san francisco pride apple

SILICON PRIDE - A S.FRANCISCO TRA MISURE DI MASSIMA SICUREZZA LA 47^ EDIZIONE DEL PRIDE: DOVEVA ESSERE UNA PROTESTA ANTITRUMP MA E’ SOPRATTUTTO LA SFILATA DELL’ORGOGLIO AZIENDALE DI SILICON VALLEY: I CARRI DI UBER, FACEBOOK, APPLE, L’AUTO SENZA CONDUCENTE DI GOOGLE, AIRBNB - MARKETING E CONSAPEVOLEZZA: AL GOVERNO NON C’E’ PIU’ OBAMA? AI TEMI GAY CI PENSIAMO NOI

Michele Masneri per Il Foglio

 

Doveva essere il pride del malcontento, quello politico. Il nostro primo, sanfranciscano, l'ennesimo qui, quarantasettesimo per l'esattezza. Il pride antitrumpista,  e quello dell’epoca terroristica e dei lupi solitari. Dunque controlli di sicurezza per entrare nelle vie presidiate come salendo su un volo El-Al: metal detector, telefoni ed eventuali computer tirati fuori, su un fugace banchetto, liquidi (!) via, il nostro bibitone di caffè americano ce lo fanno svuotare per terra, con una misura forse isterica poiché poi le miriadi di bar, ristoranti, caffetterie nella zona rossa non saranno poi certo tutte controllate (e intanto, vietato il caffè ma canne ciclopiche e alcolici eccezionalmente ammessi alla deambulazione).

san francisco pridesan francisco pride

 

Settorializzato, questo pride, targettizzato. Venerdì la marcia transgender, sabato lesbico, domenica gran finale gay a reti unificate. Stupisce, per lo spettatore europeo entusiasta, il senso di comunità, il padrone di casa (etero) ci manda sms ricordando l'affitto in scadenza e chiosando "happy pride!" con emoji di prammatica; giornali locali e tv e tutti pubblicano guide e consigli, è un buon ferragosto globale a San Francisco.

 

Doveva però essere appunto di protesta, il primo dell'era Trump, ennesimo segnale della solita California siliconvallizzata che si sente diversa e "altra", ma poi andando sulla Market Street, via nazionale e internazionale di shopping e strusci, e oggi di corteo, capisci di più: è soprattutto un Pride corporate.

 

Passano infatti soprattutto questi carri aziendali, più o meno sontuosi e coreografati e accessoriati a seconda dei fatturati e delle Ipo: c'è United Airlines, aerolinea decotta, sputtanata per maltrattamenti e inefficienze, che ha provveduto a un carro con una specie di 737 a grandezza quasi naturale però gonfiabile, che rimane molliccio, con la punta pendula, su un finto Golden Gate di cartapesta, nell'insieme un'immagine desolante più che promozionale; poi un carro della Gilead, formidabile produttore della pillola del giorno prima Prep, che sta soppiantando l'antico e scomodo condom, e da San Francisco ha lanciato la sfida al costume e alla ricetta globale; poi Disney, con pullmino a due piani, e slogan "same sex offered since 1995", perché ci sono anche le gerarchie di chi ha puntato sulla “diversity” prima di tutti.

 

san francisco  pride applesan francisco pride apple

Apple, con plotoni di impiegati con identica maglietta blu con la mela (saranno tutti spontanei? Si pensa a tremende chiamate tipo Guidobaldo Maria Riccardelli al cineforum, di domenica, magari dovranno fingersi gay per avere scatti di carriera); il ceo Tim Cook però non c'è; manca anche Mark Zuckerberg di Facebook che però si cura di farsi fotografare, nel suo road show, al gay pride di Omaha, Nebraska; poi il carro dei non vedenti, poi quello del coro gay, quello del canile municipale, quelli di vari senatori e candidati di tutti i distretti, Scott Weiner, democratico e ambientalista, il sindaco Ed Lee su una Lincoln d'epoca, i vigili del Fuoco, la polizia, la banda della città che suona con nastrini arcobaleno nelle trombe un po' il riff di San Francisco 1936 e un po' “Thriller” di Michael Jackson.

 

L’azienda dei trasporti locale, il procuratore su una vecchia Buick anni cinquanta con le pinne, che saluta come Evita Peron, sotto i grandi marchi locali dei negozi tipo Gap con fuori le bandierone arcobaleno. Netflix. Carri e figuranti di orgoglio leather, in ginocchio, con jockstrap, chiappe e code e finimenti che schioccano frustate, al grido di "kinkster antifascisti". Il vicegovernatore Gavin Newsom, l’unico a buttarla in politica: “nonostante quello che succede a Washington sui diritti, qui andiamo avanti", proferisce da una Bmw serie 4 cabrio offerta dal locale concessionario.

 

i carri del san francisco pridei carri del san francisco pride

Mentre nei giorni scorsi una nuova influente associazione, Out in Tech, per giovani geek LGBTQ, si è runita con grande evento nella sede colossale di Airbnb alla presenza di diversa aristocrazia di Silicon Valley, tra cui Jeff Henry, boss della comunicazione dell’affittacamere globale (ed ex comunicatore della first lady Michelle Obama). "Visto che le tematiche gay sono uscite dall'agenda di governo, è tempo di investire in strutture non governative, è ora che le grandi aziende si diano da fare".

 

Cyan Banister, finanziera del colossale fondo di venture capital Founders Fund, ha puntato per prima su Uber e su SpaceX, il ramo spaziale dell’imaginifico Elon Musk. Non avrà votato per caso Trump? "No, assolutamente, ho scelto Gary Johnson", il candidato libertario. "C'è molto da fare per i diritti gay nella comunità del venture capital" dice al Foglio. "Quando ho fatto coming out l'anno scorso in molti mi hanno scritto. Però sessismo da noi no, per niente, non abbiamo tempo per queste cose. Peter Thiel? Un genio" (Thiel, anima nera di Silicon Valley, fondatore di Paypal, consigliere del presidente Trump, è l’inventore del Founders Fund).

 

facebook il carro al pride di san franciscofacebook il carro al pride di san francisco

Però, tornando al corteo, la solita impressione su Market Street di vedere tutte le app che ci cambiano la vita coi loro uffici in fila, Uber, Linkedin, Twitter, sulla stessa strada, e lì sotto passano poi i carri delle stesse aziende: Uber con lo slogan "ride with pride", che tenta di rifarsi una verginità sul fondamentale tema della "diversity" dopo la cacciata recente del suo fondatore macho-man, e nel pieno marasma aziendale, dipinge in questi giorni anche le rotte delle macchinine, sul telefono, colore arcobaleno.

 

Google ha la sua self driving car Waymo che trotterella, ma guidata da un umano; ci sono Intel, Cisco, Oracle, tutti. Nel cielo, pattugliatissimo da elicotteri, droni precisissimi disegnano grandi cuori (le scie chimiche disegnate da droni sono l'ultimo product placement di Silicon Valley. Già Nike nei giorni scorsi disegnava il suo swoosh nei cieli della Baia). Qualcuno alza il sopracciglio per tutto questo product placement nel Pride 2017, sostenendo con aria esperta che a Los Angeles sì, che invece è stata una marcia di protesta.

san francisco pride applesan francisco pride apple

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….