VIA AL TOTO-BOIARDI - NON È STATA ANCORA SCUOIATA LA PELLE DELL’ORSI CHE È GIÀ DECOLLATA LA CORSA PER LA POLTRONISSIMA DI SFIGMECCANICA - “REPUBBLICA” TIRA LA VOLATA A GIUSEPPE RECCHI, BOSS TORINESE DELL'ENI, EX GENERAL ELECTRIC - MA RIGOR MONTIS E GRILLI VORREBBERO UN PRESIDENTE “DI GARANZIA”, CIOÈ UNO CHE GARANTISCA DI NON FINIRE SOTTO INCHIESTA - IN CORSA CANTARELLA, BERNABÈ, SARMI E MAURO MORETTI…

Roberto Mania per "la Repubblica"

Il governo stringe i tempi sul caso Finmeccanica. E pensa a una soluzione "modello Rai": un capo azienda forte affiancato da un presidente di garanzia. Ieri - al di là delle smentite di rito - il premier Mario Monti pare ne abbia accennato durante l'incontro con il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Finmeccanica è diventata, dopo l'ultima, ma non conclusiva, puntata giudiziaria, una priorità.

E non è un caso che ne abbia parlato pure il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano: «Ci sono delle ipotesi di reato, delle contestazioni di reato per vicende che riguardano relazioni e accordi commerciali tra l'Italia e il Brasile, l'Italia e l'India. Se ci sono state delle violazioni della legge saranno punite». È uno scandaloso groviglio che districherà per la sua parte la magistratura, ma che ormai obbliga il governo a intervenire per la sua competenza.

Finmeccanica è il più grande gruppo industriale del paese, è impegnato in settori strategici e tecnologicamente avanzati, ha oltre 70 mila dipendenti, vale più di un punto di Pil, è il suo azionista di riferimento con un pacchetto del 30,2 per cento è il Tesoro. Nei prossimi giorni, forse anche prima della riunione del Consiglio di amministrazione della holding convocato per l'8 novembre con all'ordine del giorno l'esame dei conti trimestrali, Monti e il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, apriranno formalmente il dossier.

In questa chiave va letta pure la dichiarazione del ministro dello Sviluppo, Corrado Passera: «Non possiamo parlare fino a quando non saranno prese decisioni». Dunque stanno arrivando "decisioni" che, per la competenza del governo, non possono che riguardare l'assetto di vertice. Perché la posizione del presidente e ammini-stratore delegato, Giuseppe Orsi, indagato per corruzione internazionale, è diventata molto instabile.

Il suo staff continua a descriverlo tranquillo e ripete che in un anno di indagine non è emersa una prova. «Business as usual», aggiungono. Ma nessuno può escludere nuovi sviluppi sul fronte giudiziario. Una condizione di incertezza che peserebbe non poco sulle strategie industriali del gruppo. Il fallimento della mega fusione da circa 70 miliardi di euro tra gli anglo tedeschi di Eads (gruppo che controlla Airbus) e gli inglesi di Bae System ha riaperto in Europa i giochi delle alleanze.

In più Orsi ha presentato un piano industriale che prevede dismissioni per un miliardo di euro entro l'anno. Serve un manager forte che abbia dietro la piena fiducia del governo. Da ieri per la presidenza circola anche il nome di Paolo Cantarella (membro del cda), ex manager Fiat, insieme a quelli dell'attuale ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola (ci potrebbero essere problemi di incompatibilità) e del presidente dell'Eni, Giuseppe Recchi. Poi le possibili soluzioni interne per la carica di ceo: Alessandro Pansa, direttore generale, Giuseppe Zampini, ad Ansaldo Energia, Antonio Perfetti, ad di Mbda Italia, Fabrizio Giulianini, capo della neonata SuperSelex); e quelle esterne: Franco Bernabè (Telecom), Massimo Sarmi (Poste) e Mauro Moretti (Ferrovie).

 

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