italo

‘’ITALO? MEGLIO LA QUOTAZIONE CHE LA VENDITA’’ - DELLA VALLE, SECONDO AZIONISTA DI NTV (17,14%): “ERA MEGLIO CONSERVARE LA GUIDA ITALIANA DELLA SOCIETÀ” – PORRO: ‘’UN PEZZO D'ITALIA CHE SE NE VA? SI TRATTA DI UNA GRANDE STUPIDAGGINE. CHI COMPRA ITALO, DI FATTO COMPRA UNA CONCESSIONE PER OPERARE SUI BINARI POSSEDUTI DALLE FERROVIE ITALIANE. MICA SI PRENDE TRENINI E ROTAIE E LE DELOCALIZZA”

M.Bor. per il Corriere della Sera

 

BOMBASSEI MONTEZEMOLO PUNZO DELLA VALLE PRESENTANO ITALO NTV

«Meglio la quotazione che la vendita». Per Italo Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori) Diego Della Valle avrebbe preferito la Borsa rispetto alla cessione al fondo americano Gip (Global infrastructure partners). Nonostante dalla cessione della compagnia dei treni - che aveva contribuito a fondare con Luca Cordero di Montezemolo e Gianni Punzo - l' imprenditore della Tod' s ricaverà circa 340 milioni dei quasi 2 miliardi offerti dagli statunitensi (1,98 miliardi, sottratti i debiti ai quasi 2,5 miliardi di valorizzazione).

 

ALCUNI DEI SOCI DEL GRUPPO NTV - TRA I QUALI DELLA VALLE, PASSERA, MONTEZEMOLO

Della Valle, infatti, era il secondo azionista della compagnia, con il 17,14%, alle spalle soltanto di Intesa SanPaolo (18,81%). Posizione che, però, non gli ha consentito di opporsi alla decisione di vendere presa da tutti gli altri azionisti: ha dovuto «prenderne atto - come spiega nella nota diffusa ieri - per evitare di rimanere azionista di minoranza e non influente», essendo fuori dal cda e «non avendo quindi partecipato ad alcuna decisione» su Ipo o vendita.

GLOBAL INFRASTRUCUTRE PARTNERS

 

Della Valle specifica di non aver aderito, un mese fa, al nuovo cda, in disaccordo sulle mancate garanzie di mantenimento della guida della società nelle mani di imprenditori italiani. Della Valle avrebbe preferito la quotazione: «Per quanto mi riguarda era giusto quotare Ntv e il nucleo storico di imprenditori italiani sarebbe dovuto rimanere unito alla guida per controllarne lo sviluppo futuro per governare la politica delle alleanze con partner internazionali del settore. Sarebbe stata così una storia perfetta e un esempio sia per l' Italia che per chi ci vede da fuori». Insomma, per Della Valle, «si è persa una grande occasione per dare al Paese un bellissimo segnale».

Resta la validità dell' operazione finanziaria, giudicata «ottima per gli azionisti».

 

 

GLI ABBAGLI DEL GOVERNO

NTV LOGO

Nicola Porro per il Giornale

 

Qualche considerazione generale sulla recente vendita di Italo al Fondo americano Gip, tra i leader mondiali nelle infrastrutture.

 

UN GRANDE AFFARE La vendita dei trenini di Italo è un grande affare per chi ha creduto, contro l' idea di molti per la verità. Il fondo americano ha messo mano al portafoglio per 2,5 miliardi. Bisogna sottrarre l' accollo dei debito per 500 milioni. Netti in tasca agli azionisti entrano 2 miliardi. Non male. Basti pensare che la società viene valutata circa 20 volte i margini operativi che realizza in un anno: valutazioni da settore lusso. A ciò si aggiunga che la quotazione in Borsa più di 1,4 miliardi non avrebbe portato.

 

Montezemolo NTV

I PRIVATI SONO DIVENTATI MILIONARI Andiamo agli azionisti. Che dal 2006 hanno investito nell' azienda e che per tre volte sono stati costretti a ricapitalizzarla, per un totale di 160 milioni, in tre tranche, appunto. Le banche si sono tolte il debito. E hanno fatto una bella plusvalenza.

Generali incassa 290 milioni, su circa 100 investiti nel 2008. Anche Intesa incassa circa tre volte il suo investimento e cioè 380 milioni. Non male di questi tempi.

 

PUBBLICITA ITALO NTV CON CANE E BAMBINA

Ma a stappare Krug ci pensano i privati. La vera star è Diego della Valle, che si porta a casa 340 milioni. Anche se ieri, in una nota, ha sottolineato che «per quanto mi riguarda, la società Ntv era giusto quotarla e il nucleo storico di imprenditori italiani sarebbe dovuto rimanere unito alla guida della società». Un bell' assegno anche per Luca di Montezemolo che si porta a casa 250 milioni di euro, a cui sottrarre una quarantina di milioni di suoi investimenti iniziali.

