L’OFFI-CINA DEL MALCONTENTO - I RICCHI IMPRENDITORI CINESI INSEGUONO IL LORO AMERICAN DREAM: NEL 2011 GLI USA HANNO RICEVUTO 2969 RICHIESTE DI VISTI, IL 78% DEL TOTALE - ASSISTENDO AL FALLIMENTO DELLA PROPRIA POLITICA, CHE HA PRODOTTO UN ALTO COSTO E UNA BASSA QUALITÀ DELLA VITA, IL GOVERNO CINESE NON HA ALTRA ARMA SE NON IL TERRORISMO PSICOLOGICO VERSO I PIÙ FACOLTOSI: “VI OFFRONO UN PASTO GRATIS MA PUÒ DIVENTARE UNA TRAPPOLA”...

Maurizio Molinari per "la Stampa"

Le richieste di visto per l'America da parte di milionari cinesi si impennano, svelando la crescente volontà di emigrare in Occidente da parte di chi negli ultimi anni si è più arricchito grazie al boom economico. A descrivere tale fenomeno è la lettura incrociata di statistiche cinesi e americane che hanno per oggetto i ricchi di Pechino. Bank of China e Hurun Report hanno pubblicato uno studio sui circa 960 mila cinesi con beni superiori a 1,6 milioni di dollari arrivando a concludere che il 60% sta pensando di emigrare oppure ha già compiuto dei passi concreti per farlo.

E la conferma arriva dagli Stati Uniti perché nel 2011 il governo federale ha ricevuto 2969 richieste cinesi di visti EB5, che possono riguardare interi nuclei famigliari e vengono concessi a persone che investono in America almeno un milione di dollari, creano 10 posti di lavoro oppure destinano 500 mila dollari per progetti in aree rurali o ad alto tasso di disoccupazione.

Le richieste cinesi di visti EB5 nel 2007 erano inesistenti e due anni fa hanno toccato le 787 unità ma nel 2011 sono arrivate al 78% del totale globale. Si tratta di un balzo in avanti che investe anche il Canada perché un visto di tipo analogo ha ricevuto 2567 richieste cinesi nel 2011 rispetto alle 393 del 2009. La pressione sul Canada è stata a tal punto forte che il governo di Ottawa ha deciso di imporre un tetto annuale ai cinesi di 700 unità a partire dal 1˚ luglio scorso con il risultato di raggiungere il quorum in appena sette giorni.

Per una nazione con circa 1 milione di milionari (in dollari) e un numero di miliardari stimato fra 150 e 300, frutto di una crescita accelerata negli ultimi dieci anni, ciò significa la volontà da parte di chi può di andare a investire altrove quanto è stato guadagnato in patria. È l'indicatore di uno scontento che mette in dubbio l'efficacia della scelta di Deng Xiaoping di puntare alla fine degli anni Ottanta sulla modernizzazione economica per consolidare il consenso attorno al partito comunista cinese.

Zhang Monan, ricercatore del Centro di informazione dello Stato di Pechino, ha spiegato quanto sta avvenendo con un commento su China Daily attribuendolo a «l'aumento esponenziale del costo della vita, la crescita dell'inquinamento, la carenza di Stato sociale e l'impatto del peso fiscale» arrivando a concludere che «Solo rendendo la Cina più attraente si riuscirà a impedire la partenza» dei più facoltosi.

Il Quotidiano del Popolo e l'agenzia di stampa Xinhua, controllati dal governo, hanno ammesso l'esistenza del problema pubblicando una serie di articoli per ammonire gli emigranti che investire in America può comportare perdite di danaro. «Vi offrono un pasto gratis ma può diventare una trappola» ha ammonito il China Youth Daily.

Il Wall Street Journal è andato a cercare alcuni dei ricchi cinesi attirati dalla fuga verso gli Stati Uniti, trovando in Shi Kang un imprenditore rimasto affascinato dalla qualità dell'ambiente nell'entroterra americano, in Su Bin il figlio di un ufficiale dell'esercito interessato a investire gli averi in una nazione «dove il governo non ha troppo potere» e in Denj Jie il titolare di una fabbrica di ceramica intenzionato a far studiare la figlia 18enne in un ateneo vicino Toronto per consentirle di «avere un'educazione internazionale ed eventualmente andare a vivere in Europa».

Si tratta di imprenditori con alle spalle fra 10 e 20 anni di attività, orgogliosi dei risultati del modello economico voluto da Deng ma arrivati alla conclusione di voler espatriare per vivere in condizioni che giudicano migliori: meno corruzione e inquinamento, scuole migliori per le nuove generazioni. Ovvero, la declinazione dell'American Dream nel XXI secolo.

 

LOGO CHINA DAILYLOGO WALL STREET JOURNALBank of China Bank of America

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...