MILANO IN ROSSO (-0,4%) - APPLE: “NON USIAMO TRUCCHI FISCALI”. MA IL SENATO USA: “EVITATI” 9 MILIARDI DI TASSE L’ANNO

1 - BORSA: MILANO CHIUDE IN ROSSO PENALIZZATA DA BANCHE, FTSE MIB -0,45%
Radiocor - Milano chiude in rosso (-0,45%) una giornata vissuta all'insegna della volatilita', segnando la peggiore performance in Europa insieme a Madrid. Sulla parita' le altre borse europee, in attesa di novita' sul piano di stimoli all'economia da parte della Fed, la banca centrale americana. Domani si terra' l'audizione al Congresso del numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, che potrebbe dare indicazioni sul ridimensionamento o meno del programma di acquisto bond a sostegno della crescita economica.

Oggi Piazza Affari e' stata penalizzata soprattutto dalle banche: Banco Popolare, Intesa Sanpaolo, Ubi e Unicredit hanno mostrato perdite tra l'1,6 e il 3%. Giu' anche Mediaset (-1,4%) dopo il rally partito a meta' novembre, in scia al declassamento da parte di Bernstein da marketperform a underperform. Per contro, la migliore sul Ftse Mib e' stata Buzzi Unicem (+4,7%), premiata dalla promozione a 'buy' di Ubs.

Bene anche Saipem (+4,6%), che ha gia' realizzato oltre la meta' degli ordini previsti per l'intero 2013 nella business unit ingegneria e costruzioni, superando quota 6 miliardi di euro. Sul mercato valutario, l'euro tratta in linea alla chiusura di ieri a 1,287 (1,2866) e a 132 yen (131,76), mentre il dollaro/yen e' a 102,621 (102,26). Il petrolio scivola di oltre l'1% a 95,85 dollari al barile.

Nel resto del listino Rcs ha segnato +12%, in scia alle indiscrezioni de IlSole24Ore secondo cui l'azienda avrebbe chiesto alle banche uno sconto sul rifinanziamento del debito. Bene Risanamento (+23,12%), che ha continuato a beneficiare del dissequestro delle aree Sky e NH Hotels di Santa Giulia a Milano.

Rosss ha virato in negativo (-0,08%) nel giorno in cui la societa' ha annunciato un nuovo contratto da 2,2 milioni per il magazzino automatico antisismico di un'azienda alimentare in provincia di Modena. Carraro ha guadagnato il 7,56% grazie all'accordo siglato con le banche per la ristrutturazione del debito. In Europa a Londra Burberry ha guadagnato oltre il 5% dopo i conti. A Parigi bene Technip (+3,15%), tra i peggiori sul Cac 40 Alcatel Lucent (-2,59%) e Credit Agricole(-1,70%).

2 - DL IMU CIG: NAPOLITANO FIRMA, STASERA IN GAZZETTA UFFICIALE
Radiocor - Il decreto legge che sospende il pagamento dell'acconto Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati agricoli e rifinanzia la cassa inte grazione in deroga per un miliardo e' stato firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e stasera sara' pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

3 - INTESA SANPAOLO: MESSINA CAPO DEI TERRITORI, A CUCCHIANI PARTECIPAZIONI
Radiocor - Il Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo ha provveduto ad alcune nomine che ridisegnano le competenze e le responsabilita' all'interno dell'istituto. Il dg vicario Carlo Messina viene nominato responsabile della divisione Banca dei Territori e mantiene la responsabilita' sull'area di governo Chief Financial Officer dove Stefano Del Punta ricoprira' il ruolo di direttore finanziario.

La divisione Banca dei Territori, inoltre, amplia il proprio perimetro alle imprese mid corporate e alle societa' prodotto operanti nel settore del leasing (Leasint e Centro Leasing) e del factoring (Mediofactoring e Centro Factoring), in precedenza rientranti nel perimetro della divisione Corporate e Investment Banking.

