andrea orcel unicredit russia

ORCEL NON RUSSA - UNICREDIT ACCELERA SULL’USCITA DA MOSCA OTTEMPERANDO COSÌ A UNA DELLE RICHIESTE FATTE DALLA BCE E DAL GOVERNO ITALIANO (L’ATTIVITA’ IN RUSSIA È STATA UNA DELLE SCUSE CON CUI IL L’ESECUTIVO HA GIUSTIFICATO IL GOLDEN POWER SULL’OPERAZIONE BPM). LA BANCA DI PIAZZA GAE AULENTI POTREBBE COSI' NEUTRALIZZARE LA SCALATA DI CREDIT AGRICOLE A BANCO BPM, CHE ARRIVERÀ NON PRIMA DELLA PRIMAVERA – PER IL 2026 SUL TAVOLO DI ORCEL C’È IL DIVORZIO DA AMUNDI, LA SCALATA A COMMERZBANK E IL DOSSIER GENERALI: IN BALLO UNA PARTNERSHIP DOPO IL DIVORZIO CHE SI È CONSUMATO TRA IL LEONE E LA FRANCESE NATIXIS SUL RISPARMIO GESTITO OPPURE…

 

 

Luca Gualtieri per "MF"- Milano Finanza

 

Il 2025 è stato un anno di transizione per Unicredit. La campagna di m&a ha subito una battuta d’arresto per l’opposizione dei governi e la banca ha reagito aprendo nuovi fronti, dalla razionalizzazione delle fabbriche agli accordi all’estero fino all’ingresso nelle Generali. Questi dossier sono ancora aperti e il 2026 potrebbe rivelarsi decisivo per condurli in porto.

andrea orcel commissione banche foto lapresse

 

 

Sul fronte dell’asset management il contratto con Amundi, partito nel 2017 con l’acquisizione di Pioneer, scadrà nel 2027. Piazza Gae Aulenti però potrebbe avere le mani libere molto prima. Il processo del resto è già partito: nel 2021 il colosso francese del risparmio gestiva circa l'80% degli investimenti della banca; oggi la quota è scesa al 60% e potrebbe calare ancora fino ad azzerarsi in tempi rapidi.

 

 

Cosa accadrà poi?

 

Un'opzione è che si cerchi un altro partner. La strada estera è percorribile e i candidati non mancano, a partire dalla francese Bnp Paribas. Gli occhi del mercato sono puntati anche su Azimut. A fine 2022 l’asset manager milanese fondato da Pietro Giuliani ha siglato una partnership con Unicredit per distribuire in Italia prodotti di risparmio gestito. L’accordo è partito nel 2023 e prevede per la banca un diritto di prelazione che le consentirebbe di rilevare la joint venture entro il 2028.

 

 

lettera della commissione ue sul golden power unicredit bpm 1

Ma, secondo fonti vicine a Piazza Gae Aulenti, l’ipotesi più probabile è che la banca scelga una strategia di crescita organica basata sulla piattaforma Onemarkets e su un modello multi-partner. Dopo aver raccolto 22 miliardi in due anni e mezzo, Unicredit potrebbe ampliare l’offerta distribuendo il lavoro tra gestione interna e mandati esterni, sfruttando la propria scala per ottenere condizioni più favorevoli dai grandi gestori e sostenere la crescita senza assorbire nuovo capitale.

 

 

Lo snodo delle polizze

 

Nel 2026 è prevista la fusione tra Unicredit Life Insurance e Unicredit Vita Assicurazioni, un passaggio che completerà l’internalizzazione delle attività bancassicurative vita. Il timone è in mano al responsabile group insurance Alessandro Santoliquido che punta a un progressivo rafforzamento delle fabbriche, riducendo così la dipendenza da partner esterni.

 

 

ANDREA ORCEL UNICREDIT

Sul ramo danni invece i giochi restano aperti visto che l'accordo con Allianz scadrà solo nel 2027. C’è chi scommette in un annuncio a sorpresa e il presidente di Unipol Carlo Cimbri non ha chiuso a una collaborazione con la banca di Piazza Gae Aulenti: «Noi andiamo avanti per la nostra strada ma in futuro è tutto possibile, io non escludo nulla», ha spiegato di recente. Per gli analisti una partnership tra le due realtà avrebbe senso mentre rimane poco probabile una più ampia operazione di m&a che coinvolga anche Bper, la banca modenese partecipata di Unipol al 19%. Indiscrezioni in tal senso sono circolate più volte sul mercato ma sono state sinora sempre smentite da Unicredit.

