LO SPORT NEL PALLONE – ARIA DI FRONDA NEI CONFRONTI DELLA FIGC: “PRENDE TROPPO DI CONTRIBUTI CONI” (E MALAGÒ SPERA IN LETTA)

Fulvio Bianchi per "La Repubblica"

Settimana calda, quella che viene, per Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Martedì 9, in mattinata Giunta Coni e nel pomeriggio consiglio federale Figc. Mercoledì 10, consiglio nazionale Coni. Cominciamo dalla Giunta: la lettera di Paolo Barelli, presidente Federnuoto, ha portato scompiglio (vedi Spy Calcio del 26 giugno). Argomento, doping. Non è solo un problema di nomine, recenti, ma dicono ci sia altro (sotto). Dicono anche che Malagò sarebbe furibondo, pronto però a spiegare ai membri di Giunta cosa è successo e rimettere subito pace.

Poi, entro fine mese, ecco il nuovo organigramma (rivoluzione o, come si dice, normale avvicendamento?): per ora, al Coni hanno rifatto un paio di stanze... Martedì pomeriggio, consiglio Figc. Abete ce l'ha con la Lega di serie A, e non è certo una novità. La Juve che si rivolge alla Corte di giustizia federale per la Supercoppa, l'accordo collettivo coi calciatori scaduto (ma non ci sarà un nuovo sciopero come nel 2011, figuratevi Malagò...): altra estate bollente. La Lega vorrebbe prorogare di un anno, Damiano Tommasi punta ad un accordo vero, triennale, come ha fatto con Abodi e Macalli.

Ma la Lega di A, si sa, viaggia (sempre) per conto suo: comandano Beretta-Galliani-Lotito. Juve, Inter, Roma, Fiorentina e Samp sono all'angolo: han tentato di far fuori Beretta (proponendo Abodi) ma ha vinto l'asse Galliani-Lotito. E adesso? Agnelli è pronto ad andare all'attacco: ma pensare ad un governo ombra con Moratti, Della Valle e c. è forse un po' troppo. Non c'è unione fra le grandi, si è visto anche in occasione delle elezioni del presidente di Lega: ma di sicuro c'è la volontà della Juve di farsi sentire (nel frattempo però non ha ritirato la causa da 400 milioni alla Figc...).

Il consiglio federale di martedì tratterà altri argomenti: dall'ultima inchiesta giudiziaria, che non riguarda solo i procuratori (mica potevano fare tutto da soli, poverini...), alle iscrizioni ai campionati, eccetera. Niente nomina invece del nuovo n.1 del settore tecnico: dopo l'addio, prevedibile, di Robi Baggio, di fatto a Coverciano comanda Renzo Ulivieri. E questo non sta bene a Carlo Tavecchio, vicario di Abete.

Mercoledì infine il comitato nazionale Coni, ultimo prima delle vacanze: c'è aria di fronda nei confronti della Figc. Per molte Federazioni prende troppo di contributi Coni: sono 62 milioni all'anno (erano 80) e, per la verità, non vengono affatto sperperati perché vanno al settore giovanile e per le spese di migliaia di arbitri. Il calcio d'altronde ha un movimento che chiaramente gli altri sport non hanno.

Ma Alfio Giomi, n.1 della Fidal (Federatletica), e altri presidenti vorrebbero che Giancarlo Abete facesse una bella cura dimagrante: da 62 milioni a meno di trenta. Il n.1 della Figc, di recente, ha più volte ricordato che il 90 per cento delle scommesse (ed è vero) sono sul calcio e che i club danno all'Erario oltre un miliardo all'anno. Vero anche questo ma quanti ne sono stati sottratti al fisco? Certi procuratori facevano gli spalloni di loro iniziativa, o per conto di chi? Ce lo dirà la Guardia di Finanza.

Malagò ha molte pressioni ma, saggiamente, ha nominato una maxi-commissione che entro fine anno dovrà dire se questo criterio di ripartizione va bene o se, e come, va modificato. Sperando che l'amico Enrico Letta confermi i 408 milioni all'anno di finanziamento dello Stato allo sport: altrimenti sì che sono guai (per tutti).

Giorni decisivi: Siena disperato, nelle mani del Monte dei Paschi
Volata decisiva per il Siena: la famiglia Mezzaroma non ce la fa da sola ad iscrivere la squadra alla serie B e non ha alcuna intenzione di svenarsi (ha già chiuso col volley a Roma). I debiti sono ingenti (60-70 milioni): se non interviene il Monte dei Paschi e dà garanzie, il club scompare.

