1- “SALVATE IL SOLDATO LUCIANI” È DIVENTATA LA PAROLA D’ORDINE PER I CONTI DI BERNABÈ 2- LE TRE GRANE DI TELECOM: ARGENTINA, LA7 E LA VICENDA SCHEDE TELEFONICHE FASULLE 3- LA RICERCA DI UN SOCIO FORTE PER LA7 IMPANTANATA SUI MARCIAPIEDI DI MEDIOBANCA 4- MORETTI ANALIZZA NTV: QUANDO LA FLOTTA DI LUCHINO E DEI SUOI COMPAGNI DI MERENDA SARÀ COMPLETATA CON L’ARRIVO DI 25 TRENI, IL CASINO RISCHIA DI AUMENTARE 5- ALL’ALENIA, QUELL’UOMO ACCANTO ALLA FORNERO NON ERA UNA GUARDIA DEL CORPO. ERA IL MARITO, MARIO DEAGLIO, PUNTO DI RIFERIMENTO DELLA PICCOLA THATCHER 6- GIUSEPPE ORSI SARÀ COSTRETTO A FARE UN PASSO INDIETRO PRIMA DELLA PROSSIMA ASSEMBLEA. UN PASSO INDIETRO SEMBRA L’ABBIA FATTO ANCHE ROCCO SABELLI, CHE SEMBRAVA LA CARTA COPERTA DI PASSERA PER LA SOSTITUZIONE DEL POVERO ORSI

1- LE TRE GRANE DI TELECOM: ARGENTINA, LA7 E LA VICENDA SCHEDE TELEFONICHE FASULLE
Gli uscieri di TelecomItalia sono molto preoccupati e quando Franchino Bernabè varca la soglia del palazzo cercano di capire se l'ansia è condivisa.

È un'impresa inutile perché il manager di Vipiteno è in grado di controllare le sue reazioni anche in momenti delicati come questo dove si trova ad affrontare almeno tre problemi.

Il primo è rappresentato dalla sorte di TelecomItalia Media, l'azienda che controlla "La7" e che oggi tiene la sua assemblea a Rozzano. I risultati indicano una riduzione dei ricavi e una perdita operativa pesante anche se la raccolta pubblicitaria dell'emittente televisiva ha segnato una crescita del 32% grazie agli ascolti de "La7" cresciuti rispetto alle altre reti giornalistiche.

Il problema di Franchino resta comunque quello di trovare un partner al quale accollare almeno una parte del peso di questa società guidata dal "canaro" Stella che non sembra in grado di orientare il palinsesto verso la qualità. Purtroppo la ricerca di un socio si è impantanata sui marciapiedi di Mediobanca che è in preda alle convulsioni del suo management e finora non è riuscita a convincere nemmeno Urbano Cairo, l'editore che cura la ricerca pubblicitaria.

Agli uscieri comunque le sorti di TelecomItalia Media sembrano marginali rispetto ai venti che spirano dall'Argentina dove la presidente Kirchner ha imboccato la strada delle nazionalizzazioni e ha espropriato Ypf, la filiale della multinazionale petrolifera spagnola Repsol. Se a questa decisione dovessero seguire altri colpi di mano nei confronti di Telecom Argentina, si potrebbero avere effetti devastanti per il bilancio di Telecom che in Sudamerica ha il polmone principale dei suoi ricavi.

La controllata di Buenos Aires ha chiuso il 2011 in aumento del 26% (circa 3,2 miliardi di euro) e con profitti cresciuti di circa il 33%. Secondo gli uscieri i top manager dell'azienda sono molto preoccupati e temono che la follia nazionalistica del governo guidato dalla presidentessa gonfia di botulino, possa rimettere in discussione la stabilità su un mercato che finora ha dato enormi soddisfazioni.

A quanto pare il timore sta dilagando anche tra gli spagnoli di Telefonica, la società di Madrid che si ritrova socio di Telecom e ha nel mercato sudamericano il suo punto di forza. Le ultime notizie dicono che per quanto riguarda l'azienda italiana sono in corso contatti febbrili tra il governo della Casa Rosada e la nostra diplomazia locale dove sono impegnati in prima linea l'ambasciatore di origini calabresi, Guido Walter La Tella, e il responsabile dell'ufficio commerciale Carmelo Barbarello.

Se la situazione dovesse precipitare con un colpo di mano allora Telecom dovrebbe rivedere completamente la sua strategia sul mercato latinoamericano e il primo ad essere toccato dagli sviluppi sarebbe Luca Luciani, il manager padovano al quale è stata affidata la responsabilità dell'area sudamericana.

Dopo lo "storico" incidente del 2008 quando durante una convention di Tim con 300 manager, Luciani finì su "YouTube" per un esilarante gaffe a proposito del capolavoro compiuto da Napoleone a Walterloo, Franchino se lo portò a cena e tra un bicchiere di vino e l'altro decise di decapitarlo. Lo fece in maniera tutto sommato gradevole perché gli conferì l'incarico di direttore generale di Tim Brasil dove il 45enne manager ha operato così bene da meritarsi il mandato più ampio sull'asse Rio-Buenos Aires.