Il Consiglio di gestione ha deciso anche di costituire l'area di governo Chief Governance Officer che si occupera' delle grandi partecipazioni di Intesa Sanpaolo e ha nominato Paolo Grandi come responsabile. L'area, in ogni caso, riporta al Ceo Enr ico Cucchiani come d'altra parte, la nuova area di governo Wealth Management affidata alla responsabilita' di Gianemilio Osculati.

4 - ASTM: I GAVIO CHIAMANO IN CDA ALBERTO RUBEGNI EX GUIDA OPERATIVA IMPREGILO
Radiocor - Alberto Rubegni proposto per l'ingresso nel consiglio di amministrazione di Astm (gia' Autostrade Torino Milano) che fa capo alla famiglia Gavio.

Secondo quanto risulta a Radiocor, l'ex amministratore delegato del gruppo Impregilo, spodestato la scorsa estate dalla carica di top manager del general contractor dopo la vittoria ai punti della famiglia Salini nell'infuocata assemblea di luglio, viene ora invitato dalla famiglia di Tortona a far parte degli organi societari del loro piu' importante gruppo, la Astm, che infatti controlla al 100% la Igli, holding che aveva in pancia le quote dei Benetton, dei Ligresti e dei Gavio prima della battaglia con la famiglia di costruttori romani per il controllo di Impregilo, passata poi al 100% ai Gavio che avevano rilevato le partecipazioni delle due famiglie uscenti.

La famiglia di Tortona e' uscita perdente dal lungo braccio di ferro con i Salini, ma con le casse colme di liquidita' che presto sara' investita in altri progetti di sviluppo. Rubegni, ingegnere di origine pisana, e' stato per molti anni alla guida di Impregilo, gestendo l'espansione del grup po e soprattutto la complessa vicenda legata al termovalorizzatore di Acerra.

5 - JP MORGAN: DIMON RIESCE A MANTENERE DOPPIA CARICA DI PRESIDENTE E CEO (NYT)
Radiocor - Jamie Dimon riuscira' a mantenere la doppia carica di presidente e amministratore delegato di Jp Morgan Chase. Lo riferis ce il New York Times, che cita fonti che hanno visto il risultato preliminare del voto degli azionisti della banca. L'annuncio dovrebbe arrivare durante l'assemblea annuale degli azionisti, che inizia alle 10 (le 16 in Italia) a Tampa, in Florida.

Secondo il quotidiano newyorkese, secondo cui gli azionisti potranno votare anche durate la riunione e quindi il risultato potrebbe ancora cambiare, non e' chiaro il margine con cui Dimon ha portato a casa una vittoria cruciale. Saranno confermati anche tre consiglieri di amministrazione criticati dall'Institutional Shareholder Service, azionista attivista. Ellen Futter, uno dei tre consiglieri, ha ricevuto il sostegno minore, tra il 50 e il 60%. Il voto degli azionisti e' soprattutto un test sulla fiducia nella capacita' di leadership di Dimon, che risente ancora dello scandalo della 'Balena Londinese' costato alla banca oltre 6 miliardi di dollari.

6 - APPLE:SENATO USA,EVITATI 9 MLD TASSE IN 2012,1 MLN AL GIORNO
(ANSA) - Apple afferma di aver pagato 6 miliardi di tasse federali nel 2012. Ma non dice di averne evitati altri 9 miliardi lo stesso anno. Lo afferma il presidente della sottocommissione di indagine permanente del Senato, Carl Levin, sottolineando che si tratta di aver evitato 25 milioni di dollari di tasse al giorno, o più di un milione all'ora.

Levin mette in evidenza come una delle divisioni irlandesi di Apple ha pagato circa 5 miliardi di dollari fra il 2009 e il 2012 alla casa madre, ovvero Cupertino: durante questo periodo la divisione irlandese ha ricevuto 74 miliardi di dollari di profitti. La differenza di circa 70 miliardi di dollari è - afferma Levin - il reddito tassabile che sarebbe dovuto arrivare negli Stati Uniti.