C'è tempo sino al 19 luglio, ultimo consiglio federale. Massimo Mezzaroma non ha pagato gli stipendi e i contributi della passata stagione (il Siena giocherebbe in B con una penalizzazione di 3-4 punti, ma è il male minore), non può e nemmeno vuole anticipare i 10 milioni per l'iscrizione.

Dieci milioni che ritornerebbe col "paracadute" per chi è retrocesso dalla A (ma prima deve iscriversi alla B). La Banca-che, come noto, ha i suoi guai- potrebbe anticipare i soldi, mettere un gestore e cercare una nuova proprietà. Non è facile. La situazione è (quasi) disperata. Peccato, davvero.

Ma è tutto il pianeta-calcio che va rivisto. Andrea Abodi, presidente della Lega di B, è ottimista: nel giro di 2-3 mesi crede (spera) di mettere le altre Leghe, riluttanti, intorno ad un tavolo e discutere, e varare, la riforma del campionato cadetto. Mario Macalli, con la Lega Pro, la sua l'ha già fatta: per convinzione e per necessità, perché i club scomparivano travolti dalla crisi, ma almeno dal 2014-'15 si avranno solo 60 club (erano 90...) divisi in tre gironi. Una bella, sana, sforbiciata. Abodi vuole scendere da 22 a 20 squadre, e il più presto possibile: ma l'accordo con Beretta e Macalli non sarà per niente semplice. Bisogna che Abete gli dia una mano.

Pugno duro a Lecce, tessera del tifoso e albo striscioni
Pugno duro a Lecce: tredici arresti per gli incidenti dopo i playoff con il Carpi. Fra questi, anche un ultrà del Palermo, in trasferta in Puglia per partecipare alla guerriglia. Le due tifoserie d'altronde sono gemellate. Nel prossimo campionato di Prima Divisione, il Lecce sconterà quattro gare casalinghe a porte chiuse. Certa gentaglia va messa in condizione di non nuocere per un po' di anni. E la guardia non va mai abbassata. La Roma giocherà la prima in casa con la Curva Sud vuota e sul fronte del razzismo c'è ancora molto da fare.

Ma con le nuove regole il rischio che si vedano settori dello stadio deserti (non solo all'Olimpico, ovviamente) esiste. E' la "cura" per tenere certa gente lontana. Ma all'Osservatorio due suggerimenti: lascino perdere con l'albo degli striscioni (un fallimento) e rivedano, con calma, tutta la materia della tessera del tifoso. Con gli occhi bene aperti, c'è sempre qualcuno che pensa al business.

 

malago proli foto mezzelani gmt GIANCARLO ABETE jpegMASSIMO MORATTI jpegadriano galliani milan Della Valle allo stadiolotito esulta foto forzano gmt Massimo Mezzaroma AC Siena

Ultimi Dagoreport

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – LO SBARELLAMENTO DI TAJANI È TOTALE: COMMISSARIATO DALLA FAMIGLIA BERLUSCONI, DOPO IL SILURAMENTO DI GASPARRI DA CAPOGRUPPO AL SENATO, SI AVVICINA LA CADUTA DEL SUO CONSUOCERO BARELLI DA CAPOGRUPPO ALLA CAMERA - PER DIMOSTRARE DI NON ESSERE UN CAMERIERE DELLA MELONI, QUEL MERLUZZONE DI TAJANI DOVRÀ BATTAGLIARE SULLA LEGGE ELETTORALE – LA “NUOVA” FORZA ITALIA RIMARRÀ ALLEATA FINO AL 2027 DELLA MELONI MA, PRIMA DELLE NUOVE ELEZIONI, L'ALLEANZA SI DOVRÀ RIDISCUTERE: MARINA E PIER SILVIO NON VOGLIONO UN PARTITO PRONO A FDI, PIU' ATTENZIONE AI DIRITTI CIVILI, AI BUONI RAPPORTI CON L'UE, MENO TRUMPISMO E PUTINISMO - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA SU UN PROGRAMMA CONDIVISO, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI – BARELLI VERSO UN RUOLO DI VICEMINISTRO: LA LEGA OTTIENE L’OK A FEDERICO FRENI PER LA CONSOB...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…