nagel donnet mustier

IN MANCANZA DI BANKITALIA, CI PENSA IL COPASIR A ''DIFENDERE'' LE BANCHE ITALIANE? - IL COMITATO CHE SI OCCUPA DI SERVIZI SEGRETI FARÀ UNA SERIE DI AUDIZIONI, IN PARTICOLARE SUL FUTURO ASSETTO AZIONARIO DI UNICREDIT E ASSICURAZIONI GENERALI, DUE ISTITUTI CONSIDERATI STRATEGICI MA DA PARECCHIO NEL MIRINO DEGLI STRANIERI (SOPRATTUTTO FRANCESI, COME I MANAGER CHE GIÀ LE GUIDANO)

 

Michele Arnese per www.startmag.it

 

Mustier

Unicredit e Assicurazioni Generali in cima ai pensieri del Copasir.

E’ l’indiscrezione che circola nei gruppi parlamentari dopo che il Comitato parlamentare di sicurezza della Repubblica (Copasir) ha annunciato una serie di audizioni sul rischio scalate estere per grandi società ritenute strategiche nel settore creditizio, finanziario e assicurativo.

 

 

giuseppe conte raffaele volpi

“Per la prima volta il Copasir decide di approfondire il tema del rischio di scalate ostili dall’estero delle aziende strategiche dell’economia nazionale. Si parte dal settore più delicato, banche e assicurazioni. Le audizioni nella seconda metà gennaio: i vertici dell’intelligence e le autorità di vigilanza e controllo”, ha scritto il Sole 24 Ore: “Il Copasir, comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, vuole vederci chiaro, è una novità assoluta.

 

Metterà in calendario le audizioni nella seconda metà gennaio. I primi dovrebbero essere Gennaro Vecchione (Dis), Mario Parente (Aisi) e Luciano Carta (Aise). Poi partirà la sequenza degli organi di vigilanza e controllo. Oltre al Mef (ministero economia e finanze), saranno sentiti i vertici di Banca d’Italia, Consob, Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), Guardia di Finanza. Poi, i vertici delle banche”.

 

Quali gruppi bancari e assicurativi sono in cima ai pensieri del Copasir? Secondo indiscrezioni, sono due in particolare i dossier scrutati con attenzione mista ad apprensione sia il Copasir sia i Servizi segreti: il futuro assetto azionario di Unicredit e Assicurazioni Generali, da tempo al centro di rumors giornalistici viste le fusioni e le acquisizioni ipotizzate.

 

philippe donnet gabriele galateri di genola alberto minali

Il dossier che sarebbe considerato più scottante-imminente è quello del gruppo bancario ora guidato dall’amministratore delegato Jean-Pierre Mustier. Il possibile futuro francese (Société Générale?) di Unicredit (ma di approdi francesi si parla anche per Generali) impensierisce non poco il Dis e il Copasir, oltre ad aver animato il dibattito politico mesi fa.

 

D’altronde sono note le mire della Francia verso i due gruppi secondo alcuni osservatori.

“In certi casi del sistema creditizio, come avvenuto in passato per Unicredit, ciò che conta è la scarsa contezza della fragilità e della gravità della situazione, oltre alla mancanza di chiarezza sulla governance”, ha scritto l’analista Alessandro Aresu su Formiche.net chiosando l’iniziativa del Copasir.

 

In effetti il 10 maggio 2016 durante la presentazione dei risultati del primo semestre, l’allora numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, affermò “Non ci saranno aumenti di capitale”.  Poco più sei mesi dopo la banca, guidata dal ceo Mustier, annunciò il più grande aumento di capitale della storia borsistica italiana, pari a 13 miliardi di euro, approvato dall’assemblea dei soci Unicredit il 12 gennaio 2017.

 

MUSTIER ELKETTE

D’altronde, negli ultimi tempi, sono stati banchieri, Vigilanza e istituzioni a invocare sovente gli “stranieri” per dare un futuro a banche barcollanti. E’ il caso dei fondi americani Apollo e Blackrock quasi invocati-strattonati per Carige; anche se poi le trattative per entrare nel capitale della banca ligure commissariata non hanno avuto esiti. Ed è il caso – andato a buon fine – del gruppo francese Crédit Agricole che ha consolidato la presenza in Italia rilevando – con gran giubilo di tutti, o quasi, in Italia – le Casse di Risparmio di San Miniato, Cesena e Rimini che erano in amministrazione straordinaria.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…