BREVETTO E GODO - LE AZIENDE DI TECNOLOGIA FANNO A GARA PER CHI NE PRESENTA DI PIÙ - DAL TELEFONINO CON L’AIRBAG A QUELLO FLESSIBILE, AL TABLET CON LA BATTERIA CHE DURA MESI FINO AGLI OCCHIALI CON CUI MUOVERE IL MOUSE - OGNI ANNO MIGLIAIA DI IDEE FOLLI DIVENTANO PROPRIETÀ PRIVATA DEI GIGANTI DELLA TECNOLOGIA, CHE POI SI SCANNANO IN TRIBUNALE...

Aldo Fontanarosa per "la Repubblica"

Telefonino, imprecazione. Quante volte la caduta del nostro smartphone dal taschino della giacca ci fa maledire gli Dei. Soprattutto quando l'amato apparecchio non si accende più o ha lo schermo in pezzi, per la botta presa. Come biasimare allora quelli di Amazon (il "grande magazzino" virtuale di Internet) che nel 2011 registrano il brevetto più improbabile (ma anche più bello) della storia. Un cellulare che piomba sul pavimento solo dopo che alcuni airbag si sono aperti per proteggerlo dal danno.

Benvenuti tra le invenzioni più pazze del mondo. Quelle dei tablet o degli smartphone che verranno, forse, un giorno, oppure mai. Nella banca dati dell'Autorità americana "Uspto", sono registrate idee degne dell'Archimede Pitagorico di Topolino o del tenero "Portobello" di Tortora. Oppure soltanto geniali, la storia ce lo dirà. È il caso del "tablet eterno", che accendi e non si scarica più per mesi. Brevetto Apple. Dei telefonini "flessibili", dai materiali pieghevoli come sfoglia di pizza. Intuizione della LG del 2012, subito pareggiata da un brevetto gemello Apple.

Se il cellulare maleducato squilla quando non deve, benedetta sia l'invenzione di Motorola Mobility (società oggi proprietà di Google): la sculacciata. L'apparecchio "si silenzia" se lo colpisci sul di dietro, come un neonato. Opposta la filosofia dei finlandesi della Nokia, secondo cui dovremmo sapere sempre di ogni trillo. Ecco allora l'occhiale che si illumina, lungo la stanghetta sinistra, alla prima chiamata. Un perfetto sistema di allarme, a cellulare lontano. Ma anche Google (nel 2012) punta sugli occhiali. Gli occhiali mouse, che permettono di governare il computer senza toccarlo con le mani. Pura fantasia? A giugno, la società di Mountain View ha spedito il fondatore Sergey Brin a illustrare il prototipo alla trasmissione tv "Gavin Newsom Show".

Le invenzioni più strane del mondo sono l'effetto curioso, a volte comico, della febbre maledettamente seria che ha investito tutti i giganti del settore. Decisi a registrare nuovi brevetti in quantità smisurata, e poi a difenderli a colpi di diffide legali e cause. Scrive Geesung Choi, vice presidente della Samsung, nel bilancio 2011 della società: «Siamo secondi! Secondi nella classifica degli assegnatari di nuovi brevetti negli Usa: 4 mila 894 nel solo 2011».

Quattromila 894 idee sulle quali campeggia adesso la scritta "proprietà privata". Ma altri 2559 brevetti sono stati depositati (sempre l'anno scorso) dalla giapponese Panasonic; 2286 dalla giapponese Sony; 1411 dalla coreana LG (tra cui lo smartphone flessibile); 676 dall'americana Apple (incluso il tablet dalla pila eterna); 585 dalla finlandese Nokia. I brevetti sono così tanti che Google ha creato un apposito motore di ricerca per navigare tra tante idee.

I brevetti sono, sarebbero la benzina dell'economia. Yu Uny Cao (autore di "Patents as financial assets", libro cult sul tema) scrive che ideazione e ricerca regalano al Pil statunitense un 10% di crescita che chiamiamo "premio di innovazione". Trenta milioni di posti di lavoro esistono solo in ragione della capacità di invenzione» di Apple, Amazom, Google-Motorola, Facebook. Ma James Bessen e Michael J. Meurer - nel loro storico "Patent failure" - teorizzano invece un mondo da incubo. Dove la proprietà dei brevetti determina un monopolio delle idee protetto dalla legge.

Le aziende della comunicazione, per quanto solide nei conti, non nascondono la loro paura. Perché una causa legale ha, per definizione, un «esito imprevedibile». E se vieni condannato devi mettere nel conto «danni economici seri». A parlare così non è un padre di famiglia, preoccupato per la citazione che gli è arrivata dal vicino di casa impazzito. E' il colosso Apple (nel suo bilancio 2010). Dal 2007 ad oggi - mentre vendeva 250 milioni tra iPhone, iPad e iPod - «Apple è stata al centro di 479 processi per difendere i propri brevetti» o perché accusata di aver violato quelli altrui (stima la Thomson Reuters nel suo studio "Inside the iPhone patent portfolio").

E anche la Samsung deve avere molta paura se le spese per avvocati - nel 2011 - sono cresciute a 66 milioni 874 mila euro. Una montagna di soldi che non l'hanno salvata il 25 agosto quando la Corte di San José in California l'ha condannata a pagare 1,05 miliardi di dollari per aver violato proprietà Apple.

Il giudice Richard Posner (chiamato a valutare un ricorso di Apple contro Google-Motorola a giugno scorso) scrive perplesso della guerra mondiale dei brevetti: «Come in una giungla, le aziende utilizzano contro l'avversario tutte le zanne e gli artigli che il loro ecosistema autorizzi». E chissà cosa penserà il saggio magistrato se un giorno gli chiederanno di pronunciarsi - in una causa per la proprietà intellettuale - sul tatuaggio a pelle che si muove quando il cellulare squilla (brevetto Nokia) o sul telefonino che si avvicina quando lo chiami, come il più fidato dei cagnolini.

 

google-logologo appleasus nexus google SERGEY BRIN E LARRY PAGE FONDATORI DI GOOGLE jpeglarry page sergey brin - Fondatori di GoogleAPPLE VS SAMSUNG jpegSAMSUNG AMAZON

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTA ALLO STATO ITALIANO 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI DI EURO (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE L'EMISSARIO DI TRUMP, PATRON DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB. IN QUALITÀ DI AMBASCIATORE, FERTITTA NON POTREBBE CONCLUDERE ALCUN ACCORDO IN ITALIA PER I PROSSIMI DUE ANNI E MEZZO. MA CI SAREBBE SEMPRE IL FIGLIO PATRICK CHE..

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?