trump marchionne

PER BLOCCARE GLI APPETITI CINESI SU FCA, TRUMP POTREBBE COSTRINGERE MARCHIONNE A VENDERE L'EX FIAT A "GENERAL MOTORS" - E SARA' UN CASO MA LA NOTIZIA DI UN INTERESSE DI PECHINO PER IL GRUPPO DI JOHN ELKANN E' PARTITA PROPRIO DAGLI STATES…

Marco Benedetto per Blitzquotidiano.it

 

La Cina punta, così si dice, al boccone più grosso dell’industria italiana, la ex Fiat. Oggi si chiama Fca ormai ha testa e piedi in America, a Detroit, ma gli italiani insistono a considerarla “nostra”. Sarà Fiat-Fca il nuovo boccone destinato a alimentare il drago cinese? Così ha scritto Automotive News, la bibbia dell’industria automobilistica americana.

Mary Barra Ad General motorsMary Barra Ad General motors

 

A Parigi e a Washington tremano. La sindrome cinese ha determinato, in luglio, il voltafaccia del nuovo presidente francese Emmanuel Macron che ha per ora bloccato la vendita dei cantieri Stx all’italiana Fincantieri. Lo ha detto chiaramente il loro ministro Bruno Le Maire al Corriere della Sera. I francesi sono preoccupati per le loro “tecnologie di punta” e sul fatto che gli italiani non danno “sufficienti garanzie sul rischio di trasferimento di queste tecnologie verso la Cina”, dove Fincantieri ha importanti interessi e dove sono già scivolati importanti pacchetti azionari di grandi aziende italiane.

 

Giorgio Ursicino e Alberto Gentili le elencano sul Messaggero di Roma: Pirelli, lnter, Milan. Ma pesano ancor più i 2 miliardi spesi dai cinesi per prendere il 35% di n Cdp Reti, che in pancia ha il 30% di Snam e di Terna, “infrastrutture strategiche” per l’ Italia. Merita anche ricordare la “partnership strategica di lungo periodo tra Shanghai Electric ed Ansaldo Energia”, celebrata pochi mesi fa a Pechino dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

Barra MarchionneBarra Marchionne

Tutti si interrogano  sulle possibili reazioni americane. Nessuno mi toglie dalla testa che dietro la subitanea rimozione da presidente di Cdp di Franco Bassanini, auspice della vendita di Cdp reti ai cinesi, ci sia la manina americana.

 

Il mondo si sta posizionando per la guerra mondiale fra America e Cina. Sono in corso le prove generali nei Mari nel sud e nell’ Himalaya. E gli italiani? Leggete “Paris 1919” di Margaret Macmillan. C’è un capitolo dedicato alla delegazione e al governo italiani. Gli italiani si distinguono sempre. E si fanno detestare.

 

Cosa fanno ora, in questo momento in cui la grande strategia di Deg Tsiao Ping ha trasformato la Cina da terra di conquista a super potenza? Fermi ai miti che travolsero la buona borghesia degli anni 70 con la Cina è vicina, fanno entrare i cinesi nel cerchio magico occidentale. Vogliono vender loro porti, sono peggio dei greci. Un conto è produrre l’ i-Phone in Cina, un conto è fare entrare i cinesi nel sancta sanctorum dell’industria meccanica americana. Non sono le linee di montaggio a preoccupare, ma i laboratori di ricerca.

 

MARY  BARRA DONALD TRUMP SERGIO MARCHIONNEMARY BARRA DONALD TRUMP SERGIO MARCHIONNE

Il Governo italiano è un po’ nel pallone. Con andreottiano cinismo Paolo Gentiloni conta su Trump. Confida un anonimo di Palazzo Chigi al Messaggero: “Per fortuna che nella pancia di Fca c’è la Chrysler. E per fortuna che c’è Trump. Il presidente americano ha dichiarato una guerra commerciale a Pechino e non farà mai comprare le Jeep americane ai cinesi. Sarà lui a mandare al diavolo i promessi acquirenti”.

 

Poi c’è anche Carlo Calenda, ministro allo sviluppo economico. Cosa sappia fare, a parte le interviste, è ancora da vedere ma sembra proprio che sia spaventato. Sul tavolo verde della politica planetaria non si gioca solo la partita Fiat, sempre che le voci siano fondate. C’è la Telecom, nella cui pancia si trovano cavi di importanza strategica mondiale. Mediaset bramata da Bolloré è un corollario che può appassionare un po’ gli italiani, ma il suo peso sullo scacchiere è modestuccio assai. Non fosse che c’è di mezzo Berlusconi e che Berlusconi tiene in piedi il Governo, non ce ne saremmo accorti più di tanto.

trump marchionnetrump marchionne

 

Non è per Mediaset che si muoveranno gli americani. Ma per la Chrysler si. Trump non va sottovalutato. Per quanti danni possa fare è certamente più capace di tutti i politici italiani che vi possono venire in mente. E per quanti poteri possa accumulare un presidente americano non è certo un uomo solo al comando. Gode della fiducia del mondo finanziario. Wall Street è presente sul ponte di comando.

 

Potrebbero, Trump e i suoi consiglieri economici, inventare una mossa tipo costringere Marchionne a vendere alla General Motors e costringere GM, così arcigna verso Fca, a un matrimonio di superiore interesse nazionale. Era in fondo il sogno di Marchionne

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…