bassanini guerra

CASSA DEPOSITI E PASTICCI – SU INPUT DI GUERRA, RENZI VUOLE LIBERARSI DEL VECCHIO BASSANINI, PER FARE SPAZIO A COSTAMAGNA – PECCATO CHE L’OPERAZIONE RICHIEDA IL VIA LIBERA DELLE FONDAZIONI BANCARIE (GUZZETTI) – IL RUOLO “RETROSCENISTA” DI FILIPPO SENSI, ”L’ANIMA NERA” DI RENZI CHE FA ROSICARE LOTTI E LA BOSCHI

DAGOREPORT

 

alberica brivio sforza, claudio costamagna alberica brivio sforza, claudio costamagna

Metti un banchiere che scalpita, un consulente che si muove come un carro armato, uno spin doctor che mette bocca su tutto e un premier che ondeggia tra faciloneria e spacconeria ed ecco spiegato il grande pasticcio della Cassa Depositi e Prestiti.

 

Nella “nuova Iri” controllata dal Tesoro (80%) e dalle principali fondazioni bancarie (18%) sembra finita l’era di Franco Bassanini presidente e Giovanni Gorno Tempini amministratore delegato e i giornali si esercitano liberamente da giorni sui loro successori.

 

Chi si è mosso per primo è il banchiere milanese Claudio Costamagna, classe 1956, presidente di Salini-Impregilo. Dopo neppure due anni pare che il suo idillio con Pietro Salini sia già terminato e così si è messo a caccia di una nuova poltrona. Anzi, di una super-poltrona come quella occupata da Bassanini.

BASSANINI BASSANINI

 

Costamagna è molto amico di Andrea Guerra (sono stati insieme anche nel cda di Luxottica), che come consigliere economico di Matteo Renzi pretende di avere il boccino in mano su nomine e dintorni. Cdp, poi, è un dossier che Guerra conosce bene perché lo maneggia da mesi. E i contrasti con Bassanini e Gorno Tempini non sono mancati.

 

franco bassanini pier carlo padoanfranco bassanini pier carlo padoan

Il primo nodo delicato è quello dei progetti per la banda larga, dove la Cdp si è scontrata con Telecom Italia. Guerra ha buoni rapporti con Alberto Nagel, ad di Mediobanca e in qualche modo ambasciatore di Telecom, mentre Bassanini è rimasto arroccato e liquida le mosse di Guerra come quelle di un sodale di Vincent Bollorè, il patròn di Vivendi che è diventato il primo azionista di Telecom al posto di Telefonica.

Maurizio Tamagnini Giovanni Gorno Tempini Maurizio Tamagnini Giovanni Gorno Tempini

 

Il secondo terreno di scontro tra Guerra e Bassanini riguarda l’assetto della Sace, in attesa della sua privatizzazione. La compagnia di assicurazione per l’export, guidata dal duo Giovanni Castellaneta-Alessandro Castellano, vorrebbe espandersi nel settore del credito diretto alle imprese, come una Exim Bank del tipo francese, tedesco o americano. Un progetto che piace molto anche a Guerra, ma contro il quale sono schierati i vertici della Cdp e il perché è presto detto: se Sace diventasse una banca, la stessa Cdp si troverebbe sottoposta alla vigilanza della Banca d’Italia. E avrebbe un’autonomia di manovra assai inferiore a quella attuale.

laudomia pucci e giovanni castellanolaudomia pucci e giovanni castellano

 

In ogni caso, con questi due casus belli tra le mani, Guerra è andato da Renzi a dirgli che bisogna fare il ribaltone alla Cassa, perché Bassanini ormai è vecchio (ha appena compiuto 75 anni) e Gorno Tempini sarebbe un “Signor no” che si oppone a tutto. In più, la controllata Fondo Strategico italiano, guidata da Maurizio Tamagnini, non farebbe i dovuti investimenti, appunto, “strategici”.

