PIAZZA AFFARI RIFIATA DOPO I CALI (+1,37%) - LE BORSE EUROPEE SOLLEVATE DAL SUCCESSO DELL’ASTA SUI BOND SPAGNOLI - MA ROUBINI: LA DIFFERENZA TRA SPAGNA E ITALIA È UNA MINACCIA PER GLI INVESTITORI - IL FONDO MONETARIO ARRIVA A ROMA: “MA NON È UN’ISPEZIONE” - L’ANTITRUST EUROPEA ASPETTA CHE IL GOVERNO TOLGA LE ESENZIONI ICI ALLA CHIESA - È ANDATA DESERTA L’ASTA DI IMMOBILI ALITALIA - PRAGA E BUDAPEST AVVERTONO CHE POTREBBERO NON ACCETTARE IL TRATTATO UE (CAMERON HA TROVATO MANFORTE)…

1 - BORSA MILANO RIMBALZA DOPO ULTIMI CALI, AIUTANO I BANCARI...
(Reuters) - Chiusura positiva a Piazza Affari che dopo gli ultimi ribassi mette a segno un rimbalzo poco convinto senza volumi e spunti rilevanti. Il rally è guidato dai bancari in un mercato che in assenza di idee nuove ricerca buone occasioni tra i titoli recentemente più penalizzati.

"Al di là di quello che potrebbe sembrare dai numeri, è un rimbalzo che vuol dire poco. L'idea è solo quella di comprare titoli che hanno fatto male, in primo luogo le banche", commenta un trader. "Non ci sono temi particolari, si discute poco tra gli investitori. Dall'Europa non si attendono più decisioni e non sembra che ci sia nulla di nuovo all'orizzonte" aggiunge.

Scarso seguito hanno avuto i dati macro americani che a caldo hanno provocato un'accelerazione al rialzo degli indici di borsa. Il FTSE Mib termina così in rialzo dell'1,37% e l'Allshare dell'1,14%. Volumi contenuti a circa 1,26 miliardi di euro. Il benchmark europeo FTSEurofirst 300 sale dell'1,13%.

Bene i bancari, positivi in Europa. Ricoperture più sostenute su MPS (+5%), BANCO POPOLARE (+4,37%), INTESA SANPAOLO (+5,45%) e UBI (+3,23%). Sotto i riflettori anche oggi POPOLARE MILANO con un balzo del 6,06% che riporta il titolo a un soffio dagli 0,3 euro cui sono state offerte le nuove azioni dell'aumento di capitale.

I trader citano ancora acquisti speculativi legati ai diritti inoptati il cui collocamento è andato esaurito ieri e gli effetti positivo dalle indiscrezioni stampa di tempi stretti per la scelta del nuovo AD. UNICREDIT avanza dell'1,14% nel giorno dell'assemblea che ha approvato l'aumento di capitale da 7,5 miliardi

Sul fronte opposto proseguono anche oggi le vendite su FONDIARIA-SAI (-5,14%) che resta penalizzata dalle ipotesi di un nuovo aumento di capitale. Lettera anche su MEDIASET (-3,19%) sulla scia del declassamento a "sell" da parte di Goldman Sachs. Ancora vendite su FIAT (-0,79%) dopo che ieri Marchionne ha ribadito che le guidance 2012 saranno da rivedere al ribasso a fine gennaio. Male anche FIAT INDUSTRIAL (-0,42%) e EXOR (-2,08%)

"Le prospettive per il 2012 per il settore auto sembrano pessime e gli analisti rifanno i conti", dice un trader. Fuori dal paniere principale poco mossa TELECOM ITALIA MEDIA dopo che il direttore del tg de La7 Enrico Mentana ha annunciato che ritirerà le dimissioni. Rimbalza del 10% INDESIT mentre al contrario le prese di profitto penalizzano COGEME, in calo del 7,4%

2 - BORSA, SPREAD BTP-BUND CALA A QUOTA 462 PUNTI BASE...
(LaPresse) - Si attesta a 462 punti base lo spread tra Btp e Bund a 10 anni a pochi minuti dalla chiusura delle principali Borse europee. Il differenziale ha terminato ieri gli scambi a 488 punti. Il rendimento dei Btp decennali sul mercato secondario è al 6,57%.

3 - BORSE EUROPEE: LONDRA +0,63%, FRANCOFORTE +0,99%, PARIGI +0,76%...
(LaPresse) - Chiusura positiva per le principali Borse europee. L'indice Ftse 100 di Londra sale dello 0,63% a 5.400,85 punti, il Dax di Francoforte dello 0,98% a 5.730,62 punti e il Cac 40 di Parigi dello 0,76% a 2.998,73 punti. A Madrid, l'indice Ibex mostra un incremento dell'1,07% a 8.269,7 punti.

4 - USA: INDICE EMPIRE STATE BALZA A 9,53 PT A DICEMBRE
Radiocor - L'indice Empire, termometro dell'attivita' manifatturiera nello Stato di New York, a dicembre e' balzato a quota 9,53 punti, dai 0,61 di novembre e i -8,48 di ottobre. Il dato e' decisamente superiore alle attese degli analisti a 3 punti.

5 - FMI, A ROMA IN VISITA, NON E' MISSIONE MONITORAGGIO...
Radiocor - Non sara' una missione formale di monitoraggio ma una 'visita per incontrare le nuove autorita' italiane, ricevere aggiornamenti sugli ultimi sviluppi fiscali e per discutere le modalita' delle prossime missioni di monitoraggio' quella che il team dell'Fmi fara' la prossima settimana a Roma.

