1-IL MINISTRO (PER MANCANZA DI PROVE) DELLO SVILUPPO INDAGATO PER FRODE FISCALE 2- COME AMMINISTRATORE DI BANCA INTESA, NEL 2006 PASSERA FIRMO’ L’OPERAZIONE TESA A SFRUTTARE LE ASIMMETRIE TRA IL SISTEMA FISCALE ITALIANO E BRITANNICO, CON LA FORMAZIONE DI UN CREDITO ACQUISITO PER IMPOSTE PAGATE ALL’ESTERO 3- PER UNA OPERAZIONE SIMILE, LA PROCURA DI MILANO HA RINVIATO A GIUDIZIO IL SUO ARCINEMICO ALESSANDRO PROFUMO, ATTUALMENTE PRESIDENTE DI MPS MA ALL’EPOCA AMMINISTRATORE DI UNICREDIT, PER FRODE FISCALE E OSTACOLO ALL’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA 4- LO SCOOP “TIMIDISSINO” DE “LA STAMPA”: NIENTE PRIMA PAGINA, PIAZZATO NELLE PAGINE ECONOMICHE (CHISSA’ QUANTE TELEFONATE TRA MARIOPIO CALABRESI E PASSERA…)

Gianluca Paolucci per La Stampa

Corrado Passera è indagato dalla procura di Biella per presunti reati fiscali che sarebbero stati commessi in quanto ex amministratore delegato di Banca Intesa prima e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo dopo la fusione con l'istituto torinese.

I fatti sono relativi al periodo compreso tra il 4 agosto del 2006 e il 27 giugno del 2007 e le contestazioni riguardano un'operazione detta di arbitraggio fiscale internazionale transitata attraverso Biverbanca, istituto biellese all'epoca controllato da Banca Intesa e poi ceduto al Montepaschi.

All'entourage del ministro, si apprende, non risulta niente di tutto questo. Anche se ci dovesse essere un accertamento di legalità, si fa sapere, sarebbe del tutto normale per chi ricopre incarichi di questo livello.

L'operazione, tecnicamente una transazione di pronti contro termine su titoli obbligazionari realizzata attraverso un veicolo di diritto britannico, sarebbe stata secondo l'Agenzia delle entrate montata appositamente per ottenere dei benefici di carattere fiscale sui conti del gruppo bancario.

L'indagine è partita dopo una verifica condotta dalla Guardia di finanza di Milano, conclusasi con un processo verbale di contestazione all'Agenzia delle Entrate. A sua volta l'Agenzia, ravvisando un reato di tipo penale, ha trasmesso un anno fa la documentazione alla procura di Biella, competente in quanto sede di Biverbanca.

Da lì è stato aperto il fascicolo, affidato nel massimo riserbo ai pm biellesi Ernesto Napolillo e Francesco Alvino. Alla fine di marzo scorso i pm hanno ordinato delle acquisizioni di documenti nella sede di Biverbanca e nei giorni scorsi hanno acquisito documenti anche presso gli uffici della capogruppo Intesa Sanpaolo.

Passera, che ha lasciato Intesa Sanpaolo per diventare ministro dello sviluppo economico del governo Monti, risulta indagato in quanto rappresentante firmatario della dichiarazione fiscale per l'anno d'imposta 2006.

Tecnicamente, l'operazione è stata strutturata per il tramite di un apposito veicolo controllato da Credit Suisse e denominato La Defense II plc. Secondo le risultanze della verifica della sezione tributaria della Gdf milanese, l'operazione era tesa a sfruttare le asimmetrie tra il sistema impositivo italiano e britannico, con la formazione di un credito fiscale acquisito per imposte pagate all'estero.

L'operazione aveva avuto l'avallo degli uffici legali della banca. Ma, recita uno dei documenti visionati da La Stampa, «la società ha altresì beneficiato (rectius abusato) dello strumento concessole dal legislatore italiano». Quindi, secondo l'Agenzia delle entrate, «il credito in esame, lungi dall'essere stato utilizzato per i fini previsti dall'ordinamento, altro non rappresenta che un illegittimo extrarendimento il cui godimento ha governato l'intera operazione».

Il fascicolo aperto a Biella contesta la «dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici» e la dichiarazione infedele, che secondo l'articolo 3 e 4 del decreto legislativo numero 15 del 2000 sono punite rispettivamente con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni e da uno a tre anni.

Per una operazione dai contorni simili, la procura di Milano ha rinviato a giudizio Alessandro Profumo, attualmente presidente di Mps ma all'epoca amministratore delegato di Unicredit, per frode fiscale e ostacolo all'attività investigativa.

La parte strettamente fiscale della vicenda è stata in realtà regolata da Intesa Sanpaolo alla fine del 2011. Al termine degli accertamenti su questa e altre operazioni si era arrivati alla contestazione all'istituto di mancate imposte, sanzioni e interessi per 1,150 miliardi di euro, transati dalla banca con il pagamento di 270 milioni di euro.

 

 

CORRADO PASSERA PASSERAFUCECCHI SU PASSERA CHANGE PER IL FATTOCorrado Passera e famiglia MARIO CALABRESI passera e salza Corrado Passera e famiglia passera monti

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