petrolio

PETROLIO DI GOMITO - NEANCHE IL RISCHIO DI UNA GUERRA CON LA NORD COREA RIANIMA IL PREZZO DEL PETROLIO, SCESO SOTTO I 35 DOLLARI AL BARILE - CON LA CRISI GLOBALE, CE N’È TROPPO: STRACOLMI I DEPOSITI A TERRA, CI SONO CENTO MILIONI DI BARILI NELLE STIVE DELLE PETROLIERE

Maurizio Ricci per “la Repubblica”

 

PETROLIOPETROLIO

Neanche una bomba atomica rianima il petrolio, ieri inesorabilmente sceso sotto quota 35 dollari al barile, su tutt’e due le sponde dell’Atlantico (ieri Brent a 34,31 dollari e Wti a 33,97). Del resto, a fermare il crollo a candela del greggio non era riuscito neppure lo scontro a muso duro fra i due maggiori produttori del Medio Oriente, Arabia saudita e Iran, che pure si guardano ad un tiro di cannone dai due lati dello stretto di Hormuz, dove passa il 40 per cento del petrolio venduto sui mercati internazionali.

 

Nei cinque giorni da quando Riad, venerdì scorso, ha giustiziato un religioso sciita, innescando lo scontro, il barile ha perso l’8 per cento. Fino a poco più di un anno fa, la notizia che gli estremisti islamici attaccavano le installazioni petrolifere in Libia avrebbe fatto schizzare le quotazioni a livelli record.

estrazione di petrolio nel delta del niger in nigeriaestrazione di petrolio nel delta del niger in nigeria

 

Ieri, l’attacco e l’incendio di cinque serbatoi nei porti libici sono stati accolti con uno sbadiglio. Un’era, quella dell’oro nero, sembra sulla via di concludersi. L’esperienza degli ultimi cinquant’anni dice che, quando il prezzo del petrolio scende troppo, gli investimenti si fermano, se ne estrae di meno e la domanda insoddisfatta fa risalire il prezzo. Sono convinti che funzioni ancora così alla Commerzbank, i cui analisti pronosticano il petrolio almeno a 60 dollari a fine anno. Ma, forse, sono rimasti indietro.

 

PETROLIO OFFSHORE PETROLIO OFFSHORE

I loro colleghi della Goldman Sachs, la banca con il portafoglio più importante al mondo sul greggio, lo vedono, invece, a 20 dollari. E, comunque, non la bevono i mercati. Sia in America che in Europa, gli operatori trattano il petrolio con consegna a dicembre 2016 poco sopra i 40 dollari. Neanche per il 2023 le quotazioni dei futures risalgono a 60 dollari.

 

Semplicemente, di greggio ce n’è troppo. Stracolmi i depositi a terra, ci sono cento milioni di barili - un giorno di consumi globali - a galleggiare nelle stive delle petroliere all’ancora, noleggiate per conservare il petrolio che nessuno vuole. I conti, sia pure ad occhio, sono facili da fare. Le nuove tecniche di trivellazione - il fracking - hanno fatto comparire dal nulla, in America, quattro milioni di barili di greggio al giorno. Due milioni in più di quanto ne chieda, oggi, il mercato. Nè i frackers, nè i sauditi, nè i russi sono disposti a tagliare quei due milioni di barili per riequilibrare domanda e offerta.

 

PETROLIO QUOTAZIONI PETROLIO QUOTAZIONI

Inondato di greggio, il mercato continua a far crollare il prezzo. L’interpretazione più diffusa della mancata reazione del barile allo scontro Riad-Teheran segue un copione tradizionale. Se sauditi e iraniani litigano, si dice, è più difficile che si mettano d’accordo per un taglio comune della produzione, che faccia risalire i prezzi. In realtà, l’idea di un accordo del genere non trova appigli da nessuna parte. Gli iraniani, che stanno per riaffacciarsi sul mercato, grazie alla fine delle sanzioni, vogliono che siano gli altri a tagliare la produzione, per fare spazio alla loro, senza incidere sui prezzi.

 

Nessuno, dai sauditi in giù, pensa di fare una cosa del genere, che colpirebbe i suoi introiti. E, infatti, in questo momento, nell’Opec, ognuno pompa più che può. Più che l’accordo mancato, pesa invece sul prezzo del petrolio proprio il ritorno sul mercato degli iraniani. La strategia saudita di far scendere le quotazioni per far sballare i conti dei nuovi petrolieri americani sta avendo successo: nelle praterie del Texas e del Nebraska i fallimenti si moltiplicano.

BRENT IL PETROLIO DEL MARE DEL NORD BRENT IL PETROLIO DEL MARE DEL NORD

 

Gli esperti calcolano che, nel 2016, i frackers produrranno 500 mila - 1 milione di barili di greggio (al giorno) in meno. Il problema è che questo buco sarà colmato dalla nuova produzione iraniana, mantenendo inalterato lo squilibrio fra domanda e offerta. Guardando più lontano, tuttavia, si vede che lo squilibrio è frutto anche dei cambiamenti permanenti della domanda. Il mondo non ha più sete di petrolio.

 

Ogni dollaro di prodotto interno lordo, negli Usa, contiene il 25 per cento di greggio in meno, rispetto a venti anni fa. In Cina il 33 per cento. In Occidente, la domanda di petrolio sta scendendo rapidamente. L’Europa consumava 671 milioni di tonnellate nel 2004, 549 milioni, il 20 per cento in meno, dieci anni dopo. L’Italia bruciava nei motori delle auto 14,7 milioni di tonnellate di benzina nel 2002. Nel 2015, 7,1 milioni, meno della metà. Il gasolio ha retto meglio, ma, fra il 2010 e il 2015, il consumo è sceso del 10 per cento.

 

BRENT IL PETROLIO DEI MARI DEL NORD BRENT IL PETROLIO DEI MARI DEL NORD

Negli Usa stanno tornando di moda i Suv, ma difficilmente questo basterà a invertire la tendenza, che vede sempre meno giovani con la patente in tasca. Secondo gli esperti, questa discesa dei consumi in Occidente doveva essere più o meno compensata da un aumento di pari entità nei paesi emergenti, soprattutto Cina e India. Il rallentamento dell’economia cinese spinge in direzione opposta. Il mercato ha preso nota.

 

petrolio e dollari petrolio e dollari

 

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…