DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO/1 – LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...
DAGOREPORT
giorgia meloni gian marco chiocci
La riforma della governance Rai, che obbliga gli stati europei ad attuare le disposizioni previste dallo European Media Freedom Act (Regolamento UE 2024/1083), avrebbe dovuto essere approvata dal parlamento italiano entro giugno.
La presidente della Commissione di vigilanza sulla tv pubblica, la pentastellata Barbara Floridia, si è molto spesa per cercare di portare a casa le nuove norme che dovrebbero mettere fuori dalla porta i partiti dalla governance delle emittenti si Stato (ciao core...).
La Floridia si è confrontata con il sottosegretario Alfredo Mantovano, con il presidente della Camera Lorenzo Fontana e quello del Senato, Ignazio La Russa, incassando da tutti una buona dose di rassicurazioni a portarla avanti, ma alla fine è rimasta carta morta. Il solito bla-bla per mandarla a casa contenta.
E' successo che a Palazzo Chigi, dove si progettava una riforma della Rai più “aggressiva”, con l’obiettivo di “militarizzare” Viale Mazzini in vista delle elezioni politiche del 2027, sia in corso una riflessione più ampia che potrebbe portare il titolo: 'ste televisioni a che cazzo servono?
La prova schiacciante è arrivata dall’esito disastroso del referendum sulla Giustizia che ha costretto Giorgia Meloni e i suoi a prendere atto della scarsa efficacia dei canali Rai e Mediaset nell’orientare consensi e opinioni.
La bocca di fuoco di cui disponeva il governo per sospingere il "Sì" alla riforma della Giustizia avrebbe infatti dovuto garantire il successo.
GIAMPAOLO ROSSI E GIAN MARCO CHIOCCI
E invece, nonostante sei canali generalisti, il 22-23 marzo è arrivata una scoppola tale da incrinare le certezze sull’importanza di avere le briglie del maggior strumento mediatico.
Escluso il Tg1 di Gian Marco Chiocci, che è il più visto in Italia, gli altri sono pistoline scariche: il Tg2 da tre anni è in mano ad Antonio Preziosi, in quota Forza Italia, e il Tg3 di Pierluca Terzulli non è ascrivibile ovviamente al centrodestra.
Anche senza il camerata Petrecca al comando, Rainews24 non è classificata: nonostante i suoi mezzibusti si sentano alla CNN, la all-news viene vista da quattro gatti ed è irrilevante nel dibattito pubblico. Due settimane fa, inoltre, è stato un cronista di Rainews a chiedere a Giorgia Meloni un suo pensierino sulla "grazia" a Nicole Minetti, mentre la premier concionava del Piano Casa. Risultato? La Ducetta, che si aspetta il solito trattamento-Petrecca, si è incazzata.
clemente mimun foto di bacco (3)
Uscendo dal perimetro Rai, persino il Tg5 ha mutato orientamento: prima schiacciato sul melonismo, ora, su input dei fratelli Berlusconi, il direttore Mimun si è allontanato da Fratelli d’Italia.
Ma in generale è il “modello” del Tg a essere obosoleto nel suo ruolo di propaganda politica. Quando si ha in tasca un telefonino spara-social e un computer sul tavolo che informa in tempo reale, attendere le 20 per la messa cantata dei Tg appartiene al mondo di ieri, analogico e irrilevante.
PALAZZO CHIOGGI - MEME BY EMILIANO CARLI
È poi controproducente per lo share per qualunque direttore, compreso lo stesso Chiocci, “bucare” notizie per dare spazio alla grancassa che Fratelli d’Italia pretenderebbe. Essì: non si può avere la siringa piena e la moglie in overdose...
Gian Marco Chiocci foto mezzelani gmt 1173
antonio preziosi (2)




