QUEL DEBITO CHE SCHIACCIA RCS - IL GRUPPO EDITORIALE DEL "CORRIERE DELLA SERA" PUNTA A RIAPRIRE LE TRATTATIVE CON LE BANCHE IN AUTUNNO SUI FINANZIAMENTI DA 600 MILIONI PER OTTENERE CONDIZIONI MENO ONEROSE

Andrea Montanari  per Milano Finanza.it

 

RCS RCS

Hanno aperto la seduta valutando gli effetti della conversione delle azioni di risparmio in ordinarie e hanno finito per avviare formalmente il tavolo della ristrutturazione del debito (520,8 milioni al 31 marzo). All'inizio di questa settimana si è tenuto il cda di Rcs Mediagroup nel quale si è fatto il punto sulla gestione (i conti del semestre saranno approvati il 31 luglio) e si è affrontato l'argomento relativo all'opportunità di chiedere agli istituti (Intesa, Ubi, UniCredit, Bnp, Bpm e Mediobanca) che nel 2013 avevano concesso il finanziamento da 600 milioni (collegato all'aumento di capitale da 400 milioni) una revisioni delle condizioni del prestito e l'allungamento delle scadenza.

mediobancamediobanca

 

A fronte di un parziale rimborso delle linee di credito concesse utilizzando le risorse (47 milioni) incassate dalla conversione dei titoli. Nel primo trimestre la società ha pagato interessi per oltre 10 milioni contro 6 milioni versati nello stesso periodo del 2013.

Il progetto diventerà ufficiale dopo la pausa estiva: ottobre dovrebbe essere il mese nel quale la trattativa entrerà nel vivo. L'obiettivo di Rcs è quello di arrivare a chiudere l'operazione tra gennaio o febbraio 2015 quando si avrà una visione più chiara del rispetto dei covenant sul debito.

E tra le opzioni sul tavolo sarebbe spuntata anche quella di un bond. Al momento, questa soluzione non trova riscontri formali, anche perché la società, essendo in perdita e molto indebitata, non avrebbe gioco facile nel trovare sottoscrittori. Comunque i vertici del gruppo editoriale vorrebbero presentarsi alle banche non solo con i dati della semestrale, che risentirà della stagionalità del business, ma con numeri e prospettive più concrete per il 2014.

logo intesa san paolologo intesa san paolo

Intanto, mentre sul fronte editoriale c'è da registrare il comunicato del cdr del Corriere della Sera contro la pagina pubblicitaria apparsa nell'edizione di ieri sul caso di Marcello Dell'Utri, in Spagna la stampa specializzata è tornata ad accreditare l'ipotesi di valorizzazione di alcuni asset quali la tv, Radio Marca e i periodici. Per alcuni osservatori, per quanto più volte l'ad Pietro Scott Jovane abbia smentito, resterebbe valida l'opzione della fusione del quotidiano El Mundo con Abc o La Razon. (riproduzione riservata)

TORRE UNICREDITTORRE UNICREDITlad di unicredit federico Ghizzoni intervistato da Beppe Severgnini lad di unicredit federico Ghizzoni intervistato da Beppe Severgnini

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