MONTE DEI PACCHI, I SOSPETTI DEL SOCIO AXA - DAI VERBALI DEL CDA LA PREOCCUPAZIONE E L’INCAZZATURA DELL’AZIONISTA FRANCESE SULLE OPERAZIONI DI MUSSARI & SOCI - FREDERIC DE COURTOIS, SUGLI HEDGE FUND, SBOTTO’: “SE UN AZIONISTA DESIDERA DIVERSIFICARE IL PROPRIO PORTAFOGLIO TRAMITE HEDGE FUND PUÒ FARLO DIRETTAMENTE” – E MUSSARI LO ZITTI’ - LE PREOCCUPAZIONI DI BALDASSARRI SUL RISCHIO-MINUSVALENZE - LE DOMANDE DEL MONTIANO MONACI…

Fabrizio Massaro per il "Corriere della Sera"

Frederic De Courtois, amministratore delegato di Axa, la compagnia assicurativa francese partner del Montepaschi per le attività assicurative e azionista della banca con il 3,7%, non voleva quasi credere alle sue orecchie. «Se avessi voluto investire in un hedge fund, l'avrei fatto direttamente!», deve aver pensato il 24 novembre 2011 ascoltando la lettura del rapporto dell'area finanza sugli investimenti della banca, allora presieduta da Giuseppe Mussari e guidata dal direttore generale Antonio Vigni.

I verbali delle sedute del consiglio d'amministrazione - che il Corriere della Sera ha potuto consultare - sono un documento storico importante perché fotografano come Mps visse i momenti di maggiore stress finanziario dell'Italia. Quantomeno da settembre, da quando cioè era scoppiata la crisi del debito sovrano, i consiglieri di Mps monitoravano gli investimenti molto più da vicino rispetto a prima.

La situazione era preoccupante: lo spread continuava a salire mangiandosi il patrimonio della banca attraverso le svalutazioni dei 22 miliardi di Btp in portafoglio; a causa della crescente sfiducia dei mercati nei confronti dell'Italia la liquidità delle banche nazionali continuava ad assottigliarsi e in più Mps - per il modo in cui erano stati strutturati i contratti di finanziamento (sono ancora così) - doveva integrare le garanzie alle banche creditrici sotto forma di maggiori Btp dati come collaterale. Insomma una situazione di tensione finanziaria importante.

Lo stesso Mussari ne era consapevole: «La situazione ha assunto il carattere dell'assoluta eccezionalità, che per la banca è più complessa per via della posizione finanziaria in titoli di Stato che determina una elevata volatilità sugli assorbimenti di liquidità», è riportato nel verbale del 24 novembre.

Mussari però è possibilista: «D'altro canto la quasi totalità delle posizioni di trading sono a breve termine, e anche considerando il totale delle esposizioni una quota importante scade entro il 2015. È uno stato di cose dal quale nessun singolo Paese europeo può uscire da solo».

I downgrade subiti dall'Italia tra settembre e ottobre dalle agenzie di rating Standard & Poor's e Moody's per fortuna non avevano aggravato la situazione. «Ma che cosa accadrebbe di fronte a un ulteriore deterioramento del merito creditizio dell'Italia?», chiese il consigliere Alfredo Monaci. «Indubbiamente penalizzerebbe la banca in modo non banale», ammise Vigni.

«E quanto ci costano le varie iniziative di sostegno alla liquidità?» Circa 50 milioni nel trimestre, spiegò il direttore generale «ma continueremo a cercare di attenuarne gli effetti economici: abbiamo spinto sul rialzo dei tassi sugli impieghi, sul ripristino della completa commissione sugli accordati, sull'eliminazione delle esenzioni». Si recuperava insomma dove si poteva.

Era sempre la liquidità la preoccupazione principale. Lo scenario illustrato dal direttore dell'area finanza Gianluca Baldassarri era fosco: a novembre 2011 il portafoglio vendibile sul mercato per generare liquidità era pari a circa 4 miliardi, che però avrebbe comportato «minusvalenze»; e comunque prima bisognava trovare qualcuno disposto a comprare. «Al di là delle perdite potenziali, in questa fase c'è un vero e proprio problema di domanda di mercato». Vendibili c'erano appena 500 milioni entro la fine dell'anno, e altri 500 milioni potevano essere usati per operazioni di pronti contro termine.

Poi la rivelazione: «Stiamo trattando ulteriori iniziative per finanziare in repo (pronti contro termine, ndr) anche il portafoglio degli hedge fund, che sono circa 600 milioni, e la cui alienazione risulterebbe complessa sia per le minusvalenze sia perché i tempi di liquidazione sono comunque abbastanza lunghi. Il 70% di questo portafoglio», continua Baldassarri, «è stato acquistato dopo maggio 2010, cioè dopo che la Banca d'Italia ha tolto il filtro prudenziale sulle riserve negative Afs sui governativi euro». Ossia: la corsa ai Btp è stata accelerata negli ultimi tempi. E ora che il mercato è girato in negativo, la banca risente di queste scommesse in maniera pesante.

Fu a quel punto che intervenne De Courtois. Il francese già aveva chiesto un'analisi dettagliata titolo per titolo del portafoglio, visto che «la sua dimensione e composizione ha un impatto negativo sulla percezione del mercato riguardo alla banca». Le carte a sua disposizione però non lo soddisfacevano: «Un'analisi di maggiore dettaglio dovrebbe mettere in evidenza la componente equity (il possesso di azioni, ndr) e quella degli hedge fund (la presenza in fondi speculativi, ndr)».

Poi attaccò pesantemente le scelte seguite da Mps fino ad allora: «Su una categoria come gli hedge il consiglio potrebbe voler esprimere un orientamento preciso, visto che se un azionista desidera diversificare il proprio portafoglio tramite hedge può farlo direttamente». Come a dire: volevo investire in una banca, non in un fondo avvoltoio.

Mussari lo fermò: sulle strategie «è opportuno mantenere distinte le diverse responsabilità. Il consiglio ha già dato un'indicazione strategica in termini di riduzione del portafoglio finanziario, nell'ambito del quale, semmai, la direzione può proporre delle linee operative in termini di tempi e macro-volumi». Tradotto: non tocca ai consiglieri stabilire dove la banca investe di volta in volta.

 

 

deCourtois_fredericGIUSEPPE MUSSARI Axa_logoANTONIO VIGNI ALFREDO MONACI SIMONETTI ROBERTO gianluca baldassarri

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...