 

Il fronte Generali

 

Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, la banca ha costruito una partecipazione significativa nella compagnia triestina, arrivando a detenere il 6,7% e sostenendo in assemblea la lista presentata da Francesco Gaetano Caltagirone. La quota è poi stata limata al 2% e per il momento Orcel non scopre le carte: sul Leone abbiamo «fatto un investimento finanziario. All’inizio vedevamo delle possibilità per cooperare con loro.

 

 

ANDREA ORCEL

Ma, visto che non ci sono stati gli estremi, la partecipazione netta è scesa e lì siamo. Vediamo cosa succederà», ha tagliato corto Orcel nella recente audizione in Parlamento di fronte alla Commissione Banche.

 

Ma a cosa potrebbe puntare Piazza Gae Aulenti? I banchieri d’affari scommettono su due possibili obiettivi: o Banca Generali, un asset che il ceo del Leone Philippe Donnet non considera più strategico e ha più volte messo sul mercato negli ultimi tre anni: o, in alternativa, una partnership sull’asset management dopo il divorzio che si è consumato tra il Leone e la francese Natixis. Molto dipenderà dagli equilibri di governance che si disegneranno nei prossimi mesi e dai riflessi sul cda sul Trieste, come onda lunga dell’opas del Montepaschi su Mediobanca, primo azionista della compagnia al 13,2%.

 

 

La scalata in stand-by su Commerzbank

andrea orcel con pierantonio zanettin senato, commissione parlamentare sulle banche foto lapresse

 

Sul fronte internazionale, Commerzbank resta l’obiettivo principale di Unicredit, anche se la scalata è per ora sospesa: Piazza Gae Aulenti ha raggiunto il 26% del capitale dell’istituto tedesco e ha messo nel mirino il 29%, ma il governo di Berlino e la ceo Bettina Orlopp continuano a opporsi. Orcel ha dichiarato di rispettare le scelte della controparte, ma non vuole mollare la presa sulla preda. Anche perché le opzioni put costruite sul titolo Commerz gli offrono una copertura efficace dagli eventuali ribassi che peraltro potrebbero anche rendere gli attuali azionisti più favorevoli alla scalata di Unicredit. nel capitale per puntellare l’istituto stesso.

 

 

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

Meno conflittuale è il fronte greco. Nei giorni scorsi Unicredit ha ottenuto il via libera della Bce per salire al 29,9% di Alpha Bank, fra i primi quattro istituti di Atene, e ha raggiunto già una partecipazione complessiva del 29,5%. La collaborazione con il gruppo ellenico è iniziata nel 2023 con la fusione delle controllate in Romania e la creazione di AlphaLife. Secondo diversi analisti, la scalata potrebbe preludere a un’opa totalitaria, anche se il titolo è salito molto negli ultimi mesi rendendo il takeover troppo caro agli occhi di Orcel, oltretutto in presenza di poche sinergie. Per ora l’obiettivo è consolidare la presenza in un mercato in forte ripresa e con prospettive di redditività superiori alla media europea.

 

 

E l’Italia? Nel suo discorso di fronte alla Commissione Banche Orcel ha difeso la centralità del Paese nella strategia di Unicredit. Ma ha anche escluso con decisione un ritorno sul dossier Banco Bpm: «Col risiko bancario non si può mai dire mai, ma Banco Bpm per Unicredit non è più attraente come ai tempi della nostra ops».

 

 

ANDREA ORCEL FOTO LAPRESSE

Si osserva però che, se i valori di concambio oggi giocano a sfavore di una combination, altri fattori potrebbero spingere per una riapertura del dossier. Da una parte c’è l'avvio della procedura di infrazione da parte della Commissione Ue sul Golden Power italiano. In seconda battuta Unicredit ha accelerato sulla exit dalla Russia e proprio nella prima metà del 2026 dovrebbe chiudere tutte le attività retail nel paese, ottemperando così a una delle richieste fatte dal governo italiano e dalla Bce. Ma soprattutto Unicredit potrebbe rivelarsi l’unico soggetto in grado di fermare l’avanzata del Crédit Agricole su Banco Bpm. Un ribaltamento dei ruoli che potrebbe creare le condizioni favorevoli per la grande operazione di m&a coronerebbe la strategia di Piazza Gae Aulenti.

 

orcel giorgettiunicredit 2ANDREA ORCEL

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…