Purtroppo - e qui siamo alla terza grana che preoccupa gli uscieri di Telecom - sul giovane Luca è piombato l'avviso di conclusione delle indagini della Procura di Milano per la vicenda delle schede telefoniche fasulle. Il procuratore aggiunto Alfredo Robledo lo ha chiamato in causa insieme a Riccardo Ruggiero, l'ex-direttore operativo di Tim soprannominato "Frettella", e a Massimo Castelli, responsabile del marketing quando tra il 2007 e il 2009 il volume delle schede fasulle aumentò di circa 5 milioni.

Adesso si teme che il gelido Bernabè voglia calare la mannaia sulla testa del povero Luciani. E per gli uscieri di Telecom questa è un'idea terrificante poiché ai loro occhi il biondo Luca è un mito. È l'uomo che, con un strafalcione, ha saputo capovolgere la storia in maniera tale da lasciare comunque un segno indelebile dentro l'azienda.

A conferma di questa simpatia sono in molti a indicare che la storia capovolta era una gaffe innocente al punto tale che oggi Tim si permette di fare la sua orrenda campagna pubblicitaria utilizzando la figura di Garibaldi con una disinvoltura a dir poco diseducativa.

Resta il fatto che la sorte di Luciani, sul quale anche nell'ambito dei soci forti di Telecom si erano riposte grandi speranze, è legata a un filo. L'unica strada per tirarlo fuori dalle pesti potrebbe essere la pubblicazione del famoso rapporto sulle carte prepagate che fu commissionato alla società di consulenza Deloitte e che finora è rimasto nei cassetti.

Dentro quel rapporto ("strictly privileged and confidencial") così segreto da finire perfino nelle mani di Dagospia, ci sono elementi che potrebbero alleggerire la posizione di Luciani. Pare ad esempio che fin dal 14 settembre 2006 la direzione dell'audit interno a Telecom guidata dal manager Focaroli, abbia inviato un report ai vertici di Telecom rappresentati dall'amministratore delegato Carlo Buora e dai vari Ruggiero, Castelli, Golinelli, Bracco e Cappuccio.

In quelle carte già allora si valutava "carente" il sistema di controllo interno, e nel luglio 2008 è stato trasmesso al presidente Galateri di Genola, a Bernabè e ad altri manager un altro report circostanziato in cui si denunciava l'assenza di misure incisive per garantire l'impostazione delle sim card.

Questo non solleva Luciani dalle responsabilità che ha avuto come responsabile commerciale nel periodo dal 2005 al 2008, ma allarga l'area delle responsabilità fino a sfiorare chi oggi vorrebbe la sua testa.

"Salvate il soldato Luciani" è diventata la parola d'ordine per l'immagine e i conti dell'azienda di Bernabè.

2- MORETTI ANALIZZA NTV
I due viaggi inaugurali con i quali alla fine della settimana scorsa Luchino di Montezemolo ha presentato i treni di Ntv, sono oggetto di analisi da parte dello stato maggiore delle Ferrovie dello Stato.

Sabato scorso Moretti ha dimostrato fair play stringendo la mano a Luchino di Montezemolo e se l'è cavata con una battuta poco impegnativa: "vedere treni belli è sempre un piacere".

Queste parole le ha pronunciate davanti al parterre piuttosto modesto di autorità, imprenditori e banchieri che sono saliti sul Roma-Napoli per provare l'ebbrezza del "treno più moderno d'Europa". La prima risposta "tecnica" di Moretti è una lettera inviata ai macchinisti dove l'ex-sindacalista di Rimini dice che bisogna aumentare la produttività per recuperare efficienza e non perdere punti rispetto al personale di Ntv.

Oltre a questo appello c'è da segnalare l'esercizio matematico che i manager alla corte di Moretti stanno facendo sulle potenzialità e le previsioni di Luchino e dei suoi compagni di merenda.

Alle Ferrovie stanno analizzando il "teorema Sciarrone", cioè l'insieme dei numeri e delle affermazioni entusiastiche che il braccio destro di Montezemolo ha sciorinato nei giorni scorsi. In un paio di interviste il manager mantovano, che ha lavorato in Ferrovie fino al 2000 guadagnandosi la profonda antipatia di Moretti, ha previsto che da qui a fine anno i passeggeri di Ntv saranno circa 1,5 milioni. Nella seconda intervista ha aggiunto di prevedere che lo riempimento delle carrozze (load factor) potrà raggiungere il 30% dei posti disponibili.

Questi sono i numeri del teorema Sciarrone che i collaboratori di Moretti stanno smontando sulla base di un modello econometrico costruito sull'esperienza. Proviamo anche noi a seguirli nel loro ragionamento; è un'impresa un po' ardua, ma serve per capire se Luchino, Dieguito e Sciarrone dicono la verità oppure...danno i numeri.

