SPREAD APRE A 115,9 PUNTI - PIAZZA AFFARI APRE IN CALO (-0,77%) - RECUPERANO NEL FINALE DI SEDUTA LE BORSE CINESI - FRENA A LUGLIO LA CRESCITA DELL'EXPORT DEL GIAPPONE

PIAZZA AFFARI BORSA MILANOPIAZZA AFFARI BORSA MILANO

1 - SPREAD BTP/BUND APRE A 115,9 PUNTI

(ANSA) - Spread Btp/Bund stabile dopo le prime contrattazioni. Il differenziale è a 115,9 punti a fonte dei 116 della chiusura di ieri. Il titolo decennale italiano mantiene un rendimento dell'1,8%. In calo il differenziale Bonos/Bund a 134,1 punti. In salita invece sulla chiusura di ieri lo spread della Grecia, a 841 punti.

 

2 - MILANO APRE IN CALO (-0,77%)

(ANSA) - Apertura in calo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in flessione dello 0,77% a 23.202 punti.

 

3 - BORSA TOKYO: NIKKEI TERMINA IN CALO DELL'1,6%, PESA LA MINA SHANGHAI

borsa Tokyoborsa Tokyo

Radiocor - Chiusura negativa per la Borsa di Tokyo appesantita dalla nuova caduta della piazza finanziaria di Shanghai che minaccia i mercati e dalle preoccupazioni per la congiuntura economica cinese e internazionale. L'indice Nikkei dei titoli guida ha archiviato la seduta lasciando suo terreno l'1,61% % a 20.222,63 punti. Il piu' ampio indice Topix ha perso l'1,42% a 1.648,48 punti. La direzione della giornata ha registrato un accentuarsi della caduta a meta' seduta quando la Borsa di Shanghai e' scivolata di oltre il 5% dopo il 6% perso ieri. La seduta di Tokyo e' stata mediamente attiva con 2,1 miliardi di titoli scambiati sul mercato primario.

 

4 - GIAPPONE RALLENTA CRESCITA EXPORT A LUGLIO, PESA CINA

borsa shanghai 2borsa shanghai 2

(ANSA) - Frena a luglio la crescita dell'export del Giappone: secondo i dati del ministero delle Finanze il valore delle spedizioni è salito del 7,6%, in rallentamento rispetto al +9,5% di giugno, mentre in termini di volumi si registra un calo dello 0,7%. Sul trend sta pesando la riduzione della domanda cinese: i volumi diretti verso Pechino sono scesi per il sesto mese consecutivo. La bilancia commerciale giapponese a luglio è così stata negativa per 268,1 miliardi di yen (circa 2,2 miliardi di dollari), in deciso aumento rispetto ai 70,5 miliardi di yen di giugno. Il mese scorso le importazioni sono scese del 3,2%, contro il calo del 2,9% di giugno.

 

5 - CINA: BORSE RIDUCONO PERDITE, SHANGHAI -2,3%, SHENZHEN -1,7%

(ANSA) - Recuperano nel finale di seduta le borse cinesi. A circa un'ora dalla fine delle contrattazioni, Shanghai cede l'1,7%, dopo aver toccato un minimo di -5% in corso di seduta, mentre Shanzhen cede l'1,16% (-5,25% il minimo). Sui due listini continuano a pesare i timori di una riduzione delle misure di sostegno del governo di Pechino al mercato azionario, dopo che venerdì scorso la China Securities Finance Corporation, l'agenzia statale incaricata di sostenere il corso delle azioni, ha annunciato che ridurrà gli acquisti in presenza di una volatilità più contenuta.

borsa shanghai 1borsa shanghai 1

 

Inoltre l'avvio della svalutazione dello yuan da parte della banca centrale alimenta la preoccupazione di una fuga di capitali dal Paese. Ad alimentare i crolli si aggiungono anche le valutazioni stratosferiche delle azioni cinesi: i titoli quotati a Shanghai e Shenzhen, riporta Bloomberg, vengono scambiati a una media di 72 volte gli utili registrati nell'ultimo esercizio. Dal picco del 12 giugno Shanghai ha ceduto il 30% ma nell'anno precedente era salita del 152%.

 

6 - MORNING NOTE

Radiocor

 

Borse: Cina, sotto tiro, Shanghai perde il 6%, Pboc in azione. Lo yuan tiene ma la fuga di capitali pesa sui titoli e sulle valute dei Paesi emergenti (Il Sole 24 Ore pagg.1-2-3)

 

Grecia: Atene cede ai tedeschi gli aeroporti sulle isole. La tedesca Fraport acquista 14 scali regionali per 1,2 miliardi. Oggi il terzo si' agli aiuti. Il parlamento di Berlino vota sugli 86 miliardi di prestiti, Merkel sfida i falchi. Ok da Spagna e Estonia (dai giornali)

 

Conti pubblici: Moody's avverte l'Italia, 'ripresa piu' lenta' e Pil italiano fermo all'1% nel 2016. Il viceministro Morando difende le previsioni del Governo all'1,4%, 'sono credibili' (dai giornali)

 

Lavoro: diffusi i dati Inps, giu' del 27% la cassa integrazione a luglio. Renzi: segno che le cose cambiano (dai giornali)

 

Popolari: parte il cantiere delle fusioni; gli esiti dello Srep aprono al risiko: Ubi-Banco in pole, Bpm su Carige e Bper; Verona guarda anche a Milano, Modena dialoga con Montebelluna (Il Sole 24 Ore, pag.19) Daffina: 'Unioni inevitabili per ristrutturare il settore' (intervista all'ad di Rothschild Italia, Il Sole 24 Ore pag.19)

 

Mediobanca: Standard Life azionista al 2,38& (Il Sole 24 Ore, pag.18)

 

Amplifon: cresce in Germania con 30 nuovi negozi e si avvicina al primo miliardo (dai giornali)

 

Aeroporti: Da Linate a Orio, l'aeroporto del Nord, numeri da primato per il polo che sfida Fiumicino (Il Corriere della Sera pag.29)

 

Bper: ok a 781 esuberi e 200 assunzioni (dai giornali)

 

Lottomatica: la superlobby e la guerra da 3,5 miliardi. L'ex capo dei servizi, ora al Consiglio di Stato, Pollari blocca la nuova gara per il lotto: ''Fatta per i soliti noti'. Scontro col governo (Il Fatto quotidiano, pagg. 1 e 2)

 

Diritti tv: la Mp&Silva che commercializza la serie A di calcio apre ai private equity (Il Sole 24 Ore pag.20)

 

Fca: appello del vescovo di Melfi in una lettera a Marchionne contro il lavoro domenicale (dai giornali)

 

Sindacato: fuga dalle tessere della Cgil, persi in un anno 700mila iscritti; calo del 13%, lasciano soprattutto i giovani (La Repubblica, pag.11)

 

Beni culturali: la rivoluzione dei venti musei d'Italia, sette direttori stranieri su venti (dai giornali)

 

General Motors: rompe un tabu', auto americane made in Cina (la Repubblica, pag. 21)

 

Money transfer: boom del mercato nero. In Italia 28 operatori registrati ma secondo le stime la rete parallela ha tre volte piu' sportelli delle Poste (Il Messaggero, pag.17)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...