 

Come spesso gli accade, il premier ascolta il consigliere fidato del Giglio magico e parte in quarta, ma senza studiare a fondo il dossier. E il dossier, come sanno anche i normali cronisti finanziari, dice che la nomina del presidente della Cdp spetta alle Fondazioni. Insomma, tocca parlarne con Giuseppe Guzzetti, grande vecchio della Cariplo. E poi il primo azionista è il Tesoro, e quindi bisognerebbe fare due chiacchiere anche con Pier Carlo Padoan. In più, a dirla tutta, lo stesso Renzi non è convintissimo di Costamagna perché qualcuno del Giglio magico gli fa notare che da sempre è vicinissimo a Romano Prodi ed era co-autore del vecchio piano Telecom di Angelo Rovati che fece infuriare all’epoca Tronchetti.

andrea guerraandrea guerraclaudio costamagna romano prodi lapclaudio costamagna romano prodi lap

 

Padoan spiega a Renzi che non si risolve tutto con una riunione del Consiglio dei ministri. Il consiglio della Cdp, e quindi Bassanini, scade tra un anno e mezzo e quindi, per il ribaltone che ha in mente Guerra, occorre che i consiglieri del Tesoro si dimettano in massa. Questo schema, riferito da Renzi a Guzzetti, non ottiene il gradimento. L’ottantenne banchiere comasco fa notare che una mossa del genere è particolarmente violenta ed equivale a una sfiducia a Bassanini che per le Fondazioni è immotivata.

 

andrea guerra matteo renzi leopoldaandrea guerra matteo renzi leopolda

Guzzetti, ovviamente, da bravo democristiano non ha chiuso la porta in faccia al premier, ma ha chiesto qualche giorno per rifletterci. Insomma, deve decidere che cosa chiedere in cambio del via libera al defenestramento di Bassanini. Nel frattempo Costamagna ha saputo che Guzzetti non lo stima particolarmente e per aggirare l’ostacolo si è rivolto al suo nume tutelare, Giovanni Bazoli: “Parla a Guzzetti, per favore”, è stata la richiesta dell’ex Goldman Sachs.

 

Filippo Sensi Filippo Sensi

In questa fase di impasse si è inserito Filippo Sensi, il para-guru della comunicazione renziana che è diventato così ascoltato dal Capo da suscitare ultimamente perfino le invidie di Luca Lotti e della Boschi, che lo vedono come un novello Rasputin. “Approfitta delle lunghe trasferte estere in cui stanno a tu per tu per allargarsi sempre più”, dicono a Palazzo Chigi non senza risentimento.

 

Sulla partita Cdp Sensi è intervenuto con i soliti cronisti fidati, quelli a cui giornalmente rifila i virgolettati anonimi “riferibili a Renzi”, cavalcando il nome di Costamagna e affossando Bassanini. Ma la fuga di notizie pilotata su un prossimo ribaltone ai vertici ha moltiplicato il casino e sta rischiando di far passare Renzi per pasticcione. Anche perché, come detto, il via libera di Guzzetti ancora non c’è e al Tesoro fanno un po’ i pesci in barile.

 

GIOVANNI BAZOLI E GIUSEPPE GUZZETTIGIOVANNI BAZOLI E GIUSEPPE GUZZETTI

Bassanini, che ha una lunga esperienza di politico nella sinistra “migliorista”, ha capito che lo stanno rosolando sui giornali ed è andato a lamentarsene dal premier in persona. Con lui Renzi ha dato il meglio di sé: “Stai tranquillo che tanto vai alla Corte Costituzionale”, gli ha detto. Per la serie #Francostaisereno. Ma “Franco” non è stupido e gli ha ribattuto: “Per andare alla Consulta ci vuole un voto bipartizan del Parlamento, non sto affatto tranquillo”.

 

Il risultato è che le chiacchiere stanno a mille e i fatti, ancora, a zero. Renzi vuole decidere il cambio dei vertici della Cdp entro venerdì, ma il dossier, come si è visto, prevede anche il coinvolgimento di Guzzetti e Padoan. Guerra non basta.   

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”