I GUAI DI FASSINO ALL'ANCI - SULLA SCRIVANIA DEL SINDACO DI TORINO C'È UN DOSSIER CHE SCOTTA: SI CHIAMA “ANCITEL”, LA SOCIETA' CONTROLLATA DALL'ASSOCIAZIONE DEI COMUNI, CHE L'EX SEGRETARIO PD VUOLE VENDERE PERCHÉ I CONTI NON QUADRANO PIÙ

Dagoreport

 

RENZI  FASSINO  RENZI FASSINO

E' stato in corsa addirittura per la presidenza della Repubblica, poltrona che poi è andata a Sergio Mattarella, e ora si trova a sistemare le beghe di basso rango dei comuni. Per Piero Fassino, insomma, non è uno dei momenti migliori. L'esangue sindaco di Torino deve risolvere a stretto giro un pasticcio dell'Anci, l'associazione degli enti locali di cui è presidente.

 

Il dossier che scotta si chiama Ancitel, una società tecnologica controllata appunto dall'Anci e partecipata da Telecom Italia, Istat e Aci. Il problema è che questa spa, presieduta dall'ex parlamentare di Forza Italia, Osvaldo Napoli, non sta più in piedi. O comunque barcolla. I conti ballano e il futuro è a rischio. E pensare che fino a pochi anni fa, Ancitel sembrava la gallina dalle uova d'oro, visto che il fatturato superava i 25 milioni di euro e ed erano tutti contenti.

qualcuno faccia mangiare fassinoqualcuno faccia mangiare fassino

 

Nell'ultimo periodo, invece, il quadro è drasticamente cambiato e i continui cambi della guarda al vertice aziendale non hanno invertito la rotta. La missione sembra impossibile anche per Stefano De Capitani, da pochi mesi amministratore delegato al posto della esponente Pd, Gianna Marini, liquidata dopo un solo anno di mandato nonostante sia considerata una renziana di ferro. Stavolta la fedeltà al premier Matteo Renzi non ha pagato.

 

LOGO ANCI LOGO ANCI

Sta di fatto che pare assai difficile, dicono i ben informati, tornare agli anni d'oro, e in particolare a quel 1987 quanto Ancitel è stata fondata per promuovere servizi e innovazione tecnologica nei comuni. L’idea originaria era buona, tanto che la società propose sul mercato servizi e consulenze che hanno dato una mano concreta ai sindaci, come l'accentramento delle anagrafi comunali grazie alla piattaforma Ina-Saia. Gli addetti ai lavori sono convinti che quando sono crollate le muraglie cinesi con la politica, Ancitel ha funzionato sempre meno bene.

 

Come ha spiegato in un suo saggio il primo ad di Ancitel, Nicola Melideo, pubblicato il 10 giugno al Forum della pubblica amministrazione, fino a quando l’autonomia tra strutture tecniche e partiti ha retto, Ancitel ha avuto successo. Poi le segreterie politiche hanno sfasciato tutto e il giocattolo si è rotto.

 

E adesso pare che i sindaci non ritengano più utile questa azienda anche se in passato è servita come trampolino di lancio per attuali esponenti del governo Renzi. E' il caso di Angelo Rughetti, oggi sottosegretario alla Pubblica amministrazione, in passato alto dirigente di Ancitel e poi segretario della stessa Anci.

 

ANGELO RUGHETTI ANGELO RUGHETTI

Le poltrone stanno da qualche altra parte, nelle fondazioni e negli enti di basso calibro della stessa associazione come Anci comunicare, Ifel e Cittalia. Soggetti che hanno sottratto lavoro ad Ancitel lasciando in essa dipendenti e ruoli senza mission specifiche. Non è da trascurare, inoltre, l’abitudine all’affidamento a società esterne di lavori che potevano essere svolti all’interno della società che ha portato all’impoverimento del know how aziendale, oppure a contratti di collaborazione industriale tra Anci e Ancitel con società esterne. Il risultato è stato relegare Ancitel al solo ruolo di distributore di servizi realizzati in outsourcing a costi altissimi e fatturati vicino allo zero.

 

Il caso più clamoroso è l'accordo a quattro tra Ifel, Anci, Ancitel e la misteriosa SkyMedia (che nulla ha a che fare col colosso tv di Rupert Murdoch) per vendere software mai acquistato dai sindaci. Ancitel ha pagato fatture da centinaia di migliaia di euro a SkyMedia senza incassare un euro dai comuni. Nelle carte riservate - gli accordi sono del 2012 e del 2013 -  si parla di una fornitura per "licenze d’uso (una tantum) di EXS2”.  Ma nessuno fra gli 8mila comuni italiani sa di cosa si tratta, peggio di un oggetto misterioso.

ancitelancitel

 

Operazione come queste hanno portato Ancitel in una situazione di squilibrio finanziario. Tant'è che è stata avviata una ripatrimonializzazione dopo un abbattimento del capitale sociale del 40%. Manovre d'emergenza necessarie a portare fieno in cascina, visto che Ancitel non riesce a riscuotere nemmeno i crediti da Anci per diversi milioni, compresi quelli di alcuni progetti realizzati in Sicilia, su cui la controllata dei sindaci ha lavorato.

 

osvaldo napoliosvaldo napoli

Insomma, per Fassino un bel pasticcio. I dipendenti Ancitel hanno accettato responsabilmente la solidarietà, ma il progetto industriale ancora latita e l'ex segretario del Pd  si è trovato un compito difficile che ha affidato a un suo uomo di fiducia, De Capitani. Il quale pare intenzionato a rispolverare il progetto di svendita a DataManagement, una società attiva in Toscana e finanziatrice delle campagne elettorali di alcuni esponenti democrat nel 2013, tra cui Rughetti. L'opzione fu scartata lo scorso anno perché i sindacati misero i bastoni fra le ruote: le sigle puntavano il dito contro l'assenza di tutela per i posti di lavoro.

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