L’INTESA SLITTA - CAMBIA ANCORA LA DATA DELLA NOMINA DEL NUOVO CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA DI INTESA SANPAOLO - SE CI SARÀ L’ELECTION DAY IL 10 MARZO PER REGIONALI E POLITICHE, IL CAMBIO DI POLTRONE NELLA BANCA SI POTRÀ FARE AD APRILE, COME PREFERISCE BANKITALIA, AL RIPARO DA INFLUSSI ELETTORALI...

Rosario Dimito per "Il Messaggero"

L'election day e alcune perplessità sollevate dalla Banca d'Italia rimescolano nuovamente le carte dell'assemblea ordinaria di Intesa Sanpaolo per la nomina del nuovo consiglio di sorveglianza (cds). Negli ultimi giorni, secondo quanto ricostruito da Il Messaggero presso fonti dell'azionariato, si starebbe consolidando la linea di tornare alla scadenza naturale di fine aprile per tenere l'assemblea deputata alla scelta del nuovo organo di indirizzo, che a sua volta eleggerà il consiglio di gestione (cdg).

Poco meno di un mese fa il presidente Giovanni Bazoli annunciò: «Si sta valutando l'opportunità di anticipare l'assemblea». Motivo: evitare che la nuova governance venisse risucchiata «dall'ingorgo politico» che si sarebbe potuto creare se la tornata elettorale nazionale si fosse svolta nella prima settimana di aprile. Con possibili riflessi sugli umori di alcune fondazioni azioniste, i cui consigli scadono in primavera. Per queste ragioni, la data ipotizzata era fine gennaio, al massimo primi di febbraio. Anticipando i tempi, insomma, Bazoli avrebbe messo al riparo l'istituto dalle ripercussioni della politica ma anche dalla variabile-spread.

LA MORAL SUASION
Nelle ultime settimane, però, avrebbero preso forma almeno due novità. Anzitutto, Bankitalia avrebbe fatto sapere di non gradire l'anticipo. Questo perché l'organo di sorveglianza avrebbe scelto il nuovo cdg cui sarebbe spettato il compito di approvare un esercizio, quello relativo al 2012, che nei fatti è stato gestito da un altro organo amministrativo. Di fronte alle perplessità della Vigilanza, evidentemente nessuno se la sente di anticipare i tempi. Anche perché l'ingorgo politico non ci sarà. Venerdì 16 il presidente Giorgio Napolitano ha infatti mediato tra Pdl e Udc favorevoli all'election day (abbinamento delle politiche con le regionali) e Pd che insisteva per anticipare solo le regionali.

Il 10 marzo, giorno in cui si rinnovano le assemblee di Lombardia, Lazio e Molise, si potrebbe andare alle urne anche per eleggere il nuovo Parlamento. Ecco dunque il perché del ritorno alla scadenza naturale di fine aprile, che consente di scavallare la tornata politica. Tra l'altro, in primavera scadono i consigli delle fondazioni Cariplo (4,9%), Cariparo (4,6%), Firenze (3,3%) e Carisbo (2%) e per molti ragioni sarebbe preferibile consentire ai nuovi organi di partecipare alle decisioni strategiche. Intanto stamane a Milano si riunisce il cds di Intesa per prendere visione del rendiconto a settembre approvato la scorsa settimana, ascoltare le relazioni dei comitati interni e fare il punto sulle trattative con i sindacati.

 

ENRICO CUCCHIANI A CERNOBBIO jpegGIOVANNI BAZOLIGIORGIO NAPOLITANO E MARIO MONTIlogo intesa san paolo

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?