7 - APPLE: AZIENDA SI DIFENDE, 'PAGATE LE TASSE, NON USIAMO TRUCCHI'
Radiocor - Apple, criticata da una commissione del Senato Usa per avere eluso tasse su circa 74 miliardi di dollari di introiti realizzati al l'estero, non ha violato la legge e, anzi, 'ha versato quantita' straordinarie' di tasse al governo americano. E' quanto si legge nella testimonianza di Apple alla sottocommissione permanente di inchiesta del Senato, diffusa dalla societa' prima dell'inizio dell'audizione dell'amministratore delegato Tim Cook.

'Apple si attiene in modo scrupoloso alle leggi e allo spirito che le anima, paga tutte le tasse dovute, sia in questo Paese che all'estero', si legge, e la societa' 'non usa trucchi fiscali'. Secondo il rapporto della sottocommissione, Apple detiene all'estero circa 102 dei 145 miliardi di dollari di contante a disposizione della societa' e una controllata irlandese, che ha guadagnato 22 miliardi di dollari nel 2011, ha pagato solo 10 milioni di dollari di tasse. 'Apple da' lavoro a decine di migliaia di americani, crea prodotti rivoluzionari e paga al Tesoro miliardi di dollari di tasse', si legge ancora nel documento, in cui si precisa che la societa' 'gestisce in m odo attento il contante detenuto all'estero per sostenere le attivita' fuori dagli Stati Uniti nel migliore interesse degli azionisti'.

8 - FONDI: RACCOLTA I TRIM. BALZA A 20,2 MLD, TORNA AI LIVELLI INIZIO 2010
Radiocor - L'industria del risparmio gestito chiude un primo trimestre 2013 brillante, con una raccolta che balza a 20,22 miliardi di euro, dopo il rosso di 4,9 miliardi degli ultimi tre mesi del 2012 e contro i -3,2 miliardi dei primi tre mesi del 2012. Una raccolta simile nel trimestre non si vedeva dai primi tre mesi del 2010, quando era stata di 22,9 miliardi su un patrimonio a quota 992,7 miliardi.

Secondo la mappa trimestrale elaborata da Assogestioni, il risultato del primo trimestre 2013 e' legato sia alla raccolta da 13,95 miliardi che fa capo alle gestioni collettive, cioe' i fondi aperti e chiusi, (1,57 miliardi nel trimestre precedente), sia ai +6,28 miliardi delle gestioni di portafoglio che avevano pesato molto nel trimestre precedente quando erano in rosso per 6,5 miliardi. Sul fronte del patrimonio, a marzo 2013 ha superato 1.230 miliardi, dai 1.194 miliardi di fine 2012.

9 - SE L'UNICO MINI-BOND È RINVIATO PER «BUROCRAZIA»
F.Sav. per il "Corriere della Sera" - «Problemi burocratici», è la sentenza senza appello che posticipa al prossimo 3 giugno il lancio del primo (e finora unico, per le sue dimensioni) mini-bond. E' targato Caar, impresa torinese attiva nell'indotto Fiat. Si tratta di un'emissione-pilota per questo nuovo strumento del mercato del debito, alternativo al canale bancario e fortemente incentivato dall'ultimo decreto Sviluppo, che ha allineato la disciplina fiscale equiparando società quotate e non quotate.

A ufficializzare il ritardo è stato Matteo Duffault, responsabile area finanza di banca Cherasco, l'istituto di credito cooperativo che ha certificato il bilancio dell'emittente e che ricopre il ruolo di arranger dell'operazione. I termini restano comunque gli stessi: importo da tre milioni di euro, durata cinque anni e cedola del 6,5%. «Abbiamo riscontrato una forte manifestazione di interesse tra gli investitori istituzionali e pensiamo di chiudere l'operazione in tempi brevi», ha detto Duffault, precisando che il motivo del rinvio è esclusivamente tecnico e non per mancanza di obbligazionisti interessati.