Per raccapezzarsi bisogna partire dai 450 passeggeri che ogni treno "Italo" è in grado di portare. Immaginando generosamente che Ntv riesca a riempirli fino al 50%, cioè oltre il load factor indicato da Sciarrone, ogni treno porterà circa 230 passeggeri. E fin qui va tutto bene, ma le cose si complicano quando Sciarrone prevede di trasportare entro l'anno 1,5 milioni di passeggeri perché ciò significa che in otto mesi deve mettere sulle rotaie 6.521 treni, 815 al mese, 27 al giorno.

A questo punto il teorema salta perché in questo momento Ntv dispone soltanto di due coppie di treni che diventeranno 5 entro il 12 maggio, troppo pochi insomma per consentire di raggiungere le previsioni dei manager di Ntv.

E quando la flotta di Luchino e dei suoi compagni di merenda sarà completata con l'arrivo di 25 treni, il casino rischia di aumentare perché la rete delle Ferrovie difficilmente è in grado di reggere già oggi i 27 treni al giorno promessi da Sciarrone e i 30 dell'Alta Velocità di Moretti.

Così dicono i tecnici delle Ferrovie dello Stato, ma questa equazione sembra interessare ben poco Luchino e il suo amico Dieguito Della Valle. Quest'ultimo sabato scorso alla stazione di Bologna ha dichiarato entusiasta: "se il Paese ricomincerà a marciare decentemente in tempi brevi, come credo, questa è una delle cose che possiamo identificare come segno di potere".

Una delle tante frasi balorde dello scarparo marchigiano.

3- MARIO DEAGLIO, PUNTO DI RIFERIMENTO DELLA PICCOLA THATCHER

Ai 1.200 operai della Fiom che ieri mattina hanno accolto nella fossa dei leoni di Alenia la ministra delle lacrime Elsa Fornero, non è sfuggito lo sguardo preoccupato di un uomo che le stava vicino.

Non era una guardia del corpo e tra le mani non aveva fazzoletti pronti ad asciugare un eventuale scoppio di pianto. Era semplicemente il marito, Mario Deaglio, il 68enne economista di Pinerolo che con la sua intelligenza e discrezione rappresenta il punto di riferimento della piccola Thatcher. Chi li conosce sa che sono una coppia molto affiatata dove l'intelligenza, la discrezione e il silenzio sono sempre state le pietanze della cucina.

I due non hanno mai manifestato quell'attaccamento al potere che ha sempre distinto i coniugi romani Bassanini-Lanzillotta e per quanto riguarda Deaglio nella comunità scientifica si preferisce sottolineare il suo valore di studioso che lo distingue dal collega piemontese Gian Maria Gros Pietro, formidabile collezionista di cariche.

Oltre all'insegnamento accademico nella facoltà di economia dell'università di Torino, Deaglio è impegnato nel Centro di Ricerca e Documentazione "Luigi Einaudi" che fin dal 1963 svolge analisi sull'economia globale e italiana.

Ogni anno il Centro partorisce per mano di Deaglio un Rapporto in collaborazione con l'istituto Affari Internazionali e Ubi Banca, e l'8 maggio alle ore 17 alla Residenza di Ripetta sarà presentato l'ultimo lavoro con il titolo "La crisi che non passa".

All'evento parteciperanno anche il direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, e Daniel Gros, l'allampanato economista di Bruxelles che appare come ospite fisso nel programma televisivo di Sky dedicato all'economia.

Sarà interessante capire come il marito Deaglio valuterà la situazione che ha portato alle misure attuali e al governo dove siede la moglie Elsa, uno dei ministri più in vista e più in crisi nei rapporti con il Professore della Bocconi, Mario Monti.

4- ORSI SARÀ COSTRETTO A FARE UN PASSO INDIETRO E ROCCO SABELLI MOLLA
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che nel quartier generale di Finmeccanica a piazza Monte Grappa le bandiere sono a mezz'asta.

La bufera mediatica sulla presunta tangente alla Lega lascia presagire che il comandante supremo Giuseppe Orsi sarà costretto a fare un passo indietro prima della prossima Assemblea. Un passo indietro sembra l'abbia fatto anche nelle ultime ore il manager molisano Rocco Sabelli, che sembrava la carta coperta di Passera per la sostituzione del povero Orsi.

Dopo una vacanza di dieci giorni all'estero con la famiglia, Sabelli ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di infilarsi nel buco nero di piazza Monte Grappa".

 

 

FRANCO BERNABE AD TELECOM StellaCristina KirchnerUrbano Cairo - Copyright PizziGuido Walter La TellaLuca Lucianicarlo buoralap02 riccardo ruggierotr08 matteo arpe gabr galateri digenolaMAURO MORETTI LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO giuseppe sciarrone ad NTV lap2MARIO DEAGLIO 7cap35 diego dellavalleELSA FORNERO Giuseppe Orsi ROCCO SABELLI

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