L’UE VUOLE ANNIENTARE I PARADISI FISCALI, MA GLI INFERNI DELL’EURO SONO TANTI

Marco Zatterin per "La Stampa"

«Il Consiglio europeo chiede che la direttiva sulla tassazione del risparmio venga adottata prima della fine dell'anno». E' un impegno preciso, non vincolante, però costituisce un obbligo morale che - in caso di trasgressione - imporrà il pagamento di pedaggio perlomeno politico.

I capi di stato e di governo dell'Unione, che si incontrano giovedì a Bruxelles, giurano che «la lotta all'evasione s'è rivelata più di una questione d'equità: è una politica essenziale perché il rigore di bilancio sia accettabile economicamente e socialmente». Per questo vogliono stringere alla voce «Fisco». Per questo chiedono, entro dicembre, un accordo che cancelli il segreto bancario.

E' in arrivo un summit di cui tutti temono la scarsa efficacia mediatica, visto che la crisi richiede anche titoli efficaci. Convocato dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, per fare il punto sul mercato unico dell'energia che non funziona come dovrebbe, ai primi d'aprile s'è visto raddoppiare l'agenda col capitolo della caccia all'evasore. Il dossier fiscale pareva facile, c'è consenso a recuperare il miliardo che ogni anno sfugge agli erari.

Poi s'è ingarbugliato come inevitabile, a causa dei soliti noti, lussemburghesi e (ancor di più) austriaci. La scorsa settimana i ministri economici dell'Unione hanno dialogato con difficoltà e il traguardo di un sistema armonizzato resta lontano.

La direttiva Tassazione del risparmio è in vigore dal 2005. La versione rafforzata messa sul tavolo nel 2008 per chiudere i buchi normativi estendendo i controlli a fondi di investimento e pensione, nuovi strumenti finanziari e pagamenti effettuati attraverso trust e fondazioni, è ferma al palo.

Oltretutto, il Granducato e Vienna conservano ancora il segreto bancario, a cui sembrerebbero disposti a rinunciare quale anche i Paesi terzi - Svizzera in testa - facessero altrettanto. Ora c'è il mandato alla Commissione per trattare con Berna e le altre. E' una partita delicata e ricca di incognite. Il meccanismo che rende trasparenti i flussi e limita la possibilità di frodi, comunque, è in moto.

L'Italia di Enrico Letta (al primo conclave Ue), con Germania e Regno Unito, spinge per l'intesa. Sono tre dei sedici paesi che hanno chiesto di avviare da subito un sistema di mutuo scambio automatico sui conti correnti. «Priorità deve essere data alla sua estensione a livello europeo e globale», suggerisce la bozza di conclusioni del vertice di giovedì: la Commissione presenterà una direttiva in giugno, mese entro il quale i leader invitano a chiudere anche l'intesa per il pronto intervento sulle frodi all'Iva: l'Ue, al momento, incassa meno del 60% del suo potenziale Iva; l'Italia, ne prende il 40.

Ecco l'aspetto prociclico. Più entrate per sostenere la ripresa. E' lo stessa molla dell'azione sull'energia. Un mercato integrato del gas, stima ad esempio la Commissione, consentirebbe 30 miliardi di risparmio a pieno regime. Così il summit indica alcuni percorsi di azione per aumentare la competitività, ridurre i costi e la dipendenza. Vuole anzitutto una vera interconnessione delle reti,cosa che la Germania non fa ancora: «Chi non ha recepito il Terzo pacchetto energia deve farlo con urgenza», recita la bozza.

Cruciale il capitolo finanziario, che suggerisce una serie di azioni per facilitare gli investimenti con misure nazionali e comunitarie (fondi strutturali, project bond, soldi Bei) per finanziare efficienza energetica, infrastrutture energetiche e rinnovabili. Son soldi che farebbero comodo all'Italia, dove gli operatori cercano fondi per le reti.

Guardare avanti, dunque. Ma senza lo shale gas - gas di argille - e questo fa infuriare la Polonia. Nella prima bozza si parlava di sviluppo di risorse locali, «convenzionali e no». La seconda metà della frase è successivamente caduta. Varsavia promette battaglia, anche se le risorse disponibili, secondo le ultime stime, sono più magre del previsto. E meno redditizie dell'auspicato.

 

Evasione FiscaleEvasione Fiscaleparadisi-fiscaliPARADISI FISCALIHermann Van RompuySVIZZERAbanca lussemburgoENRICO LETTA

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…