Lo ha precisato il vice direttore del dipartimento per le relazioni esterne del Fondo, David Hawley, nel consueto briefing settimanale. 'Non ci sono date certe per una missione formale di monitoraggio', ha detto Hawley in risposta alle domande dei giornalisti. Il team che si rechera' la prossima settimana a Roma sara' composto dal vicedirettore del Fondo, Aasim Husain, e dal consigliere Antonio Spilimbergo del dipartimento europeo dell'istituzione di Washington.

6 - ICI: ANTITRUST UE ASPETTA DECISIONI GOVERNO SU ESENZIONI A CHIESA...
Radiocor - La procedura di inchiesta approfondita per aiuti di stato illegali per l'esenzione dell'Ici concessi alla Chiesa 'continua'. Lo hanno indicato fonti comunitarie. 'Aspettiamo di vedere cio' che decidera' il governo italiano'. L'aspettativa dell'Antitrust europeo e' che dovrebbero esserci delle decisioni da parte dell'Italia. E' evidente che al momento, visto che l'inchiesta non e' stata chiusa, permane il forte sospetto che tali misure distorcano la concorrenza.

7 - ALITALIA: E' ANDATA DESERTA L'ASTA PER LA VENDITA DI ALCUNI IMMOBILI...
Radiocor - E' andata deserta l'asta per gli immobili dell'ex gruppo Alitalia. Lo apprende Radiocor da fonti finanziarie. Nei mesi scorsi, con un avviso sulle pagine del Financial Times i commissari straordinari di Alitalia avevano avviato la procedura di vendita di una serie di immobili dislocati a Roma, Barcellona e Sesto San Giovanni.

Fra quelli messi all'asta, c'erano il terreno con fabbricato a Roma in viale Marchetti 120, con un prezzo di base d'asta di 27,4 milioni e un terreno con l'hangar numero 7 e un terreno con l'officina motori situati nella zona aeroportuale di Fiumicino con un prezzo base di 13,2 e 17,13 milioni di euro. I commissari straordinari, Stefano Ambrosini, Gianluca Brancadoro e Giovanni Fiori, avevano invitato i soggetti interessati a presentare le manifestazioni di interesse entro oggi. I soggetti selezionati sarebbero poi stati ammessi alla fase della due diligence e, prima del termine, invitati a presentare offerte vincolanti.

8 - CRISI, BUDAPEST E PRAGA: SE CI DANNEGGERÀ, NON ACCETTEREMO TRATTATO UE...
(LaPresse/AP) - L'Ungheria e la Repubblica Ceca non accetteranno il nuovo trattato dell'Unione europea se questo vorrà dire rinunciare alle politiche fiscali indipendenti dei due Paesi. Lo hanno detto il primo ministro ceco Peter Necas e l'omologo ungherese Viktor Orban durante una conferenza stampa congiunta a Budapest.

"Sosteniamo - ha affermato Necas - le soluzioni che hanno come risultato la stabilizzazione della zona euro, ma siamo convinti che l'armonizzazione delle tasse non sarebbe positiva per noi". La Repubblica Ceca, ha spiegato il premier, vuole prendere parte "attivamente" al processo di negoziazioni sul nuovo trattato, ma ha bisogno di conoscere più dettagli sulle conseguenze per i Paesi che non fanno parte della zona euro.

9 - DOMANDA BOOM PER L'ASTA SPAGNOLA, SPREAD ANCORA SU LIVELLI ELEVATI...
MF - Il Tesoro spagnolo ha collocato, con una buona domanda, 6,028 miliardi di euro di titoli del debito pubblico contro un target di 3,5 miliardi, con scadenza 2016, 2021 e 2020. Il rendimento degli 1,4 miliardi di euro di bond con scadenza 2021 sale però dal 5,433% al 5,545%, quello dei 2,18 miliardi di euro con scadenza 2020 avanza dal 5,006% al 5,239% e quello dei 2,45 miliardi di euro con scadenza 2016 scende dal 5,276% al 4,023%. Forte la domanda.

Le aste spagnole potrebbero aver beneficiato dell'operazione di rifinanziamento (Ltro) a 3 anni fissata dalla Bce per la settimana prossima. Alessandro Giansanti, fixed-income strategist di Ing, spiega che "potrebbe esserci da parte delle banche spagnole un maggiore supporto per i titoli governativi visto che non hanno problemi per finanziarsi per i prossimi tre anni".

10 - CRISI: ROUBINI, MINACCIOSO ALLARGAMENTO DELLO SPREAD TRA ITALIA E SPAGNA...
(ASCA) - ''L'aumento dei tassi a lungo termine sul debito pubblico italiano rispetto a quelli spagnoli sta mandando un segnale minaccioso agli investitori'', cosi' l'economista Nouriel Roubini, ha commentato su Twitter il progressivo allargamento dello spread di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli spagnoli.

Nell'aste dei titoli con scadenza quinquennale, quelli italiani (Btp) sono stati assegnati ieri con un rendimento del 6,47% (+18 punti base rispetto alla precedente asta). Copione opposto per la Spagna che oggi ha collocato i titoli a cinque anni (Bonos) pagando il 4,02% (-125 punti base rispetto alla precedente asta). Nei (SNP: ^NEIY - notizie) fatti l'Italia paga interesse superiori di 2,42 punti percentuali rispetto alla Spagna, un vero record dall'introduzione dell'euro. Stessa musica sui dieci anni dove l'Italia paga il 6,56% e la Spagna il 5,42%.

 

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