«L'emissione servirà a finanziare un piano di sviluppo - hanno aggiunto Paolo Mombelli e Francesco Ellena, presidente e amministratore delegato di Caar -. La strategia dell'azienda prevede un raddoppio del personale e una serie di iniziative volte ad accrescere il volume d'affari, con una particolare attenzione ai mercati internazionali». Per ora, nessun giallo. Ma solo un rinvio.

10 - I SETTE ANNI IN CINA DI GOLDMAN VALGONO SETTE MILIARDI
F. Sav per il "Corriere della Sera" - Sette. Come gli anni passati dalla decisione di investire in Icbc (Industrial and Commercial Bank of China). Sette. Come i miliardi di possibili profitti ora che il management di Goldman Sachs ha deciso che è tempo di uscire da uno dei colossi cinesi del credito. Non è una questione di multipli, stavolta. Semmai è la formula magica di un investimento, il cui ritorno è al di là delle più rosee previsioni. La banca d'affari americana - riporta il Wall Street Journal - starebbe cedendo l'ultima quota in suo possesso di Icbc per un controvalore di 1,1 miliardi di dollari.

Goldman aveva acquistato il 4,9% di Icbc per 2,58 miliardi nell'aprile 2006, prima che la banca cinese si quotasse a Hong Kong. Con la vendita avviata ora Goldman potrebbe arrivare a incassare più di 9,7 miliardi, per una plusvalenza - appunto - di sette. Il momento appare opportuno per vendere: il settore bancario cinese è scosso da incertezze su prestiti in sofferenza, mentre i requisiti di capitale di Basilea 3 complicano per la merchant bank la ritenzione di quote di minoranza in altre finanziarie.

L'operazione di uscita non è indolore: le autorità cinesi hanno criticato le operazioni di cessioni di partecipazioni da parte di investitori esteri, che uscendo sottrarrebbero alle società di casa il potenziale di crescita. Tra i soci statunitensi di Icbc c'è ancora il fondo BlackRock con il 5,99 per cento. Che si prepari ad uscire?

11 - GLI ISPETTORI DI BANKITALIA LASCIANO PIAZZA MEDA. DOPO 200 GIORNI
F.D.R. per il "Corriere della Sera" - La Banca d'Italia ha lasciato Piazza Meda. Dopo 200 giorni di ispezione. Era novembre quando gli ispettori di Palazzo Koch sono arrivati in Bpm per verificare lo stato di salute della banca, valutare il funzionamento della nuova governance e controllare l'adeguatezza delle riserve di capitale della popolare milanese. Dopo il cambio di gestione la Vigilanza aveva imposto all'istituto degli «add-ons», dei requisiti di capitale maggiori, a causa di alcune scelte del passato che avevano portato Bpm a un passo dal baratro. Venerdì gli ispettori di Bankitalia sono andati via.

Lavoro concluso. Ora si attendono le risultanze. Andrea Bonomi e Piero Montani, certi di aver fatto quanto dovevano e di aver rimesso in ordine i conti della banca, auspicano l'eliminazione, se non di tutti, almeno di alcuni degli «add-ons». In Borsa l'effetto potrebbe anche compensare lo scivolone provocato dal rinvio della trasformazione della Bpm in una spa ibrida, che aveva regalato al titolo un discreto appeal speculativo. Le conclusioni arriveranno entro 90 giorni e, dopo i recenti scontri interni, non è escluso che ci sia qualcosa anche sulla governance.

 

SEDE CORRIERE DELLA SERA SAIPEM LETTA E napolitano Carlo-Messina-Intesa-Sanpaolobeniamino gavioALBERTO RUBEGNI AD IMPREGILO MASSIMO PONZELLINI PRESIDENTE JAMIE DIMONCRISI APPLEcina morgan stanley goldman sachs BPM BANCA POPOLARE DI MILANO

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?