leonardo maria del vecchio soldi patrimonio denaro debiti

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, UN MILIARDARIO PIENO DI...DEBITI  – I CONTI IN TASCA AL QUARTO DEI SEI FIGLI DEL FONDATORE DI LUXOTTICA CHE, DOPO I RISTORANTI MILANESI, LA PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA (HA IL 13,7% DI LEONE FILM GROUP), GLI IMMOBILI, LE TERME DI FIUGGI, IL TWIGA, ORA PUNTA SULL’EDITORIA – HA COMPRATO PER 30 MILIONI IL 30% DEL “GIORNALE” E TRATTA L’ACQUISTO DA ANDREA RIFFESER DELLA MAGGIORANZA DI “QN” – A SOLI 30 ANNI LEONARDINO HA UNA RICCHEZZA STIMATA IN 7,5 MILIARDI DI DOLLARI. MA SI TRATTA DI UN PATRIMONIO SOLO POTENZIALE, CALCOLATA SUL VALORE DELLA SUA QUOTA DEL 12,5% NELLA HOLDING DI FAMIGLIA DELFIN: NON ESSENDOCI UN ACCORDO TRA GLI OTTO EREDI, IL MALLOPPO NON È STATO DISTRIBUITO. E QUINDI DEL VECCHIO JR HA CONTRATTO RICCHI DEBITI PER FARE UNA RAFFICA DI ACQUISIZIONI IN SETTORI SPARPAGLIATI E DALLA DUBBIA REDDITIVITÀ…

Estratto dell’articolo di Gianni Dragoni per “il Fatto quotidiano”

 

leonardo maria del vecchio

Leonardo Maria Del Vecchio va a destra. Dopo aver presentato un’offerta di 140 milioni di euro per i giornali di Gedi, rifiutata da John Elkann, il giovane ereditiere di un ottavo della fortuna di Leonardo Del Vecchio ha chiuso un accordo per comprare per circa 30 milioni il 30% del Giornale, affiancando Antonio Angelucci (deputato della Lega con il record di assenteismo) e sta trattando l’acquisto da Andrea Riffeser della maggioranza di Qn, il gruppo editoriale che pubblica Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione.

 

[...]

 

leonardo maria del vecchio - acqua fiuggi

Insomma, dopo i ristoranti della Milano da bere, frequentati da modelle, la produzione cinematografica (ha il 13,78% di Leone Film Group), gli immobili, le Terme di Fiuggi, il Twiga comprato da Flavio Briatore, è arrivata la passione per l’editoria: mancano una squadra di calcio e una televisione per farne un piccolo Berlusconi.

 

A soli 30 anni il quarto dei sei figli del fondatore di Luxottica è considerato da Forbes il 500esimo uomo più ricco del mondo, con una ricchezza stimata di 7,5 miliardi di dollari. Ma questa ricchezza è solo potenziale, calcolata sul valore della sua quota nella Delfin, la holding lussemburghese che possiede l’impero creato dal padre Leonardo, dal valore di circa 60 miliardi di euro, in cui spicca il 32% di EssilorLuxottica, numero uno mondiale degli occhiali, oltre ai preziosi pacchetti di Mps, Generali e Unicredit.

 

rocco basilico leonardo maria del vecchio

Il capitale di Delfin è frazionato in otto quote identiche fra gli eredi, Leonardo Maria ha il 12,5%, come i cinque fratelli, la madre Nicoletta Zampillo e Rocco Basilico, figlio di Nicoletta e del primo marito.

 

Ma poiché non c’è accordo sull’eredità, il tesoro non è stato distribuito. E dunque il nostro è un miliardario pieno di debiti, contratti per fare una raffica di acquisizioni in settori sparpagliati e dalla dubbia redditività, soprattutto i ristoranti.

 

Leonardo Maria Del Vecchio è capo delle strategie di EssilorLuxottica e presidente di Ray-Ban, ma gli investimenti personali passano attraverso Lmdv Capital Srl, il suo family office che ha sede a Milano in via Monte Napoleone. Leonardo Maria ne è socio unico e presidente, l’ad è Marco Talarico.

 

gabriele benedetto - leonardo maria del vecchio - marco talarico

Talarico ha dichiarato che, con le acquisizioni dell’ultimo anno, il valore degli asset sfiora il miliardo. Ma leggendo i bilanci di Lmdv Capital è bene essere più prudenti. L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2024 solo il 27 ottobre, in ritardo rispetto al termine di legge che è di quattro-sei mesi oltre la fine dell’esercizio. Il bilancio non è certificato da un revisore esterno.

 

A fine 2024 risultavano investimenti per 350 milioni e un attivo netto di 516 milioni. Il bilancio 2024 ha dichiarato il primo utile netto, appena 31.917 euro dopo le perdite di -1,855 milioni del 2023 e -1.129 euro del 2022, l’anno di avvio. La holding nel 2024 ha aumentato i ricavi da 4,8 a 22,8 milioni, derivanti da “vendita titoli”, non meglio precisata. Inoltre sono iscritti nelle entrate 44,1 milioni di “variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti”, di cui non c’è spiegazione. Sommando queste voci il valore della produzione è aumentato da 7,9 a 67 milioni.

 

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO CON IL FRATELLO CLAUDIO - FOTO DI MARIA SILVIA SACCHI PER THE PLATFORM GROUP

Leonardo Maria paga bene i dieci dipendenti, in totale 4,36 milioni nel 2024. E agli amministratori, tra cui se stesso e Talarico, ha erogato 3,15 milioni. Il tallone d’Achille di Lmdv Capital sono i debiti elevati, saliti da 92 a 358 milioni, più del doppio dei crediti, passati da 56,6 a 167 milioni.

 

La società ha liquidità pari a 26,6 milioni. Ci sono debiti infruttiferi verso Del Vecchio, saliti da 76,1 a 177,5 milioni, ma anche debiti verso banche aumentati da 15,6 a 178,4 milioni e su questi la società ha pagato 4,9 milioni di interessi (2,7 milioni al netto dei proventi finanziari). Tra le banche finanziatrici ci sono Intesa Sanpaolo e Banco Desio.

 

La società ha un patrimonio netto passato da 4,68 a 156,4 milioni. Ma il capitale versato da Del Vecchio è di appena 9,68 milioni, la quasi totalità del patrimonio netto è costituita dalla “riserva da rivalutazione delle partecipazioni” per 146,7 milioni.

 

Nel 2024 la società ha rivalutato “alcune partecipazioni” per 146,7 milioni, così ha incrementato - ma solo sulla carta - il patrimonio contabile, portando il valore totale delle partecipazioni a 273,5 milioni (33,7 milioni nel 2023).

Per fare la rivalutazione c’è stata una deroga al codice civile.

 

leonardo maria del vecchio con la madre nicoletta zampillo 8

La nota integrativa dice che il bilancio “è redatto in ossequio agli articoli del codice civile in tema di bilancio, salvo una deroga relativa alla valutazione di alcune partecipazioni iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie che ha comportato l’iscrizione in bilancio di un valore rivalutato delle suddette partecipazioni e la contestuale iscrizione nel passivo di una riserva di rivalutazione di pari importo”.

 

Interpellata sull’operazione, Lmdv Capital ha dato questa risposta: “Le partecipazioni sono state rivalutate civilisticamente per allineare principalmente il valore del patrimonio immobiliare, e in misura minore le altre partecipazioni nel mondo hospitality, al loro valore attuale per una corretta e veritiera rappresentazione bilancistica”. [...]

LEONARDO MARIA DEL VECCHIOmarco talaricoleonardo maria del vecchio con la madre nicoletta zampillo 2

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...