre il 30% dell'attuale organico in esubero e da gestire con gli ammortizzatori sociali durante i prossimi cinque anni, con la speranza - ma nessuna garanzia - che poi dal 2026 le cose andranno meglio. Investimenti ambientali rinviati, e intanto richiesta di finanziamenti e risorse allo Stato.

 

ilva taranto 8

Nel nuovo piano industriale presentato venerdì scorso al governo da AmInvestco Italy (Ami, la società italiana di ArcelorMittal, guidata da Lucia Morselli), non solo non c'è più nulla dell'accordo firmato con i sindacati e con l'allora nuovo governo giallo-verde nel settembre 2018 (non si fa cenno, ad esempio ai cassintegrati gestiti da Ilva As che secondo quell'accordo nel 2023 dovevano essere riassorbiti), ma in realtà si fanno coriandoli anche dell'intesa del 4 marzo scorso (ancora da far digerire ai sindacati) che sancì la pax legale.

protesta operai contro arcelor

 

OPERAI FUORI DALLA FABBRICA ARCELOR MITTAL A TARANTO

«Sulla base delle prospettive drammaticamente peggiorate e al fine di salvaguardare la redditività futura delle acciaierie di Ilva, è ora necessario rivedere anche l'intesa del marzo scorso per riflettere meglio la realtà emergente post-Covid e presentare un quadro realistico alla prospettiva azionaria gli investitori» è la premessa delle 40 pagine del piano industriale.

GIUSEPPE CONTE CON LAKSHMI MITTAL

 

I PALETTI

In pratica, secondo l'azienda, i danni provocati dalla pandemia di coronavirus avranno strascichi fino al 2025. Solo successivamente si capirà se ci sono le condizioni per portare la produzione agli 8 milioni di tonnellate annue concordate a marzo e quindi, nel caso, riassorbire i 3.300 esuberi. Ma senza nessuna certezza. Anzi, nel documento vengono elencate almeno tre «condizioni» per riportare l'asticella dell'organico a 10.700 dipendenti: la situazione «del mercato dell'acciaio»; quella della «domanda» e infine «la scelta della tecnologia per arrivare a 8 milioni di tonnellate annue nel 2026».

lakshmi narayan mittal 5

 

lucia morselli 1

A proposito di tecnologia. Il piano fissa al 2022 l'avvio della costruzione dell'altoforno elettrico, che entrerà in funzione nel 2024 con l'addio all'Afo1. Rinviato a data da destinarsi il rifacimento dell'Afo5, l'altoforno più grande d'Europa. E non si esclude che possa essere dismesso del tutto. Si prevede infatti la possibilità di sostituire anche l'Afo5 con un altoforno elettrico: «Ciò trasformerebbe Ilva in un impianto più rispettoso dell'ambiente e ridurrebbe le emissioni complessive di Co2».

ilva taranto 6arcelor mittal

 La produzione quest'anno si fermerà a 3,4 milioni di tonnellate (attualmente sono prodotte 7.500 tonnellate di acciaio al giorno, il livello più basso della storia del polo siderurgico di Taranto), l'anno prossimo aumenterà fino a 5,3 milioni, nel 2022 arriverà a 5,5 per poi raggiungere i 6 milioni di tonnellate nel 2025. Dopo di che, come detto, si vedrà.

 

 

STEFANO PATUANELLI GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI CON LAKSHMI E ADITYA MITTAL

I FINANZIAMENTI

Nel frattempo l'azienda batte cassa nei confronti dello Stato. Nel piano si fa esplicitamente riferimento a una richiesta di 600 milioni di finanziamento nell'ambito del programma di garanzia statale (Sace). Per la restituzione del prestito si prevede l'accensione di «un mutuo ipotecario di 600 milioni di euro nel 2022 dopo l'acquisizione». Secondo Ami, inoltre, il gruppo ha diritto a «un'indennità di 200 milioni di euro conforme agli aiuti di Stato per danni Covid-19».

 

ILVA DI TARANTO

Il piano mette in conto anche la conferma della «concessione del programma Invitalia (55,3 milioni di euro) e dell'assegnazione dei diritti di Co2». Resta in piedi (nel piano però non se ne parla) l'ipotesi di ingresso dello Stato nel capitale della società con un miliardo di euro con la conversione dei crediti bancari, da verificare entro il 30 novembre prossimo.

Per i lavoratori, che ieri hanno tenuto un agitato consiglio di fabbrica a Taranto, è un piano «inaccettabile».

 

ilva taranto 7STEFANO PATUANELLI

E lo è anche «l'atteggiamento del governo che continua a trattare con ArcelorMittal, una controparte che ha dato dimostrazione di essere un soggetto inaffidabile e che non rispetta gli impegni sottoscritti» scrivono in una nota Fiom, Fim e Uilm. Oggi i sindacati lo diranno al ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, e ai commissari straordinari (che ieri hanno iniziato l'ispezione agli impianti di Taranto) durante la riunione in videoconferenza. «Chiederemo al governo quale progetto industriale ha in testa sulla siderurgia ed in particolare sull'ex Ilva. E poi: ArcelorMittal vuole andare via o restare in Italia in maniera seria?» dice la leader Cisl, Annamaria Furlan. Con un avvertimento: «Per noi l'accordo pattuito nel 2018 su occupazione, produzione e ambiente non si cambia di una virgola». E affinché il messaggio sia chiaro e forte, sempre oggi tutti i dipendenti del gruppo incroceranno le braccia per lo sciopero di 24 ore.

TARANTO EX ILVA GRUincendio all'ilva di taranto 4

Ultimi Dagoreport

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…