 

luca cordero montezemolo NTV

150 milioni entrano nelle tasche di Gianni Punzo, socio fondatore, l' uomo che convinse tutti a fare l' operazione e che con l' ex ferrovie dello stato Sciarrone, mise in piedi la baracca. E che grazie a questo assegno può chiudere alcune sue delicate pendenze con le banche.

 

Tocco d' oro per Flavio Cattaneo, che con il suo 5,83 per cento, si becca un centinaio di milioni di euro, contro una ventina investiti in due tranche.

Più o meno lo stesso regalino capitato in sorte ad Isabella Seragnoli. Poco meno incasserà Mr Brembo, Alberto Bombassei.

 

ARENA SCIARRONE DI PATRIZI NTV

IL GOVERNO DISPIACIUTO Tutti contenti? Così dovrebbe essere.

Anche se risulta incredibile il comunicato fatto dal ministro Padoan e dal ministro Calenda (che proprio con Punzo e Montezemolo iniziò la sua carriera manageriale) che pendente l' offerta degli americani hanno scritto: «La quotazione in borsa della società rappresenterebbe il perfetto coronamento di una storia di successo». Come dire continuate con la Borsa, anche se i soci ci avrebbero rimesso almeno 600 milioni, di modo che i trenini non finiscano agli americani.

 

ITALO IL TRENO DI NTV

Alla faccia dell' apertura dei mercati e alla faccia del piccolo conflittino di interessi che il governo ha, essendo azionista del concorrente di Italo e cioè di Trenitalia. Evidentemente consapevole della cavolata espressa in modo ufficiale, Padoan ha dovuto correggere il tiro: «Non è un pezzo di Italia che se ne va, ma un investimento estero che arriva in Italia».

 

UN PEZZO D'ITALIA CHE SE NE VA Si tratta di una grande stupidaggine. La vendita di un' attività italiana a società estera, non è mai di per sé un problema. Ma in questo caso anche i residui dubbi dovrebbero essere eliminati. Chi compra Italo, di fatto compra una concessione per operare sui binari posseduti dalla Rete ferroviaria italiana. Insomma mica si prende trenini e rotaie e le delocalizza.

 

Adebayo “Bayo” Ogunlesi, presidente Global Infrastructure partners

Inoltre, come detto, si tratta di un mercato molto regolamentato oltre che fisicamente intrasportabile. Il fatto poi che si possa partire dall' Italia per aggredire nuovi mercati europei dovrebbe renderci ancora più soddisfatti dell' operazione. Un grande fondo ha i capitali necessari per lo sviluppo e l' aumento di dimensioni e dunque chance di sopravvivenza in un mercato così concentrato.

 

Banalizzando, nessun vetero autarchico potrebbe lamentarsi di aver venduto borsette o auto made in Italy in America. Ecco abbiamo fatto la stessa cosa, in grande scala.

Detto questo anche molti marchi comprati da multinazionali nel settore lusso, per i quali piagnucoliamo in continuazione, grazie all' ingresso in grandi gruppi sono diventati più floridi e più italiani: da Bottega veneta a Gucci, dalla SanPellegrino alla Birra Peroni.

 

ITALO ARRIVA A NOLA 3 - DA NTV

LA FRECCIATINA DI MONTEZEMOLO Ieri il presidente di Italo, in una intervista al Corriere della sera, si è fatto sfuggire: «Quando stavamo per chiudere non si è visto nessuno». Chi vuole intendere capisca. Andando un po' indietro con i tempi, al 2015. La situazione di Italo viene descritta dal Fatto quotidiano: «Nel tentativo di risalire la china dopo le batoste economiche e finanziarie prese negli ultimi 7 anni, Ntv, la prima compagnia ferroviaria privata italiana, cerca di cambiare pelle». Deve varare la bellezza di tre aumenti di capitale per portarsi a casa 160 milioni di euro.

 

MONTEZEMOLO NTV

È quello il periodo in cui dalle parti di Italo avrebbero forse sperato nell' ingresso della Cdp, l' onnipresente investitore statale. Intesa e Generali avevano già fatto la loro parte. L' idea che nelle infrastrutture sarebbe potuto intervenire un investitore pubblico non era peregrina. Pur con un certo conflitto di interessi.

 

Ma ha ragione oggi Montezemolo a togliersi un sassolino dalle scarpe. Ma come, sembra essere il suo ragionamento, ci rompete le balle perché oggi abbiamo venduto agli americani, mentre ieri della nostra azienda non ve ne importava un fico secco. Con il senno di poi, Montezemolo e soci devono ringraziare il mancato intervento dello Stato e dare un bacio sulla fronte a Intesa e Generali che invece hanno tenuto duro: grazie a queste tre circostanze oggi il loro unico problema è individuare un buon family office.

PASSERA PRESENTA NTV I TRENI RIVALI DI TRENITALIA

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...