SERRA SUL VECCHIO SGARBONE: “DOVREBBE ESSERE CURATO, NON ESIBITO NEI TALK SHOW COME UN FENOMENO DA CIRCO” – FABIO VOLO RADENTE LA MARCHETTA IN GLORIA DI CULATELLO BERSANI - IL POVERO GIULIANO AMATO, CHE INTASCA 31 MILA € DI PENSIONE AL MESE, DIFENDE I POLITICI PRECARI: “UN TRENTENNE ELETTO, DOPO DUE MANDATI, CIOÈ A 40 ANNI, CHE COSA DOVREBBE FARE MENTRE ASPETTA DI COMPIERE I 65? L’ESODATO DI STATO?”...

1 - NON CI DOVREBBE ESSERE SEMPRE UN MEDICO, IN STUDIO?
Michele Serra per "la Repubblica"

L'urlo di Sgarbi, come l'urlo di Tarzan, è oramai un classico. Lo si può reperire, nei suoi periodici aggiornamenti, in quegli sfiziosi colonnini (in genere in basso a destra) dei quotidiani online, tra l'alligatore che attraversa sulle strisce, il clamoroso autogol del campionato bulgaro, la starlette con le tette fuori controllo, lo scimpanzé pittore, il wurstel più lungo del mondo. Curiosità da cliccare nei momenti d'ozio, entertainment futile, sguardo divertito sul bestiario mediatico.

Però poi dispiace, dopo i pochi secondi di spasso, avere approfittato di un problema altrui - la nevrastenia è un disturbo certificato - per puro svago, e si riflette sul fatto che la società dello spettacolo rende cinici. E così come l'autore del rovinoso autogol bulgaro, o l'alligatore che traversava sulle strisce perché magari aveva smarrito la strada di casa, anche Sgarbi avrebbe bisogno di soccorso e non di essere esibito nei talk show come un fenomeno da circo. Va detto che sono i conduttori (l'ultimo caso riguarda la pur cortese Cristina Parodi) che dovrebbero dare il buon esempio. E non lo fanno. Invece di dirgli "si curi, a noi dispiace vederla così", lei gli ha detto: "grazie Vittorio". Ma grazie di che? E non ci dovrebbe essere sempre un medico, in studio?


2 - RENZI E BERSANI SPOT AL VOLO...
M. L. per il "Fatto quotidiano"

Fabio Volo è sceso in campo. Dopo la puntata in cui ha attribuito 56 appartamenti (inesistenti) a Di Pietro, paragonato sobriamente a Scajola, il conduttore ha tirato due colpi tostissimi anche al Pd. Prima la battaglia a cuscinate nel camper per tenere sveglio Matteo Renzi, poi il rapimento memorabile di Pier Luigi Bersani. Appena messo piede sull'auto insieme al segretario del Pd il sequestratore è però caduto in preda a una sindrome di Stoccolma al contrario. Non si è mai visto un rapito a suo agio come Bersani.

Volo riscriveva la sua biografia facendolo nascere nel paese di Tre-palle, più virile di Bettola, e lui rideva. Gli rinfacciava il passato di chierichetto e il modo di vestire osceno e Bersani scoppiava di felicità nella giacca grigia metallizzata. Il telespettatore non poteva fare a meno di andare con la mente alle puntate del salotto di Vespa. Le interviste che rendono simpatico il leader politico sono state trasmesse da tutti i canali. Nessuno però era arrivato ai livelli sublimi del conduttore di Rai3. Quando Bersani ha svelato a Volo che la sua band preferita sono gli ACDC e il conduttore non ha battuto ciglio, è montata una grande nostalgia del risotto di D'Alema.


3 - TAGLIATOR SOTTILE
Massimo Gramellini per "La Stampa"

Sosteneva il sommo Brera che in certe persone l'intelligenza va considerata un'aggravante, come l'ubriachezza nei fatti di sangue. E Giuliano Amato, si sa, è molto intelligente. Intelligentissimo. In un'intervista a «Sette» intrisa di fosforo, l'uomo che sussurrava ai cinghiali (in un'altra era geologica era il camerlengo di Craxi) ha proposto di garantire un'indennità agli onorevoli disoccupati, qualora malauguratamente passasse la proposta di fissare un limite di due legislature alla loro presenza in Parlamento.

«Un trentenne eletto, dopo due mandati, cioè a 40 anni, che cosa dovrebbe fare mentre aspetta di compiere i 65? L'esodato di Stato?» si interroga Amato, interpretando l'ansia di un Paese intero per la sorte di quei negletti. «Che cos'è, un nemico da punire solo perché ha fatto politica?» Il quadro descritto da Amato è obiettivamente drammatico: immagino il parlamentare licenziato nel fiore degli anni, mentre vaga per le strade senza corona e senza scorta, riducendosi a chiedere l'elemosina a qualche precario della scuola.

A sua scusante, va detto che Amato sconta una certa inesperienza in materia, avendo avuto in sorte un destino diverso: 31 mila euro lordi al mese di pensione. Certo, reclamare l'indennità di reinserimento (che peraltro già esiste) per una categoria che dovrebbe interpretare la politica come servizio anziché come mestiere non richiede solo intelligenza ma anche parecchio coraggio. Per quanto il più coraggioso di tutti rimane colui che ha affidato l'incarico di preparare un piano per il taglio dei costi della politica proprio ad Amato.

 

VITTORIO SGARBI E LA STATUA DELLA FELLATIO fabio volo BERSANI RENZIGiuliano Amato

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